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TESTO Commento su Isaia 58,18

Casa di Preghiera San Biagio FMA  

Sabato dopo le Ceneri (16/02/2013)

Brano biblico: Is 58,18 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Lc 5,27-32

27Dopo questo egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». 28Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.

29Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e di altra gente, che erano con loro a tavola. 30I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». 31Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; 32io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

Ti chiameranno riparatore di brecce, e restauratore di strade perché siano popolate.
Is 58,18

Come vivere questa Parola?
Isaia sta prospettando al popolo la possibilità di un glorioso ritorno in patria, dopo l'amaro esilio babilonese. Un dono che tuttavia non si realizzerà senza il concorso umano, cioè senza l'impegno di rinnovare la propria condotta imboccando la via dell'amore reciproco e dell'attenzione al fratello, cuore di un'autentica relazione con Dio.
La nazione, infatti, è ridotta a un cumulo di rovine, le mura sono ormai fatiscenti, le strade impraticabili. Urge rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro senza lasciarsi abbattere dalle difficoltà.
Un'immagine plastica di una realtà non solo esteriore: più ancora della città è il popolo di Dio che si è andato sgretolando. È qui che urge più che mai una paziente e solerte opera di ricostruzione.
"Riparare brecce" è allora aiutare a ritrovare la propria cittadinanza. Un compito quanto mai urgente oggi, in cui l'uomo ha smarrito la consapevolezza di chi è: cittadino di una città terrena che lo vuole impegnato nell'edificazione di una società vivibile per tutti, ma anche cittadino di una patria di cui Cristo gli ha nuovamente spalancato le porte ed indicato la via.
"Restaurare strade" è riaprire canali di comunicazione, eliminare quanto intralcia l'incontro con l'altro, perché lo scopo è che esse "siano popolate". Sullo sfondo il convergere di folle in cammino, non più smarrite come pecore senza pastore.
Un'immagine idilliaca in cui rifugiarsi nostalgicamente nei momenti più bui, quasi una fiaba per bambini o una fata morgana? No! Una realtà da costruire, a cui la quaresima ci richiama senza mezzi termini. Quel riparatore di brecce, quel restauratore di strada sono io, tu, noi cristiani, in prima linea, e poi ogni uomo di buona volontà con cui Dio vuole che impariamo a collaborare perché il sogno si concretizzi.
Da quale breccia, da quale strada concreta devo cominciare il mio lavoro quest'oggi? Me lo chiedo onestamente e comincio subito.
Non è facile, Signore, il compito che mi prospetti, ma sei stato tu ad impegnarti per primo: non posso che fidarmi di te e iniziare, certo del tuo aiuto.
La voce di un fondatore
Avanti, qualunque cosa succeda! Ben protetto dal braccio del Signore, considera che Dio non perde battaglie.
Josemaria Escriva

 

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