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TESTO Mandò ad uccidere tutti i bambini

Riccardo Ripoli  

Santi Innocenti (28/12/2012)

Vangelo: Mt 2,13-18 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 2,13-18

13Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».

14Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

Dall’Egitto ho chiamato mio figlio.

16Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. 17Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:

18Un grido è stato udito in Rama,

un pianto e un lamento grande:

Rachele piange i suoi figli

e non vuole essere consolata,

perché non sono più.

Tutti noi ci scandalizziamo quando nel Vangelo leggiamo che Erode mandò ad uccidere tutti i bambini pur di eliminare Gesù. Giuriamo e spergiuriamo che se fossimo stati al posto di Erode mai e poi mai avremmo compiuto una strage di innocenti. Baggianate. Cambiano i tempi, cambiano le modalità, ma la sostanza è la stessa. Ci sono centinaia, migliaia di bambini nella Betlemme di casa nostra, nelle città vicine a noi, nei quartieri accanto a dove abitiamo che muoiono ogni giorno, muoiono di fame, muoiono per mancanza di amore e di una famiglia, muoiono nella disperazione di un abuso. Muoiono perché noi li abbiamo condannati a morte. Noi, novelli Erode, siamo i loro carnefici. Noi che non li accogliamo nelle nostre case siamo come Erode che per paura fa uccidere centinaia di bambini. Paura, ecco come si chiama la nostra reticenza a salvare la vita ad un bambino. Nessuno vi chiede di rinunciare alla vostra vita, nessuno pensa che dobbiate fondare un'associazione ed accogliere dieci ragazzi adolescenti e problematici. Ma da voi ci si aspetterebbe un piccolo atto di amore, quello di aprire le porte ad un bambino che sta morendo per colpa vostra. Come Erode avete paura del nulla, lui che sentiva minacciato il suo potere, pensava che sarebbe stato limitato nelle sue azioni, reputava che Gesù avrebbe rovesciato il suo regno. Paure inesistenti, come le nostre. Di cosa avete timore? Che un bambino in affidamento possa togliervi pace e serenità? Che possa nuocere alla vostra vita? Avete paura di dover affrontare i servizi sociali, i tribunali dei minori, le famiglie naturali? Avete paura di soffrire quando sarete riusciti a salvare quel bambino?
Erode per le sue paure infondate sparse sangue innocente.

Voi state facendo lo stesso, lasciate che tanti bambini si perdano e muoiano perché avete paura, timore di perdere qualcosa che avete, qualcosa che egoisticamente non volete dividere con altri, neppure con un bambino, neppure in piccola percentuale.

Riflettete. Pensate a quanto male state facendo, non facendo niente.

Ostacoli ce ne sono tanti, spesso anche da parte dei servizi sociali, ma un bambino sta morendo per colpa vostra, mi sembra un buon motivo per lottare. Noi saremo al vostro fianco se deciderete di fare un passo nella direzione giusta, cercheremo di guidarvi e consigliarvi, non vi lasceremo soli e insieme salveremo tanti bambini.

 

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