PERFEZIONA LA RICERCA

FestiviFeriali

Parole Nuove - Commenti al Vangelo e alla LiturgiaCommenti al Vangelo
AUTORI E ISCRIZIONE - RICERCA

Torna alla pagina precedente

Icona .doc

TESTO La Natività della Beata Vergine Maria

Archivio Parrocchia

Natività della Beata Vergine Maria (08/09/2002)

Vangelo: Mt 1,1-16.18-23 (forma breve: Mt 1,18-23) Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 1,1-16.18-23 (forma breve: Mt 1,18-23)
Non capisco la citazione di Mt 1,1-16.18-23(formabreve:mt1,18-23

Spesso meditiamo l'annunciazione dell'angelo a Maria e la risposta di totale consenso alla parola di Dio: "Sia fatta la tua volontà". Raramente meditiamo l'annuncio fatto a Giuseppe, che la liturgia ci propone in questa festa della Natività della Vergine. Eppure le due annunciazioni, a Giuseppe ed a Maria, riflessi di un'unica realtà, sono ugualmente importanti, per farci capire quale deve essere la vera fede. In un certo modo il Vangelo è una profezia di ciò che dobbiamo vivere a partire da ora, e di ciò che Cristo ci promette per il compimento della nostra vita e della storia degli uomini.

Qual è dunque il senso dell'annuncio fatto a Giuseppe? Il Vangelo secondo san Matteo comincia con una genealogia di Gesù. Essa termina così: "Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo".

L'evangelista ci mostra allora come Giuseppe, uomo giusto, cioè santo, fedele a Dio, obbediente alla sua parola, osi accogliere questo dono della grazia che è la Vergine Maria, e in lei il bambino venuto dallo Spirito, l'Emanuele annunciato dai profeti.

Poiché Giuseppe non vuole sposare la Vergine Maria per non appropriarsi del figlio che vive in lei e che viene da Dio, Giuseppe, il giusto, vive nel rispetto di Dio e nell'obbedienza. Come potrebbe essere suo figlio, il Figlio concepito dallo Spirito Santo? Poiché non siamo noi uomini che generiamo Dio. Non siamo noi uomini che offriamo la parola di Dio. Non siamo noi uomini che creiamo Dio a nostra immagine. Non siamo noi uomini che facciamo sbocciare la verità e la giustizia dalla terra: esse scendono dall'alto dei cieli. Dobbiamo sempre riconoscere il dono di Dio.

Giuseppe non vuole impadronirsi di ciò che appartiene a Dio e a Dio solo, di questo tempio sacro che è la Vergine Maria, di questa dimora della gloria di Dio ancora nascosta nel segreto. È il motivo per cui l'angelo gli risponde: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà per te (dicono alcuni manoscritti) un figlio e tu lo chiamerai Gesù". La tua missione è di accogliere questo dono e di farlo tuo. Attraverso la bocca di Giuseppe, anche noi diamo a Gesù il suo nome: "il Signore salva, Emanuele, Dio-con-noi" (Is 7,14), secondo la stessa espressione di Gesù prima di lasciare i suoi discepoli: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28,20).

Dobbiamo accogliere il dono che Dio ci fa di suo Figlio. Ma vi sono molti modi di prenderlo. Il modo dei soldati, che arrestano Gesù e gli mettono le mani addosso. Il modo degli apostoli che lo seguono e l'abbandonano. Il modo dei poveri, dei malati, che tendono la mano supplicando: "Abbi pietà di me, Signore... Se potessi toccarti!... Apri i miei occhi!". Il modo di quegli uomini e quelle donne dal cuore duro, che Cristo toccherà con il perdono. Il modo del bambino morto che egli prenderà per mano, per rimetterlo in piedi. E poi il modo di tutti coloro che prenderanno il suo corpo, come Cristo ci dice di fare: "Prendete e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo. Prendete e bevetene tutti: questo è il mio Sangue". Anche per noi ci sono molti modi di prendere: dal modo del ladro, che si impadronisce con violenza e cupidigia, fino al modo di colui che accetta di essere amato e che, ricevendo questo dono d'amore, apre il suo cuore e ama a sua volta. Allora diventa un fratello nella famiglia dei figli di Dio.

È necessario dunque che Giuseppe accolga Maria, che accolga questo dono di Dio. Del bambino concepito dallo Spirito Santo Giuseppe deve fare suo figlio, il figlio di Davide, il figlio promesso dai profeti di Israele e donato a tutta l'umanità. Noi cantiamo a Natale, riprendendo le parole di Isaia: "Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Eterna è la sua forza". È così anche per noi, è necessario che anche noi l'accogliamo. Ecco il senso dell'annuncio a Giuseppe. Salaun, cioè Salomone, quest'uomo la cui vita leggendaria ha dato origine al perdono, quest'uomo troppo semplice che i suoi contemporanei non prendevano troppo sul serio, "il folle" che non sapeva dire che: "Ave Maria, Ave Maria, Ave Maria, O Maria, O Maria, O Maria!", quest'uomo aveva nel cuore la giusta fede, che sa riconoscere il dono di Dio.

Accogliendo Maria, egli accoglieva il dono di Dio in Maria. Accogliendo la Vergine, egli accoglieva la casa di Dio tra gli uomini, Cristo stesso. Era della stirpe di Giuseppe, il Giusto, il vostro Salaun.

 

Ricerca avanzata  (47731 commenti presenti)
Omelie Rituali per: Battesimi - Matrimoni - Esequie
brano evangelico
(es.: Mt 25,31 - 46):
festa liturgica:
autore:
ordina per:
parole: