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TESTO È vicino a voi il regno di Dio

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Santi Timoteo e Tito (26/01/2012)

Vangelo: Lc 10,1-9 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Lc 10,1-9

1Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 2Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! 3Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 5In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. 6Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. 7Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. 8Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, 9guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”.

Prima di Mosè il Signore opera con un solo uomo. Noè, Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe sono gli interlocutori attraverso i quali il Signore di volta in volta compie la sua opera di salvezza. Con la nascita del popolo di Dio al Sinai, una sola persona non basta più, non è sufficiente per governare una moltitudine immensa. Occorre la partecipazione alla missione e l'investitura ufficiale. Nascono gli anziani che devono aiutare Mosè nel governo di tutto il popolo: "Il Signore disse a Mosè: «Radunami settanta uomini tra gli anziani d'Israele, conosciuti da te come anziani del popolo e come loro scribi, conducili alla tenda del convegno; vi si presentino con te. Io scenderò e lì parlerò con te; toglierò dello spirito che è su di te e lo porrò su di loro, e porteranno insieme a te il carico del popolo e tu non lo porterai più da solo. Mosè dunque uscì e riferì al popolo le parole del Signore; radunò settanta uomini tra gli anziani del popolo e li fece stare intorno alla tenda. Allora il Signore scese nella nube e gli parlò: tolse parte dello spirito che era su di lui e lo pose sopra i settanta uomini anziani; quando lo spirito si fu posato su di loro, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito. Ma erano rimasti due uomini nell'accampamento, uno chiamato Eldad e l'altro Medad. E lo spirito si posò su di loro; erano fra gli iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare nell'accampamento. Un giovane corse ad annunciarlo a Mosè e disse: «Eldad e Medad profetizzano nell'accampamento». Giosuè, figlio di Nun, servitore di Mosè fin dalla sua adolescienza, prese la parola e disse: «Mosè, mio signore, impediscili!». Ma Mosè gli disse: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!». E Mosè si ritirò nell'accampamento, insieme con gli anziani d'Israele" (Cfr. Num 11,16-17.24-30).

Viene Gesù. Lui non ha un popolo soltanto da istruire, formare, condurre nella giustizia. A Lui il Padre ha affidato il mondo intero. Lui però nella sua carne è limitato, finito. Come raggiungere ogni uomo per tutta l'estensione della terra ed anche della storia? Rendendo partecipe altre persone della sua missione e dei suoi poteri. La partecipazione è regola essenziale per la missione. Senza di essa nessuna missione evangelizzatrice potrà mai essere compiuta, a motivo della vastità del tempo e dello spazio. Il finito mai potrà comprendere l'infinito, il parziale mai il totale, il momento mai l'intera storia. Ciò che è valso per Gesù Signore, vale per ogni suo discepolo.

Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!". Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio.

È questo il motivo per cui il discepolo del Signore ogni giorno deve pregare il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe. Questa preghiera è un suo obbligo preciso. La missione che è sulle sue spalle è universale, per tutti, per sempre. Lui però è finito, limitato, parziale, temporaneo. Come fa a superare i suoi limiti di natura? Aggiungendo innumerevoli persone alla sua missione. Condividendola con altri operai. Lui però non può infondere nei cuori la vocazione. Questa è opera esclusiva di Dio. Al Signore lui chiederà che metta nei cuori la volontà di essere missionari del suo regno. La preghiera dovrà essere ininterrotta. Deve scandire le ore della sua giornata.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, aiutaci a pregare.

 

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