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TESTO Mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme

Movimento Apostolico - rito romano  

Santi Innocenti (28/12/2011)

Vangelo: Mt 2,13-18 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 2,13-18

13Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».

14Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

Dall’Egitto ho chiamato mio figlio.

16Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. 17Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:

18Un grido è stato udito in Rama,

un pianto e un lamento grande:

Rachele piange i suoi figli

e non vuole essere consolata,

perché non sono più.

Gesù è sotto la custodia del Padre, che vigila con somma cura sopra di Lui. Nessuno lo potrà toccare finché non sarà giunta la sua ora. Fino a quel momento lui dovrà essere custodito, attorniato da un esercito di angeli, protetto. Veramente Gesù può dire di sé: "Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore, mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio; mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo. Invoco il Signore, degno di lode, e sarò salvato dai miei nemici. Mi circondavano flutti di morte, mi travolgevano torrenti infernali; già mi avvolgevano i lacci degli inferi, già mi stringevano agguati mortali. Nell'angoscia invocai il Signore, nell'angoscia gridai al mio Dio: dal suo tempio ascoltò la mia voce, a lui, ai suoi orecchi, giunse il mio grido" (Sal 18 (17), 3-7). Il Signore salva il suo Figlio Unigenito servendosi dell'obbedienza pronta, sollecita, immediata del suo servo fedele Giuseppe. Lui comanda è Giuseppe prontamente obbedisce. Sottrae il Bambino e la Madre alla furia omicida di Erode.

Erode si vede tradito dai Magi, i quali per comando divino, tornano nel loro territorio per un'altra via. Non sapendo chi fosse Gesù, decide una strage. Fa uccidere tutti i bambini dai due anni in già, non solo in Betlemme, ma in tutto il suo territorio. Così è sicuro di eliminare un suo possibile concorrente al trono. È questa una strategia insensata, vile, stolta, crudele. Questa strage ci rivela di quanta potenza di male possa caricarsi il cuore di un uomo, quando è accecato dalla superbia. La storia ci attesta che questi fatti non sono isolati. Dovunque vi è un cuore malvagio e crudele, si giunge a tanto ed anche a più di tanto. Il cuore uno solo lo può cambiare: lo Spirito Santo versato da Cristo Gesù dal suo costato aperto sulla croce.

Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato mio figlio. Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.

La profezia che si compie con la strage degli innocenti non è solo profezia di lutto, ma anche di somma speranza, liberazione, vita. Ad un momento di morte, tristezza succede un momento di vera vita: "Così dice il Signore: «Una voce si ode a Rama, un lamento e un pianto amaro: Rachele piange i suoi figli, e non vuole essere consolata per i suoi figli, perché non sono più». Dice il Signore: «Trattieni il tuo pianto, i tuoi occhi dalle lacrime, perché c'è un compenso alle tue fatiche - oracolo del Signore -: essi torneranno dal paese nemico. C'è una speranza per la tua discendenza - oracolo del Signore -: i tuoi figli ritorneranno nella loro terra. Ho udito Èfraim che si lamentava: "Mi hai castigato e io ho subito il castigo come un torello non domato. Fammi ritornare e io ritornerò, perché tu sei il Signore, mio Dio. Dopo il mio smarrimento, mi sono pentito; quando me lo hai fatto capire, mi sono battuto il petto, mi sono vergognato e ne provo confusione, perché porto l'infamia della mia giovinezza". Non è un figlio carissimo per me Èfraim, il mio bambino prediletto? Ogni volta che lo minaccio, me ne ricordo sempre con affetto. Per questo il mio cuore si commuove per lui e sento per lui profonda tenerezza». Oracolo del Signore. Pianta dei cippi, metti paletti indicatori, ricorda bene il sentiero, la via che hai percorso. Ritorna, vergine d'Israele, ritorna alle tue città. Fino a quando andrai vagando, figlia ribelle? Poiché il Signore crea una cosa nuova sulla terra: la donna circonderà l'uomo!" (Ger 31,15-22).

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, salvateci dal cuore malvagio.

 

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