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TESTO Giovanni 1,45-51

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S. Bartolomeo apostolo (24/08/2002)

Vangelo: Gv 1,45-51 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

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45Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». 46Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». 47Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». 48Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». 49Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». 50Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». 51Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

In questo racconto di vocazione spicca la conoscenza che Gesù ha del cuore di ogni uomo.

Per questo può chiamare con autorità quelli che vuole a seguirlo più da vicino. Le ultime parole del Vangelo odierno esprimono la promessa e il program-ma che Gesù presenta loro: "In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scen-dere sul Figlio dell'uomo".

ll Signore chiama per mettere gli uomini in relazione col cielo, per rivelare il suo essere, che è tutto relazione con il Padre e con noi, punto di convergenza del mo-vimento di Dio verso gli uomini e dell'anelito degli uo-mini verso Dio: Figlio dell'uomo e Figlio di Dio.

I Dodici stanno con lui perché devono vedere il Pa-dre agire e dimorare nel Figlio dell'uomo, in una unio-ne che si manifesterà pienamente nella passione di Ge-sù, quando egli sarà innalzato sulla croce e nello stesso tempo introdotto di nuovo nella gloria del Padre. Allo-ra il sogno di Giacobbe sarà realizzato.

Anche noi siamo chiamati a questa profonda rivela-zione. In ogni celebrazione dell'Eucaristia riviviamo il mistero della morte e della glorificazione di Gesù, sa-cerdote e vittima della nuova alleanza tra il Padre e gli uomini.

Egli si rivela a noi come agli Apostoli, "i dodici ba-samenti su cui poggiano le mura della città", "fidan-zata e sposa dell'Agnello".

Ravviviamo la nostra fede nella contemplazione di questi misteri che Dio ci ha rivelati e ringraziamolo per averci riuniti nella Chiesa, che diffonde nel mon-do la fede e l'amore degli Apostoli.

 

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