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TESTO Commento su Matteo 1,1-25 (forma breve: Matteo 1,18-25)

padre Mimmo Castiglione

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Natale del Signore - Messa della Vigilia (25/12/2010)

Vangelo: Mt 1,1-25 (forma breve: Mt 1,18-25) Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 1,1-25

1Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. 2Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, 3Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, 4Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, 5Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, 6Iesse generò il re Davide.

Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, 7Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf, 8Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, 9Ozia generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechia, 10Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, 11Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.

12Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, 13Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, 14Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, 15Eliùd generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, 16Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.

17In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.

18Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. 20Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

22Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

23Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:

a lui sarà dato il nome di Emmanuele,

che significa Dio con noi. 24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; 25senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.

Arrivi, finalmente! Nobile. Dabbene.
Vero e valoroso. Re salvatore!
T'inserisci nel tempo, in ogni tempo, e nella storia.
Concepito misteriosamente.
Accolto dalla Vergine nel grembo, dalla piena di grazia.

E da Giuseppe accettato per rivelazione, che obbediente impone il nome.
Inviato pieno di Spirito. Lo doni, generoso.

Emmanuele, Dio con noi, col Genitore ristabilisci comunione.

Ed io non più abbandonato, mai più devastato il cuore!
Sì! La speranza non demorde, che non muore.
E si ritorna, lì dove s'era cominciato.
Dopo tanto cammino. Quanta strada percorsa?!
E tutte le tappe son buone quando conducono.
Non si rinnega nulla. Non si rimpiange il dono!
Che sempre presente ancora s'offre. E s'accoglie.

Regalo della nascita che rinnova. Meraviglia, stupore.

I passi m'hanno condotto dove s'è vissuta la retata per la deportazione.
A tanti bimbi negazione! Rimorso!
Tristezza. Strage. Malaugurio. Morte!
Ricordi s'accavallano. E cresce commozione.
E guardo il luogo, antico: il Portico d'Ottavia!

E poi entrando osservo l'aula, i dipinti, i banchi. Si trovano com'erano.
S. Angelo in pescheria! Rivedo tutti quanti!

Con gli occhi della mente, e del cuore. I passati, i trapassati e gli attuali!

Chi ancora esiste, e chi persiste in altro sito: in altro posto vive.

Tutti presenti, ed io pure! Allora, ed al momento reale.
E poi ascolto le parole, i canti. E cresce commozione.
Riodo lingue nuove, che innalzano la lode.

Rammento deviazioni, diverse direzioni. E tanta strada. Polvere assai!

E lo scoraggiamento, mani che s'abbassano. E la disperazione.

Cadute. Ginocchia vacillanti. Malinconie, angoscia e la tribolazione.
Lontano lontano, tanto lontano m'hanno condotto i piedi.

Ed ora ricondotto. La brocca piena d'acqua a terra con l'asciugatoio.
L'abbraccio si rinnova. Ancora! Richiesta di condono.
Pensieri e la nostalgia! E tutto quanto serve.

S'innalza lode! E cresce commozione.

E non si è soli quando ci si ritrova nuovamente a casa.
A casa, anche se insieme ad altri non importa.
Quanta gente intorno eppure solitudine!
In compagnia veramente quando ci si sente a casa.

Ed intanto s'innalza lode! Crescendo commozione.

Fino a quando io vivrò...
Il mio cuore canterà...
Quando il sole morira...
Il cielo finirà...

Tu Signore sei la mia... salvezza...

Cercano e trovano chi in coda si trascina perenne.
Son proprio loro, i Pastori, che ascoltando sanno vedere.
E giungono a quella mangiatoia che già predice sepolcro,
e la deposizione, in un giardino nella capitale.
Notte illuminata da quella luce,

che si preannuncia forte poi alla risurrezione.

PREGHIERA

Pietà Signore, non mi sono preparato gran ché!

L'attesa non è stata vigile, attenta, fruttuosa, soddisfacente.
Impedito nell'accorgermi ho continuato ad andare avanti,
proseguendo superficiale, distratto, programmato,
non vedendo l'ora che arrivasse il tempo
e poter così finalmente festeggiare.
Avvolto e sistemato, ti si è confezionato,
addobbato, abbellito. Ti si può regalare. Era ora!

E togliermi il pensiero. Almeno per quest'anno!

Pietà Signore. Ancora una volta t'ho preparato la greppia.
Ma non nella mia vita, in casa mia. Solo sempre.
Albergatore accanito, senza nessuno da ospitare.

Ho desiderato che qualcuno entrasse, bussando alla mia porta.
Ma poi l'ho ostacolato! Troppa fatica, sì, un poco di paura,
arreso ormai al passato, senza aspettare niente di nuovo!
E poi considerarmi schiavo? E di ché? E di che cosa?
Ancora? Dopo tanto tempo? Peggio! Sconfitto al dopo.
Pietà Signore! Ancora! Che la speranza non deluda.
Il desiderio rigeneri. E la fiducia si rinnovi.
Come bimbo svezzato in braccio a sua madre.
Come bimbo svezzato è l'anima mia.

 

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