TESTO Io vi ristorerò
Paolo Curtaz Ti racconto la Parola
XIV Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (07/07/2002)
Vangelo: Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse: 25«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. 26Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 27Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
28Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. 29Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. 30Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Una delle notizie più originali e sconcertanti della Vangelo lo svelamento del modo di ragionare e di vivere di Dio.
Davvero ci voleva la testimonianza di fratelli come Matteo che raccogliessero le parole del Maestro Gesù per entrare in un mondo così straordinario ed inatteso. Qual è la logica di questo mondo, la logica dominante? Riuscire, vincere, competere, esaltare, apparire, produrre, consumare... Assecondando un'inclinazione interiore dell'essere umano, siamo resi convinti a lottare tutta la vita per riuscire: nello sport, a scuola, in ufficio.
Intorno a noi tutto sussurra "devi riuscire, puoi farcela", e così celebriamo i rituali quotidiani dei "self-made-man", esaltando le persone che vincono, nella vita e nello sport, commuovendoci davanti alle favole improbabili di meninos de rua diventati i migliori campioni del mondo (dimenticando gli altri 14 milioni di meninos che in Brasile saranno sempre e solo carne da macello per la delinquenza), creando incomprensibili indici che dovrebbero misurare il nostro benessere e la nostra produttività (dimenticando che essa si fonda in gran parte sull'ingiustizia e sulla povertà altrui).
No, Dio decisamente non vuole che vinca il migliore, anzi: ha vinto lui per tutti. Dio non livella in basso, in nome di un falso buonismo, le nostre aspirazioni. Solo sa che ognuno è sé, ognuno è prezioso, pezzo unico, capolavoro, fuoriserie e non possiamo ingannarci credendo di dover dimostrare di valere, sbattendoci tutta la vita a conseguire risultati sempre più elevati.
Ricordo lo sfogo amaro di un amico stressato che aveva sacrificato famiglia e ferie per conseguire un risultato al lavoro. "Bene - gli disse il superiore - per un'altr'anno vediamo di incrementare del 15% il fatturato". Voleva piangere ma insistette. Alla fine del secondo anno, sempre più sconvolto, si sentì dire: "Ottimo, un'altr'anno dovremmo riuscire a spuntare un aumento del 10%". Si è licenziato, guadagna la metà della metà e gioca con i suoi due bimbi.
Questa logica perversa non risparmia nessuno: chiedetelo a due giovani sposi, promesse nell'ambito educativo, che si sono sentiti insultare quando ai loro professori (dottori in educazione e psicologia!) hanno riferito di volersi sposare (sacrificando quindi la "carriera" universitaria!).
Certo, amici, a leggere i giornali - scritti sempre dai vincitori - sentiremo le solite lugubri filastrocche: "E' sempre stato così, vince il più forte, è l'istinto, prevale la selezione naturale del migliore". Un'altra parola, più autorevole, sorride di questa sicumera, così simile ai proclami altisonanti scolpiti sulle stele di assiri e babilonesi che avevano invaso con carri e cavalli la Palestina.
Dio dice l'ultima Parola, ed è Parola di pace, Parola che sostiene gli sconfitti, i dimenticati della storia, gli esclusi dalle decisioni dei vari G (cioè Grandi) 8. Ingannato dalle sue stesse deliranti certezze, l'uomo contemporaneo crede davvero di essere il dominatore dell'universo e subisce questo stile di vita senza neppure interrogarsi sulla validità di tali scelte.
Ma Dio - che ci conosce - dice altro, dice l'esatto contrario. L'unico davvero riuscito, il perfetto, il vero dominatore dell'Universo, sorride di queste nostre infantili paranoie, e ci chiede di vivere nello Spirito, non nella carne, di entrare nella logica altra, quella di Dio, quella dell'interiorità, dove i risultati si misurano nell'amore, non nei punti percentuali di guadagno di un'azienda.
Gesù stesso, quando vede realizzata questa logica, resta stupito: il suo vangelo, la sua missione è snobbata dagli intellettuali e dagli arricchiti di turno, e viene capita e accolta dagli sconfitti della storia. Gesù fa i complimenti a Dio, perché ribalta le nostre effimere certezze.
E tu che leggi, amico, da che parte scegli di stare, con che logica decidi di ragionare? Discepoli del Maestro Gesù, siamo invitati a ridire a noi stessi e al mondo qual è la vera natura delle cose e a viverne di conseguenza. Voglio pensare semplice, essere semplice, vivere nello Spirito, non nella carne, stare pronto a smascherare le false sicurezze che mi vengono proposte e vendute.
Voglio raccontarla, questa logica: a Rachele che a quarant'anni cerca ancora un posto di lavoro e di finire l'università e che si vede passare davanti gli altri per dirle che è preziosa agli occhi di Dio; a Gianna e Luigi che non avranno il bimbo che hanno tanto desiderato e si sentono perduti per dir loro che possono diventare genitori di tutti i bimbi della comunità, a Gianni e gli altri, neolaureati, carne da macello della multinazionale di turno, che vorrebbero solo un lavoro normale, per dir loro di tener duro: non scoraggiatevi, mettetevi dalla parte di Dio, quella perdente. E accogliamo la suadente Parola del Signore che dice a ogni sconfitto della storia: "Venite a me voi tutti affaticati e oppressi e io vi ristorerò"