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18 maggio 2014
V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Vangelo: Gv 14,1-12

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TESTO Il Mediatore

Gaetano Salvati

V Domenica di Pasqua (Anno A) (22/05/2011)

Vangelo: Gv 14,1-12 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

La liturgia della Parola di questa Domenica medita sulla rassicurante presenza del Signore nella vita della Chiesa.

La prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, racconta un momento di crisi sorto nella comunità delle origini, a causa della mancata assistenza alle vedove (At 6,1). I Dodici Apostoli, insieme con tutti i discepoli, scelsero sette uomini "di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza" (6,3), per il servizio ai fratelli.

Questo momento di crisi è un'occasione di crescita spirituale per tutta la comunità. Infatti, la triplice rivelazione di Gesù come "via, verità e vita" (Gv 14,6) è il fondamento della speranza dei cristiani, la rassicurazione che la sua presenza costituisce la vita della Chiesa.

Il Maestro che insegna con autorità, è il Profeta, la rivelazione di Dio, la luce che splende nelle tenebre: Gesù è la Verità. La fede della Chiesa, stabilita a pasqua, designa lo Spirito come Spirito di verità e Gesù come verità, indicando che nel profeta di Galilea è apparsa la fedeltà di Dio che lo Spirito estende nella storia. Dov'è che lo Spirito ripresenta Gesù come Verità? Anzitutto nella Parola trasmessa dalla chiesa; ancora, nei segni dei tempi, nel bisogno e nella testimonianza dell'amore che la verità del Signore si rivela nel presente degli uomini.

La luce di pasqua mostra pienamente la regalità del Signore: è il sovrano beato, il re dei re, il Signore dei signori (1 Tm 6,15). È il re crocifisso per amore, perché nell'amore è la sua regalità. Gesù è il re pacifico, il re "mite, umile, seduto su un'asina" (Mt 21,5). Con la resurrezione, egli viene intronizzato dal Padre Re e Signore di tutto il creato. È il Pastore buono che dà la vita per le sue creature: cerca coloro che sono smarriti; è il Pastore compassionevole per la folla. La comunità pasquale lo confessa come il "Pastore delle nostre anime" (1 Pt 2,25), "pastore supremo" (5,5), che guida i suoi verso la gloria trinitaria. Re e Pastore, Gesù è il Signore fatto Servo: egli è venuto per servire e non per essere servito (Gv 13,1-20). Il suo servizio regale e pastorale è di condurre gli uomini al Padre, perciò Gesù è la Via (Gv 14,6). La regalità di Gesù è estesa nel tempo grazie allo Spirito: Cristo, reso Signore nello Spirito, esercita nello Spirito la sua regalità. Il Signore regna anzitutto nella sua chiesa: la chiesa è segno e strumento che rivela la signoria di Cristo.

Gesù è la Vita (14,6), inviato per dare la vita all'uomo (Gv 10,10.28). Consegna la sua vita nell'ora della croce (Gv 10,15): è l'Agnello pasquale (1 Cor 5,7; Gv 19,32), l'Innocente sacrificato per i peccatori (At 8,32). È l'Agnello immolato, ma vivente e glorioso, che guida il suo popolo verso il Padre: Colui che ha donato la vita, riceve nuovamente la vita (Gv 10,17s.) e la dona in abbondanza (4,14). La sua morte, autentico sacrificio, libera dal peccato e conduce l'uomo verso la gloria. Mediante il sacrificio della sua vita, egli è il datore di vita, perciò il sommo sacerdote (Eb 3,1). È il sacerdote sommo, innocente, eterno, vivo, elevato sopra i cieli: si offerto una volta per sempre e sempre intercede per noi (7,26). Questo è il sacrificio di Cristo: egli è contemporaneamente sacerdote e vittima, che, al posto nostro, per amore dell'umanità intera, si è offerto al Padre nello Spirito, e il Padre ha accettato l'offerta, donandogli lo Spirito. La stessa potenza vitale nella quale Gesù è stato resuscitato, viene ad abitare nei cuori dell'uomo come in un tempio: è lo Spirito, dunque, che attesta che noi siamo figli di Dio. Lo Spirito rende presente in noi Cristo Vita, Sacerdote dell'alleanza eterna: da qui nasce la chiesa, popolo della vita nuova.

Cari fratelli, le tre funzioni di Cristo riportate da san Giovanni, stanno ad indicare che Gesù è il mediatore tra Dio e gli uomini. Egli, che nel suo umanissimo cammino di dolore e di morte, riceve in pienezza lo Spirito dal Padre e lo dona agli uomini, è l'unico in grado di congiungere la storia trinitaria alla storia umana. Nella sua storia singolare di Umiliato-Esaltato, il mondo di Dio e quello degli uomini, si incontrano per sempre, perché egli è sempre vivo a intercedere per noi (Eb 7,25). La salvezza ottenuta da Gesù Mediatore è la partecipazione alla vita divina, la comunione col Padre nello Spirito: chi accoglie Cristo, contemporaneo nello Spirito, diviene figlio nel Figlio.

Fratelli, come l'umano non si divinizza, ma è il divino che diviene umano, anche la vita nuova offertaci da Cristo è la chiamata ad avanzare nel mondo nell'amore fedele e pieno di speranza, verso il futuro del Padre, che il Figlio già ci fa pregustare anche se non ancora pienamente. Percorriamo la via nel Cristo morto e risorto per noi, nostro inizio e nostra meta. Amen.

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