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23 marzo 2014
III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)

Vangelo: Gv 4,5-42

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TESTO La Samaritana

don Gianluca Peschiera (ragazzi)  

III Domenica di Quaresima (Anno A) (24/02/2008)

Vangelo: Gv 4,5-42 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 4,5-42

In quel tempo, Gesù 5giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. 7Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». 8I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. 9Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. 10Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». 11Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? 12Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». 13Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; 14ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». 15«Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». 16Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». 17Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. 18Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». 19Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! 20I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». 21Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. 24Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». 25Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». 26Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».

27In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». 28La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: 29«Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». 30Uscirono dalla città e andavano da lui.

31Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». 32Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». 33E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». 34Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. 36Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. 37In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. 38Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».

39Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». 40E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. 41Molti di più credettero per la sua parola 42e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

E' una donna samaritana la protagonista del Vangelo. A lei Gesù fa una delle promesse più importanti: le dice che chi berrà l'acqua che lui è venuto a portare, non avrà mai più sete. Se ci pensiamo bene, le svela il segreto della sua venuta, le spiega il motivo per cui il Padre l'ha mandato in mezzo a noi. Una cosa così grande, Gesù non può averla detta a una qualsiasi, deve aver scelto una persona davvero speciale!

Dal Vangelo secondo Giovanni (4,5-42)

Gesù giunse ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: «Dammi da bere». Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani.

Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli disse la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?». Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna». (...)

Dopo aver letto il brano del Vangelo, ci rimane una domanda: chi è quella donna? Ti sei accorto che il suo nome non compare nemmeno una volta nel testo? Tutto quello che sappiamo di lei è che viene dalla Samaria, una regione vicina alla Giudea. Tutto quello che sappiamo di lei è che va al pozzo a prendere dell'acqua.

Ma allora chi è? La Samaritana sei tu! La Samaritana sei tu con le mille cose che ti impegnano, con la tua fretta, con le tue corse, con il tuo darti da fare semplicemente perché devi.

La Samaritana sei tu con tutti quei dubbi, quella diffidenza, quel continuo domandarti "Ma ha davvero un senso credere oggi?" La Samaritana sei tu col tuo immenso bisogno d'amore!

Quell'uomo, lo straniero, ha scelto di rivelare a te il motivo della sua venuta. Quell'uomo, lo straniero, è disposto a regalare a te, ragazzo speciale, la sua acqua viva! E' anche per te, anzi... è proprio per te, che Gesù se ne sta al bordo del pozzo sotto il sole cocente di mezzogiorno: ti sta ad aspettare! E tu, che fai?

Un commento per ragazzi

Era un giorno come tanti altri, di un caldo umido, quel caldo che ti si attacca alle ossa e ti toglie il fiato. Era un giorno come tanti altri ed io, curva sotto il peso dei secchi da riempiere, camminavo svogliatamente lungo la strada.

A quell'ora non va mai nessuno a prendere l'acqua ma quel giorno c'era un uomo, uno straniero, appoggiato al bordo del pozzo.

Sono una donna pratica, una che si da molto da fare, una di poche parole, una a cui non piace impicciarsi gli affari degli altri. Lui sembrava addormentato ed io nemmeno gli rivolsi la parola. Afferrai il primo secchio, lo legai alla corda, lo calai nel pozzo e presi a sollevarlo. "Donna – mi gridò quell'uomo, lo straniero, senza nemmeno voltarsi a guardarmi – Dammi un po' d'acqua da bere". Mi bloccai stringendo forte la corda tra le mani e lasciando il secchio a penzolare in mezzo al pozzo. Sapete quanto sia fatica per una donna della mia corporatura sollevare un secchio pieno per quindici metri? Avete idea di quanto bruci la corda umida sfregando le mani? Ebbene, io accetto tutto questo, lo sopporto giorno dopo giorno perché è quel che devo fare. "Vuoi dell'acqua? – mi sarebbe piaciuto rispondergli – Prendi un secchio e datti da fare". Ma sono una donna pratica, una che si dà molto da fare, una di poche parole, una che cerca di evitare le discussioni.

"Perché tu che vieni dalla Giudea – gli domandai cercando di guadagnare tempo – chiedi da bere a me che sono Samaritana?" Sorrise e tacque mentre io tornai al lavoro. Presi un altro secchio, lo legai alla corda, lo calai nel pozzo ed iniziai a sollevarlo. "Tu non sai chi ti ha chiesto da bere – mi disse poi – Se tu lo sapessi, saresti tu a chiederglielo ed egli ti darebbe acqua viva. Se uno beve dell'acqua che gli darò, non avrà mai più sete". Di nuovo mi bloccai e, di nuovo, lasciai il secchio a penzolare in mezzo al pozzo. Ve l'ho detto, sono una donna pratica: quell'acqua mi sembrava un affare, mi sarei giocata i risparmi di sempre pur di averla. Ma la vita mi ha insegnato ad essere dubbiosa e diffidente. Quell'uomo, lo straniero, non aveva un secchio e il pozzo era profondo. Così lo sfidai: "Dove la prendi quest'acqua?" gli domandai. Egli si voltò e mi guardò. Io lo guardai a mia volta e sentii qualcosa esplodermi dentro. Quell'uomo, lo straniero, mi conosceva! Quell'uomo, lo straniero, sapeva ogni cosa del mio passato, del mio presente, del mio futuro!

Non era venuto al pozzo perché stanco ed assetato ma perché... aspettava me! Lui era lì per me! Ed io, diffidente... ed io, incapace di accogliere, gli avevo rifiutato un sorso d'acqua... Era un giorno come tanti altri, di un caldo umido, quel caldo che ti si attacca alle ossa e ti toglie il fiato. Era un giorno come tanti altri, era un uomo come tanti altri ma quell'uomo, quel giorno, mi cambiò la vita. Mi aprì gli occhi, mi spalancò il cuore e mi riempì d'amore, quell'amore che avevo tanto cercato e mai trovato.

Quell'uomo, lo straniero, mi aiutò a capire quel che avrei dovuto e voluto capire molto prima: vedere non è credere, credere è vedere.

L'ANGOLO DEGLI IMPEGNI: SAMARITANA

Vi siete chiesti come mai la Samaritana domandi a Gesù: "Perché tu che vieni dalla Giudea chiedi dell'acqua a me che sono Samaritana?" I Samaritani erano di religione ebraica ma si allontanarono dagli altri Giudei quando, nel 330 a.C., costruirono un tempio alternativo a quello di Gerusalemme sul monte Garizim.

Anche loro aspettavano il Messia ma pensavano fosse un profeta come Mosè, non il figlio di Dio. Per questo i discepoli si stupirono nel vedere Gesù parlare con quella donna al pozzo e per questo dovette colpire molto la parabola in cui protagonista era il buon Samaritano.

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