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Hai cercato l'autore o la fonte di nome Efrem il Siro

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PREGHIERA

1. Gloria a te

Efrem il Siro

M'inginocchio davanti a te, Signore,
per adorarti.
Ti rendo grazie, Dio di bontà;
Ti supplico, Dio di santità.
Davanti a te piego le ginocchia.
Tu ami gli uomini e io ti glorifico,
o Cristo, Figlio unico
e Signore di tutte le cose.
Tu che solo sei senza peccato,
per me peccatore indegno,
Ti sei offerto alla morte
e alla morte di croce.
Così hai liberato le anime
dalle insidie del male.
Che cosa ti renderò, o Signore,
per tanta bontà?
Gloria a te, o amico degli uomini!
Gloria a te, o Dio di misericordia!
Gloria a te, o paziente!
Gloria a te, che perdoni i peccati!
Gloria a te, che sei venuto
per salvare le nostre anime!

adorazioneadorazione eucaristica

5.0/5 (1 voto)

inviato da Qumran, inserito il 18/09/2014

TESTO

2. Disceso agli inferi

Efrem il Siro, Inno per la II domenica di Pasqua

Colui che disse ad Adamo "Dove sei?", è sceso agli inferi dietro a lui, l'ha trovato, l'ha chiamato e gli ha detto: "Vieni, tu che sei a mia immagine e somiglianza! Io sono disceso dove tu sei per riportarti alla tua terra promessa!".

sabato santoredenzione

5.0/5 (1 voto)

inviato da Qumran2, inserito il 07/04/2012

PREGHIERA

3. Benedetto il bimbo   2

Efrem il Siro, Inni sulla natività e sull'Epifania, Paoline Editoriale Libri 2003

Responsorio:
Sia benedetta la tua nascita, mio Signore, che ha innalzato la nostra insipienza.

1.
Benedetto il bimbo, che oggi
ha fatto esultare Betlemme.
Benedetto l'infante, che oggi
ha ringiovanito l'umanità.
Benedetto il frutto, che ha chinato
se stesso verso la nostra fame.
Benedetto il buono che in un istante
ha arricchito
tutta la nostra povertà
e ha colmato la nostra indigenza.
Benedetto colui che è stato piegato dalla sua misericordia
a prendersi cura della nostra infermità.

2.
Siano rese grazie alla fonte
inviata per la nostra propiziazione.
Siano rese grazie a colui che congedò
il sabato compiendolo.
Siano rese grazie a colui che sgridò
la lebbra, ed essa non [poté] rimanere.
Anche la febbre lo vide
e fuggì.
Siano rese grazie al clemente
che ha portato la nostra pena.
Gloria alla tua venuta
che ha riportato alla vita gli uomini.

3.
Gloria a Colui che è venuto
presso di noi mediante il suo primogenito.
Gloria a quel Silente
che ha parlato mediante la sua voce.
Gloria a quel Sublime
divenuto visibile mediante il suo Levante.
Gloria a quello Spirituale
compiaciutosi
che divenisse corpo il proprio figlio,
affinché, mediante esso, la sua potenza divenisse
tangibile,
e potessero vivere, grazie a quel corpo,
i corpi della sua stessa stirpe.

4.
Gloria a quell'Invisibile
il cui figlio divenne visibile.
Gloria a quel Vivente
il cui figlio morì.
Gloria a quel Grande
il cui figlio scese e si rimpicciolì.
Gloria a quella potenza [divina]
che si è modellata
una figura della propria maestà
e un'immagine della propria invisibilità.
Con l'occhio e l'intelletto,
con entrambi lo vediamo.

5.
Gloria a quell'invisibile
che persino con l'intelletto
non può essere minimamente toccato
da quelli che lo vogliono scrutare,
e fu toccato, per sua grazia,
in virtù della [sua] umanità.
La natura che mai
fu palpata,
fu legata e avvinta per le mani,
trafitta e crocifissa per i piedi.
Di sua propria volontà
prese un corpo per coloro che lo afferrarono.

6.
Benedetto, lui che la [nostra] libertà
ha potuto crocifiggere poiché egli gliel'ha concesso.
Benedetto, lui che anche il legno
ha potuto portare perché egli gliel'ha permesso.
Benedetto, lui che anche il sepolcro
ha potuto rinchiudere perché egli si è circoscritto
Benedetto, lui la cui volontà
ha condotto
all'utero e alla nascita,
al seno e alla crescita.
Benedetto, lui le cui trasformazioni
hanno dato vita a noi uomini.

7.
Benedetto, lui che ha segnato la nostra anima,
l'ha adornata e l'ha sposata a sé.
Benedetto, lui che ha fatto del nostro corpo
una tenda della sua invisibilità.
Benedetto, lui che nella nostra lingua
ha tradotto i suoi segreti.
Siano rese grazie a quella voce,
di cui è cantata
la gloria sulla nostra cetra,
e la potenza sulla nostra arpa
I popoli si sono radunati e sono venuti
ad ascoltare i suoi canti.

8.
Gloria al figlio del Buono,
disprezzato dai figli del maligno.
Gloria al figlio del Giusto,
crocifisso dai figli dell'empio.
Gloria a colui che ci ha slegati
ed è stato legato al nostro posto.
Gloria a colui che si è fatto garante [per noi]
e poi ha pagato il debito.
Gloria al bello
che ci ha modellati a sua somiglianza.
Gloria al limpido
che non ha guardato alle nostre macchie.

9.
Gloria a colui che ha seminato
la sua luce nella tenebra
- fu condannata per le sue azioni odiose,
essa che aveva nascosto i propri segreti
e che ci ha spogliato
dal vestito di sozzura.
Gloria al celeste,
che ha mescolato
il suo sale nel nostro intelletto,
il suo caglio nelle nostre anime.
Il suo corpo è divenuto pane
per dar vita alla nostra mortalità.

10.
Siano rese grazie al ricco
che ha pagato il debito per tutti noi
ciò che non aveva preso a prestito;
lui sottoscrisse e divenne anche nostro debitore.
Mediante il suo giogo ha spezzato [gettando] via da noi
le catene del nostro predatore.
Gloria al giudice
che fu giudicato,
ma che ha fatto sedere i suoi dodici
per il giudizio delle tribù,
e che per mezzo di idioti ha condannato
gli scribi di quel popolo.

11.
Gloria a colui che mai
poté essere misurato da noi.
Il nostro cuore è troppo piccolo per lui,
e debole anche la nostra mente.
La nostra piccolezza è disorientata
dalla ricchezza dei suoi discernimenti.
Gloria a colui che sa tutto,
e che si è sottomesso
a domandare, per ascoltare
e apprendere ciò che [già] sapeva,
per rivelare, con le sue domande,
il tesoro dei suoi benefici.

12.
Adoriamo colui che ha illuminato
la nostra mente con il suo insegnamento,
e che ha tracciato nel nostro udito
un sentiero per le sue parole.
Rendiamo grazie a Colui che ha innestato
il suo frutto nel nostro albero.
Gratitudine verso Colui che mandò
il suo erede
per attirarci a sé mediante lui,
e per farci eredi insieme a lui.
Gratitudine verso il Buono,
causa di tutti i beni.

13.
Benedetto, lui che non ha biasimato,
poiché è buono.
Benedetto, lui che non ha guardato altrove,
poiché è giusto.
Benedetto, lui che ha biasimato tacendo
per salvare con entrambe le cose.
Forte il suo silenzio,
e pieno di biasimo.
Mite la sua forza,
anche quando metteva sotto accusa:
biasimò il falso
ma baciò il ladro.

14.
Gloria all'operaio
invisibile dei nostri pensieri.
Il suo seme è caduto nella nostra terra
e ha arricchito il nostro intelletto.
Il suo prodotto è giunto al centuplo,
per il granaio della nostra anima.
Adoriamo colui che si è seduto
e riposa,
lui che ha camminato per via,
ed era la via sulla via,
e la porta per chi entra,
per coloro che entrano nel regno attraverso di lui.

15.
Benedetto il pastore divenuto
Agnello per la nostra propiziazione.
Benedetto il tralcio divenuto
coppa della nostra salvezza.
Benedetto il grappolo,
fonte del farmaco della vita.
Benedetto anche l'agricoltore,
lui che divenne
il chicco seminato
e il covone mietuto,
l'architetto fattosi
torre del nostro rifugio.

16.
Benedetto colui che si è messo a punto
i sensi delle nostre menti
per cantare sulle nostre cetre
ciò che non può cantare
la bocca di un volatile
nelle sue melodie.
Gloria a colui che vide
quanto ci piaceva
farci simili agli animali
nella nostra ira e nella nostra avidità,
e scese diventando uno di noi,
affinché noi diventassimo celesti.

17.
Gloria a colui che mai
è stato bisognoso dei nostri rendimenti di grazie,
ma bisognoso perché ci ama,
e assetato perché ci vuol bene
e ci ha domandato di dare a lui,
perché lui potesse dare a noi molto di più.
Il suo frutto si è unito
alla nostra umanità,
affinché mediante esso fossimo attratti verso colui
che si è piegato verso di noi.
Mediante il frutto della radice
egli ci innesterà nel suo albero.

18.
Rendiamo grazie a colui che fu colpito
e che ci ha salvati per mezzo delle sue ferite.
Rendiamo grazie a colui che ha tolto
la maledizione mediante le sue spine.
Rendiamo grazie a colui che ha fatto morire
la morte mediante la propria morte.
Rendiamo grazie a colui che tacendo
ci ha fatto vincere in giudizio.
Rendiamo grazie a colui che ha gridato
nella morte che ci aveva inghiottito.
Sia benedetto, lui i cui benefici
hanno ridotto a nulla la sinistra.

19.
Glorifichiamo colui che ha vegliato
e ha fatto addormentare il nostro predatore.
Glorifichiamo colui che si è addormentato
e ha cacciato via il nostro torpore.
Gloria a Dio,
medico della natura umana.
Gloria a colui che, battezzato,
ha sprofondato
la nostra iniquità nell'abisso
e annegato chi ci annegava.
Diamo gloria con ogni bocca
al Signore di ogni risorsa.

20.
Benedetto il medico sceso
per un'incisione senza dolore
e per sanare piaghe
con una medicazione senza violenza.
La sua nascita è il farmaco
che ha clemenza dei peccatori.
Sia benedetto, lui che ha dimorato nell'utero
e lì ha edificato
un tempio ove poter abitare,
un santuario ove poter stare,
un abito nel quale risplendere
e un'armatura con la quale vincere.

21.
Sia benedetto, lui che la nostra bocca
non è all'altezza di rendergli grazie,
poiché troppo grande è il suo dono
per chi è dotato di parola.
E neppure i sensi sono all'altezza
di rendere grazie alla sua bontà.
Quanto più gli rendiamo grazie,
è poca cosa.
Ma poiché non c'è beneficio
a tacere e patir danno,
renda la nostra debolezza
una melodia di ringraziamento.

22.
O buono, che non pretendi
al di là delle nostre forze,
a quale giudizio sarà sottomesso il tuo servitore
quanto a capitale e a interesse,
poiché non ha dato quanto poteva,
e ha frodato su quanto doveva?
Mare di gloria,
che non manchi di nulla,
accogli nella tua bontà
una goccia di rendimento di grazie,
di cui, per tuo dono, è umettata
la mia lingua per renderti gloria.

natale

inviato da Qumran2, inserito il 03/09/2010

PREGHIERA

4. Salve giardino di delizie

Efrem il Siro

Salve giardino di delizie,
salve, tempio santissimo,
salve, trono del Signore.
Salve rifugio degli afflitti.
Salve, o Madre del Cristo
Figlio del Dio vivo,
cui conviene gloria, onore,
adorazione e lode
ora e sempre e dappertutto.
Amen e nei secoli.

maria

inviato da Suor Maria Roberta Tiberio O.S.B., inserito il 25/11/2009

TESTO

5. Tutto di lui è in noi!

Efrem il Siro, L'arpa dello Spirito, Lipa

Il corpo di Cristo è stato mischiato con i nostri corpi,
anche il suo Sangue è stato versato nelle nostre vene,
la sua voce è nelle nostre orecchie,
il suo splendore nei nostri occhi...
Nella sua compassione, tutto di lui
è stato mescolato con tutto di noi.

eucaristiaeucarestiacomunione con Dio

inviato da Chiara, inserito il 11/11/2007

TESTO

6. Sermone per la Pentecoste

Efrem il Siro, Sermone per la Pentecoste

Gli apostoli erano lì, seduti, in attesa della venuta dello Spirito. Erano lì come fiaccole pronte e in attesa di essere illuminate dallo Spirito Santo per illuminare con il loro insegnamento l'intera creazione. Erano lì come agricoltori che portano la semente nella falda del loro mantello in attesa di ricevere l'ordine di seminare. Erano lì come marinai la cui barca è legata al porto del Figlio e che attendono di ricevere la brezza dello Spirito. Erano lì come pastori che hanno appena ricevuto il bastone del comando dalle mani del grande Pastore dell'ovile e aspettano che siano loro distribuite le greggi.

O Cenacolo, nel quale venne gettato il lievito che fece fermentare l'intero universo! Cenacolo, madre di tutte le chiese! Grembo meraviglioso che ha generato templi per la preghiera! Cenacolo che vide il miracolo del roveto ardente! Cenacolo che stupì Gerusalemme con un prodigio ben più grande di quello della fornace che meravigliò gli abitanti di Babilonia! Il fuoco della fornace bruciava coloro che erano attorno, ma proteggeva coloro che erano in essa. Il fuoco del Cenacolo raduna coloro che dal di fuori desiderano vederlo, mentre conforta quanti lo ricevono. O fuoco la cui venuta è parola, il cui silenzio è luce! Fuoco che fissi i cuori nell'azione di grazie!

pentecoste

inviato da Qumran2, inserito il 24/05/2007

PREGHIERA

7. Preghiera quaresimale

Efrem il Siro

O Signore e maestro della mia vita!
Togli da me
lo spirito di ozio, di scoraggiamento,
la brama di potere e il vano parlare.
Dona invece al tuo servo
lo Spirito di castità, di umiltà, di pazienza e di amore.
Sì, o Signore e Re, concedimi
di vedere i miei errori e di non giudicare il mio fratello,
perché tu sei il benedetto nei secoli dei secoli.
Amen.

conversionequaresimaumiltà

inviato da Anna Barbi, inserito il 24/03/2005