Missionari della Via

Pentecoste (Anno A) - Messa del Giorno (28 maggio 2023)

Eccoci alla solennità di Pentecoste, vero fine e culmine di tutto il mistero pasquale: «Ricevete lo Spirito Santo». Ecco il dono del Risorto. Ecco il dono dei doni: lo Spirito di Dio. Altro è vivere in balia delle nostre misere forze, altro è avere in noi l'amore di Dio, la sua vita piena ed eterna. Lo Santo Spirito non è una “cosa” ma una persona. Lo Spirito di Dio, che abbiamo accolto nel giorno del Battesimo, da una parte riversa in noi l'amore del Padre e del Figlio, dall'altra muove il cuore a corrispondervi vivendo secondo l'amore. Lo Spirito Santo è ciò di cui abbiamo più bisogno: è Lui che pacifica il cuore, che lo libera dal peccato, che infonde coraggio, fermezza nella prova. È Lui che illumina l'intelletto, che consola, che cura le ferite dell'anima. Forse nella tua vita è ancora un po' sconosciuto. Ecco allora l'invito: Prega! Invocalo! Chiedigli di diventare sensibile alle sue ispirazioni; domandagli che riaccenda il tuo cuore, che rianimi la tua fede! Chiedigli di poterne fare esperienza, perché la tua vita possa rifiorire! Dunque «Vuoi tu ricevere lo Spirito Santo? Ti senti debole e desideri di essere rivestito di potenza dall'alto? Ti senti tiepido e vuoi essere riscaldato? Arido e vuoi essere irrigato? Rigido e vuoi essere piegato? Scontento della vita passata e vuoi essere rinnovato? Prega, prega, prega! Che sulla tua bocca non si spenga il grido sommesso: Veni Sancte Spiritus, vieni Santo Spirito! Se una persona o un gruppo di persone, con fede, si mette in preghiera e in ritiro, deciso a non alzarsi finché non sia stato rivestito di potenza dall'alto e battezzato nello Spirito, quella persona o quel gruppo non si alzerà senza aver ricevuto quello che chiedeva e anzi molto di più» (card. R. Cantalamessa).

Il brano del Vangelo di oggi lega strettamente il soffio dello Spirito alla remissione dei peccati. La Chiesa dapprima sperimenta e riceve questo soffio. Il Vangelo odierno ci riporta alla sera di Pasqua e ci mostra Gesù risorto che appare nel Cenacolo, dove si sono rintanati i discepoli per la paura. «Gesù stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”» (v. 19). «Queste prime parole sono da considerare più che un saluto: esprimono la pienezza messianica, il perdono accordato ai discepoli che, per dire la verità, lo avevano abbandonato. Sono parole di riconciliazione e di perdono. Gesù offre la sua pace proprio a questi discepoli che hanno paura, che stentano a credere a ciò che pure hanno veduto, cioè il sepolcro vuoto, e sottovalutano la testimonianza di Maria di Magdala e delle altre donne. Gesù perdona, perdona sempre, e offre la sua pace ai suoi amici. Non dimenticatevi: Gesù non si stanca mai di perdonare. Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono» (papa Francesco).

Ed è proprio il suo perdono che la Chiesa è chiamata a diffondere: «Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi. Soffiò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo”. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Lo Spirito Santo è fuoco che brucia i peccati e crea uomini e donne nuovi; è fuoco d'amore con cui i discepoli potranno “incendiare” il mondo, quell'amore di tenerezza che predilige i piccoli, i poveri, gli esclusi... è quel fuoco che abbiamo accolto nel Battesimo e nella Confermazione, quel soffio di vita che riceviamo nel Sacramento della Riconciliazione, capace di “ricreare” la nostra vita, liberandoci dal male... Che la festa di Pentecoste possa rinnovare in noi la consapevolezza che in noi dimora la presenza vivificante dello Spirito Santo e “spingerci” fuori dalle nostre paure e dalle nostre chiusure, accendendo nei cuori l'ardore missionario, perché possiamo diffondere ovunque l'amore e la misericordia di Dio.