Ricevete lo Spirito Santo e siate testimoni di risurrezione in tutto il mondo

padre Antonio Rungi

Pentecoste (Anno A) - Messa del Giorno (28 maggio 2023)

Il vangelo del giorno di Pentecoste ci riporta al momento della prima apparizione di Gesù agli Apostoli dopo la sua risurrezione. Leggiamo, infatti, nel testo giovanneo che “la sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. In questo giorno il Signore promette agli apostoli l'invio dello Spirito Santo. Cosa che di fatto avverrà a conclusione di quel primo incontro degli apostoli con il Risorto. La promessa dell'invio dello Spirito Santo è confermata da Gesù quando rivolto agli apostoli dice di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Quindi gli apostoli ricevono il dono personale dello Spirito nel giorno stesso della risurrezione, secondo quando afferma l'evangelista Giovanni. Da parte loro gli Atti degli Apostoli danno una successiva discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, collocando questo avvenimento “mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste”. E sappiamo che la Pentecoste, festa della mietitura si celebra dopo 50 giorni dalla Pasqua. In questo giorno, ci raccontano gli Atti, “si trovavano tutti insieme nello stesso luogo”. E quindi anche la Beata Vergine Maria come ben sappiamo. Questo luogo è identificato con il Cenacolo. Qui successe quello che tutti sappiamo dai testi biblici: “Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano”. La manifestazione dello Spirito avviene mediante un fragore ed un vento, come anticipo di quello che succederà subito dopo. Infatti, dopo questo fragore “apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo”. Lo Spirito Santo si manifesta su di loro sotto forma di fiammelle, che certamente non avevano effetto bruciante sulla testa degli apostoli, bensì rappresentavano la forza, il calore e l'amore che la Terza Persona della Santissima Trinità infondeva su quei paurosi uomini, rimasti soli con se stessi e con il pensiero rivolto al Maestro, asceso al cielo. Ciò successe subito dopo lo registriamo come un vero fatto cronaca del tempo, quindi pubblico e riscontrabile. Gli apostoli cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. Inizia quel fenomeno definito della glossolalia, cioè di farsi capire da tutti pur parlando una sola lingua quella che conoscevano gli apostoli, ovvero l'aramaico. Lingua parlata anche da Gesù con il quale si intendevano perfettamente almeno nel linguaggio. E' detto che a Gerusalemme in quel momento abitavano Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo, i quali a sentire quel rumore si radunarono intorno al gruppo dei apostoli che erano usciti allo scoperto, lasciando il cenacolo e venendo fuori all'aperto. Incominciarono a parlare di Cristo e la folla presente in quel momento rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella loro lingua. Stupore e meraviglia in quanto sapevano che gli apostoli erano della Galilea e conoscevano la sola lingua aramaica. Legittimo chiedersi come mai ciascuno di presenti li sentisse parlare nella propria lingua nativa? E qui vengono indicati tutti i luoghi di provenienza e i ceppi linguistici di chi stava presente alla manifestazione dello Spirito Santo. Erano Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani lì residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi. Una vera assemblea cosmopolita, interculturale, interreligiosa e internazionale del tempo. Questa folla poliedrica presente in Gerusalemme ascolta le parole degli apostoli che li sente parlare nelle loro lingue non di banalità ma delle grandi opere di Dio, cioè del mistero della salvezza del genere umano portato a compimento da Gesù nella sua incarnazione, passione, morte, risurrezione e ascensione. Inizia così la storia della diffusione del Vangelo in tutto il mondo partendo da Gerusalemme e il giorno della Pentecoste è così denominato il giorno della nascita della Chiesa missionaria ed evangelizzatrice. Non a caso alla Pentecoste è legato il sacramento della Cresima che è quello della testimonianza coraggiosa che ogni cristiano dovrebbe dare al Signore senza paure, riserve e tentennamenti. Chiediamo allo Spirito Santo che abbiano ricevuto nel giorno del Battesimo e nella Cresima che ci dia il coraggio di essere testimoni credibili della risurrezione di Cristo dovunque siamo e qualsiasi cosa facciamo.