Commento su Lc 1,26-38

CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria (8 dicembre 2022)

In passato l'Immacolata Concezione non doveva essere una semplice disputa dogmatica tra i massimi sistemi laici e religiosi, ma doveva essere modello di comportamento per tutti, attraverso il servizio attento e concreto verso il prossimo e gli ultimi, perché tale comportamento possa rivestire di concretezza quell'infinito Amore che Dio ha manifestato e manifesta per l'Uomo, elevando la donna da peccatrice a corredentrice immacolata nel piano divino per la salvezza eterna dell'Uomo. E nel 2022?

Oggi vogliamo capire da dove genera, il perché mettiamo tutto in continua discussione, perché poniamo la società in un assoluto relativismo, o quanto meno scarichiamo la capacità di saper assumere una decisione responsabile, fino alla scelta drammatica di Dio-Padre di mandare il suo Dio-Figlio per salvare l'uomo che si crede Dio sulla Terra.

In Gen. 3,8 11-14 leggiamo: (Dopo che l'uomo ebbe mangiato del frutto dell'albero,)... Rispose l'uomo: “La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato.” Il Signore Dio disse alla donna: “Che hai fatto?”. Rispose la donna: “Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato”. Bene, in tre domande e due risposte affermative scaricabarile, l'umanità ha compiuto la sua perdita del Paradiso... quello che dice dopo il serpente ha poca rilevanza.

Potremmo discutere per ore e scrivere tomi delle motivazioni di Dio prima e dopo la cacciata del Paradiso, ma una cosa è chiara: l'uomo, dal suo nascere, si è dovuto affidare sempre alla donna per salvarsi. Mi ha colpito che in Genesi c'è il primo dialogo fra Dio e l'uomo ed è “processuale”, teso a capire colpe e colpevoli. Di fronte al Signore Dio accusatore, c'è subito la contromossa umana: “La donna che TU mi hai posto accanto...”, quasi a dare una responsabilità iniziale, come la mossa di mangiarla, quasi volerla assolvere. Ma quel “Che hai fatto?” rivolto alla donna, dal Signore Dio, riceve due semplici azioni: “Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato.” Racconta il fatto nudo e crudo, senza cercare scappatoie come spesso l'uomo fa, magari ingenuamente, ma responsabilmente.

Mi piace leggere tutto l'insieme biblico, dall'inizio di Genesi, perché quando Adamo la prese con sé, chiamandola Eva, madre di tutti i viventi, di fatto si pose sotto l'ala protettrice di Eva, fino a essere riconsegnato alla Immacolata Concezione nel nuovo Adamo-Cristo: Eva una donna genitrice attraverso la condanna dell'umanità peccatrice, Maria una donna genitrice di salvezza attraverso il “Sì” incondizionato, lo Spirito Santo scenderà su di Lei e la potenza dell'Altissimo la coprirà con la sua ombra.

Noi abbiamo difficoltà ad essere “coerenti” nel nostro atteggiamento, rifugiandoci nei giochi di parole, nella difficoltà della “responsabilità” di singolo, di coppia, di genitori e famiglia, di comunità e sociale, quando basterebbe fare quello che fece Maria: ascoltare, meditare e agire concretamente ogni giorno, semplicemente e disinteressamene.

Ecco, oggi si parla di “santità” come una strada verso la “immacolata concezione” di ognuno di noi, configurato in un cammino di impegno quotidiano, di relazione aperta alla speranza, alla fede, alla carità e di fiducia di Maria santissima, Immacolata Concezione.

Domanda

- Come singolo, come coppia, come famiglia, come comunità, concepisco l'Immacolata Concezione, una provocazione per il possibile disimpegno opportunistico di coerenza personale?

Claudio Righi