Missionari della Via

VI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (16 febbraio 2020)

Questa domenica entriamo nello specifico del discorso della montagna, che ci mostra la bellezza e l'altezza della vita cristiana! Siamo nelle parte inerente le cosiddette “sei antitesi” (fu detto... ma io vi dico), che potremmo anche definire come “i 6 approfondimenti”, o “ i 6 salti di qualità”. Oggi ne leggiamo le prime 4, che trattano temi quali l'omicidio, l'adulterio, il divorzio e il giuramento.

Anzitutto Gesù viene a portare a compimento, a vivere cioè sino in fondo la Legge dell'amore e a svelarcene il senso profondo, dandone l'interpretazione autentica, a differenza di quella riduttiva fornita da scribi e farisei. Non solo. Viene a rendere capaci di viverla anche noi, spesso tentati di ridurre le parole di Dio a dei freddi codici esterni da applicare superficialmente.

La prima “antitesi” tocca il tema del non uccidere. Quante volte si salta “a piè pari” questo precetto. Gesù ci porta in profondità: ogni disprezzo nel cuore è già un uccidere l'altro dentro di te. Uccidere è solo l'atto ultimo di un disprezzo covato dentro e poi sfociato nel delitto. Pertanto ogni “non amare” è uccidere. Serissima parola! Chissà quante “stragi” abbiamo fatto già solo nell'ultimo mese... Perciò il Signore ci invita a riconciliarci con gli altri prima di presentarci all'altare. Addirittura dice: se sai che un altro ce l'ha con te, prima di presentare il tuo dono all'altare, vai e riconciliati con lui. Creare dunque ponti, tendere mani, fare sempre il primo passo, sapendo che: «Con la tua vita, con l'aver cercato la riconciliazione o meno, scrivi la sentenza che il giudice leggerà. Gesù ce la legge ora, perché le nostre sentenze cambino» (p. Silvano Fausti).

La seconda antitesi tocca il tema del tradimento che la Chiesa ha saggiamente esteso a tutti gli atti impuri ovvero il cattivo uso della sessualità. Quanti anche qui fanno i “canguri”, pensando di essere a posto. E invece il Signore svela il cuore: se guardi con desiderio, dunque se brami dentro di te un'altra persona, facendoti film di ogni sorta, già hai tradito, già hai offeso Dio. Già hai ridotto l'altro a oggetto di piacere. Che dire: coraggio, combattiamo la buona battaglia del dominio di sé per imparare a guardare gli altri con gli occhi di Dio e nel frattempo ricordate sempre che le porte del confessionale sono aperte!

La terza antitesi riguarda l'indissolubilità del matrimonio. Questa parola è seria. Sappiamo come la Chiesa in mille modi cerchi di venire incontro a tutte quelle persone che purtroppo, per vari motivi, hanno vissuto il dramma del fallimento matrimoniale. Questa parola ci ricorda un punto centrale: l'amore è per sempre. Un conto è che una persona non ce l'abbia fatta per motivi gravi; un altro conto è pensare che sia impossibile amare per sempre, riducendo il matrimonio alla convivenza, pensando che si sta insieme finché la barca va e quando non va più, arrivederci e grazie. No. Per un cristiano non funziona così: l'amore vero è per sempre. E in fondo, il nostro cuore lo sa. Per questo Dio è venuto non solo a ricordarcelo, ma soprattutto a renderci capaci, col suo aiuto, di viverlo.

Infine la quarta antitesi tocca il tema del giuramento. Il Signore ci ricorda l'essenziale: non serve fare vari “giurin giurello”, sbaciucchiando dita incrociate, stonando le persone a suon di ragionamenti, peggio ancora se per dissimulare la verità. Il cristiano è quello del sì o del no, asciutto, essenziale, autentico. Non è quello del “ni”, né del “so” né del “però”. Sì o no. Il di più viene dal maligno.

Soffermiamoci tranquillamente sulle parole che oggi il Signore ci ha rivolto, fermiamoci dove sentiamo maggior frutto e lasciamoci rinnovare nel cuore e nella mente.