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Natale del Signore - Messa del Giorno (25 dicembre 2019)

Anche quest'anno è Natale! Per fortuna! Sì perché se Dio non fosse un Padre e non sapesse quanto è importante per noi questo giorno, non ce ne farebbe rivivere la memoria, come se accadesse ogni anno per la prima volta. Pensate se, il Natale di Gesù, fosse semplicemente un evento accaduto nella storia. Un fatto importante, certo, come tanti che si studiano a scuola, ma niente di più. Che tristezza...

E invece no, Dio è originale, creativo, appassionato di tutti gli uomini che ha creato! E non poteva far altro che fare della sua festa, una festa per tutti.

E, per fortuna, Dio è anche misericordioso, insistente, instancabile! Così il Natale di Gesù continua a ripetersi ogni anno, per i buoni e per i cattivi, per chi crede e per chi non crede, per chi si sente figlio e per chi ancora non sa di avere un Padre. Un po' come quando i genitori, davanti ad una cosa tanto importante per i propri figli, insistono fino a che il figlio non ha capito e non decide di fare ciò che è bene. Un genitore non si arrende al primo no che i bambini dicono... Nemmeno ai capricci e alle monellerie che bambini e ragazzi sanno inventare quando non vogliono fare una cosa. Mamma e papà, anche a costo di sembrare “cattivi” si impuntano e non mollano nelle loro richieste fondamentali ai figli perché li amano. Figuriamoci Dio che ci ama all'ennesima potenza, quanto noi neanche possiamo pensare, immaginare o misurare. Quanto l'immensità del cielo o il numero delle stelle e anche di più!

Eppure che cosa succede in realtà? Per quasi due mesi pensiamo al Natale che deve arrivare, a cosa indosseremo, a cosa mangeremo, dove andremo, con chi staremo, che regali vorremmo ricevere; i bambini scrivono letterine, la televisione ci bombarda di nuovi giochi e ci crea sempre nuovi bisogni! Ci diamo un gran da fare per addobbare la casa e il giardino con le luci più fantasiose; dal primo dicembre, ogni mattina, apriamo una casellina e gustiamo un cioccolatino. Quante cose, bellissime, per far festa! Ma poi lasciamo il festeggiato un po' in disparte... Tutti i gesti che oggi facciamo devono essere fatti con la gioia di chi sta ringraziando Dio per aver inventato il Natale e avercelo donato anche quest'anno! Altrimenti diventiamo le tenebre che non accolgono la vera luce, che non la riconoscono, come dice Giovanni all'inizio del suo vangelo.

Non facciamo passare il giorno di Natale, viviamolo per davvero! Spegniamo il Wi-fi, scolleghiamoci dal mondo e colleghiamo invece il cuore a quello di Dio. Saranno stupore e meraviglia ad invaderci l'anima, sentiremo l'amore di Dio per noi così forte e così vicino che i nostri battiti andranno a mille! E saremo così felici e così immensamente grati che non potremo non augurare buon Natale a tutti quelli che incontreremo in questi giorni di festa! Ma il nostro augurio avrà una luce speciale, quella di Dio che non si spegne mai, avrà una forza immensa, quella di Dio che ci accompagna anche nelle difficoltà, avrà un senso autentico, quello pensato per ognuno di noi al momento della creazione. Così non saranno i regali fatti, ricevuti o non ricevuti a fare da padroni al nostro Natale ma la felicità vera, quella per cui siamo nati e che un Santo Bambino, nostro fratello, ogni anno viene a ricordarci e a rafforzare.

Proviamoci, viviamo un Natale nuovo, come se fosse il primo della nostra vita, fermiamoci a pregare perché il collegamento internet con il cielo avviene attraverso la preghiera! E possiamo essere certi che nulla potrà interrompere o rallentare la connessione, perché quegli angeli che, la notte di Natale cantavano “Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama” sono ancora i messaggeri instancabili e infallibili dell'esercito celeste!

Alziamo allora le braccia verso il cielo, verso Dio che ha scelto ancora oggi di venire a ricordarci il suo amore di Padre e la sua voglia di avere con sé tutti i suoi figli e uniamoci al canto del Salmo di oggi, perché abbiamo veduto la salvezza del nostro Dio!

Che sia un Nuovo Santo Natale per tutti!

Commento a cura di Mara Colombo