Commento su 1Tm 6,11

Casa di Preghiera San Biagio FMA

XXVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) (29 settembre 2019)

«Tu, uomo di Dio (...) tendi alla giustizia, alla pietà, alla fede alla carità, alla pazienza, alla mitezza»

1Tm 6,11

Come vivere questa Parola?

Timoteo era un caro discepolo e collaboratore di San Paolo che gli aveva raccomandato di astenersi dal male. Qui lo esorta a essere un vero uomo che vive nella luce di Dio. Niente di “evanescente” è consono alla vita cristiana che anzitutto si regge su virtù degne di caratterizzare un uomo, e donna veri.

Praticare la giustizia vuol dire porsi in relazione vera con se stessi: in un rapporto sempre sincero, leale che cerca quello che Gesù e venuto a insegnare, dandone esempio nella propria vita quaggiù. Tendere alla fede vuol dire ricordarsi che siamo figli di Dio e che da Lui abbiamo ricevuto precisi insegnamenti per vivere i nostri giorni in serenità e pace.

È evidente che, se pratico nei miei giorni la giustizia e insieme la pietà, cioè chiedo l'aiuto a Dio, non trascino la mia esistenza a nervi tesi ma la realizzo con quella pazienza e mitezza che mi fanno realmente praticare quella virtù principale che è la carità.

Signore, so che la carità è amore per Te e per il prossimo: sintesi e coronamento di una vita veramente riuscita, autenticamente umana e cristiana.

Ti prego, dammi la tua grazia rendendomi sincera, leale, mite, propensa più a voler capire e aiutare il prossimo, che a esigere di essere aiutata. In un mondo violento, dammi di essere forte e mite perché trionfi la pace in famiglia, e dove esercito ogni tipo di comunicazione umana e cristiana.

La voce di un grande pensatore francese

“Non si deve misurare la virtù di un uomo dalla sua eccezionalità ma nel quotidiano”.

Blaise Pascal

Sr Maria Pia Giudici FMA - info@sanbiagio.org