Commento su Lc 15,20- 24

Casa di Preghiera San Biagio FMA

Sabato della II settimana di Quaresima (23 marzo 2019)

“Quando era ancora lontano, il padre lo vide e commosso, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre ho peccato contro il ciel e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo... mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.”

Lc 15,20- 24

Come vivere questa Parola?

Questo Vangelo del figlio “spendaccione” ha stimolato in grande misura artisti di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Fra i più conosciuti e amati, l'opera pittorica l'abbraccio del Padre di Rembrandt. Questo giovane era perduto ed è stato ritrovato. Così è avvenuto per la pecorella ripresa dal pastore tra i dirupi e per la moneta ritrovata dopo tanto cercare. È il messaggio evangelico, più volte ripetuto, “che nulla vada perduto, e che si realizza grazie al Padre/ pastore buono. E c'è qualcosa in più che connota questo ritrovamento: lo scoppiare della festa. Si fa festa per il figlio tornato a casa; si fa festa tra i pastori per la pecorella riportata all'ovile; si fa festa, tra le amiche, per la moneta ritrovata. È una buona notizia che ci riempie di gioia e di speranza specie in quei momenti in cui siamo lontani da casa, quando siamo smarriti nel nostro male di vivere. Anche in quei momenti oscuri ci raggiunge la certezza che c'è qualcuno che ci cerca e che farà festa per il nostro ritorno.

La voce del Salmo

“Paziente e misericordioso è il Signore,

lento all'ira e ricco di grazia.

Buono è il Signore verso tutti,

e la sua misericordia si estende a tutte le sue creature.”

Sal. 144

Sr Graziella Curti - direttice@fmamelzo.com