Conversione: facile o difficile?

Wilma Chasseur

II Domenica di Avvento (Anno C) (9 dicembre 2018)

Vi siete accorti che siamo entrati alla velocità del vento nell'Avvento? E la prima solennità riguarda Colei che per prima, ha atteso nel silenzio quel divino avvenimento: la venuta del Verbo incarnatosi in Lei. E tutto inizia in un giorno preciso quando l'arcangelo Gabriele viene mandato in una cittadina precisa ad una ragazza con un nome preciso: Maria di Nazaret. Tutto molto concreto! E inizia un dialogo straordinario: Dio, che attraverso l'angelo, si rivolge a una donna e per cominciare le dice “non temere”. E poi “rallegrati”. Perché si deve rallegrare? Perché è piena di grazia. E' l'Immacolata concepita senza peccato. E' uno dei quattro privilegi che ha Maria, oltre a quello di Madre di Dio, sempre vergine e Assunta in cielo in corpo e anima. Questi privilegi non sono imitabili, ma solo ammirabili, però contemplare Maria ci ricorda tre verità:

1)Il ritrovamento della destinazione al Paradiso.

2)Possiamo di nuovo guardare con speranza alla patria perduta

3) Inizia il mondo nuovo di Dio già quaggiù sulla terra.

Dice Sant'Anselmo: ”Dio è il padre delle cose create, Maria la madre delle cose ricreate. Dio è padre della fondazione del mondo, Maria è madre della sua riparazione poiché Dio ha generato colui per mezzo del quale tutte le cose sono state fatte e Maria ha partorito colui per mezzo del quale tutte le cose sono state salvate. Dio ha generato colui senza del quale niente esiste, Maria ha partorito colui senza del quale niente è bene”.

• Giorni contati

Siamo dunque in Avvento: abbiamo i giorni contati per prepararci alla Sua venuta. E abbiamo i giorni contati per convertirci. Decidiamoci: che la voce del Battista che gridava nel deserto, non sia anche per noi, solo una voce nel deserto.

Ho capito nella preghiera che la conversione sarebbe una cosa semplicissima se noi non fossimo complicati e si ridurrebbe a questo: essere unificati. Ma si dà il caso che noi siamo complicati, frammentati, frantumati. Il nostro essere è in centomila pezzi: la ragione dice una cosa, il cuore ne vuole un'altra; la fede ci indica una strada, la sensibilità vuole andare dalla parte opposta; un giorno siamo fame di Dio, il giorno dopo fame di mondo; un giorno vogliamo star soli, un altro vogliamo compagnia, insomma non sappiamo ciò che vogliamo.

• Uno o centomila?

Ecco la grande opera della conversione: unificarci. Gesù l'ha espressa in questi termini: “Padre che siano uno”. Prima di diventare uno con Dio, dobbiamo diventare “uno” in noi stessi, cioè avere un solo desiderio: Dio. Allora tutto il resto andrà a posto da sé. Automaticamente. Ma finché non siamo lì, tutto è fuori posto Quindi che fare? Consegnarci a Lui affinché faccia ordine in questo caos e lo trasformi in kosmos. E, da parte nostra, mettiamocela tutta per collaborare al suo piano di... ristrutturazione.

E dopo saremo anche più belli (il termine “cosmetica” deriva proprio da kosmos = ordine e armonia). Ma chiediamoGli che inizi presto la ristrutturazione, altrimenti ci sarà solo più la demolizione...

Il sole fissa il calcio e le vitamine e volete che Dio che è il sole della nostra vita non rifaccia la casa cadente della nostra anima? Aspetta solo che noi facciamo inversione di marcia (= conversione) e torniamo a Lui, come il figlio prodigo.