Commento su Matteo 5,17-37

fr. Massimo Rossi

VI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (12 febbraio 2017)

La preghiera che precede le letture di questa domenica mette in relazione la giustizia con l'amore, un binomio a dir poco singolare: secondo il sentire della gente, e non solo, secondo l'accezione più comune, la questione della giustizia viene a ruolo, in occasione di un fatto che ha turbato, o addirittura violato la giustizia stessa e provoca l'autorità competente ad intervenire, "perché giustizia sia fatta!": in un contesto di ingiustizia palese o no, per ristabilire l'ordine, è necessario rilevare le responsabilità personali - chi ha torto e chi ha ragione - e, nel caso, giudicare, condannare, infliggere la pena, risarcire la vittima, etc.... In corcostanze come questa, l'amore è quanto di più improbabile possiamo pensare! Se va bene, ma proprio bene bene, possiamo tentare di non aggravare la situazione con atteggiamenti improntati al rancore, al risentimento...

E invece, la fede cristiana parla di ‘giustizia nuova fondata sull'amore'!

In verità, l'orazione definisce la giustizia fondata sull'amore, una forma nuova di giustizia, che il Signore è venuto a rivelare come legge ultima e definitiva; la quale non abolisce la giustizia antica, ma la contiene, essendo più ampia, più profonda,...insomma, una giustizia integrale.

Ed ecco il Vangelo; la pagina è divisa in due parti: la prima l'abbiamo ascoltata oggi; la seconda la ascolteremo domenica prossima. Questo lungo brano affronta alcuni aspetti cruciali della vita di relazione; per ognuno, Gesù ricorda prima quanto prescrive la Legge di Mosè - "avete inteso che fu detto..." -; e conclude annunciando la novità - "ma io vi dico..." -.

Questi versetti sono fondamentali per la fede, in quanto dichiarano, senza possibilità di equivoco, che il Decalogo non è sufficiente per vivere pienamente la scelta cristiana.

In caso contrario, l'evento dell'Incarnazione non avrebbe avuto alcun senso; non era necessario che Dio si facesse uomo, per venirci a ripetere ciò che aveva già prescritto sul Sinai...

Al contrario, il Verbo si è fatto carne per rivelarci che i Comandamenti costituiscono, per così dire, l'avvio, l'inizio; il compimento, la piena maturità della Legge è il Vangelo; in particolare questa pagina di Vangelo, nella quale apprendiamo il valore aggiunto, rispetto all'Antico Testamento.

Dunque:

- il divieto di uccidere riceve la sua definizione precisa nel divieto di adirarsi contro il prossimo.

- la condanna dell'adultero, dell'adultera viene estesa a colui, colei che guarda una donna, un uomo con occhi impuri, anche solo per desiderarla, per desiderarlo.

- Il ripudio della moglie, del marito, che la Legge di Mosè consentiva, è ritenuto un grave errore da Gesù; non è pertanto in linea con la novità cristiana.

- Il giuramento, previsto dalla Legge antica, è vietato invece dalla morale che discende dalla nostra fede, perché l'oggetto sul quale si giura non è a nostra disposizione, ma è di Dio. Non si può giurare su ciò che non ci appartiene.

In ultima analisi, non esiste più un limite entro il quale ci si può muovere senza timore di commettere peccato. Avendo posto l'amore quale fondamento unico e indefettibile dell'agire cristiano, ogni atto, ogni parola, perfino ogni pensiero che non sia dettato dall'amore, è potenzialmente riprovevole. Non è necessario alzare le mani contro qualcuno per mancare di amore. Basta dirgli ‘stupido'...

Se il Vangelo non lascia spazio all'ambiguità e all'incertezza, rispetto a ciò che è, o non è secondo Cristo, (il Vangelo) lascia a noi la responsabilità di riconoscere i diversi livelli di gravità dei nostri atti, delle nostre parole, dei nostri pensieri.

La vecchia distinzione tra peccato lieve (o veniale) e peccato grave (o mortale) non è stata abrogata, anzi, è quantomai attuale e urgente; al giorno d'oggi, il repertorio dei peccati si è ulteriormente esteso, abbracciando l'universo delle relazioni virtuali, le quali condizionano pesantemente, nel bene, ma soprattutto nel male, la vita reale.

Parliamo dei famosi - o famigerati - peccati informatici: diffamazioni o calunnie pubblicate ogni giorno sui social; riproduzione di testi, di video, di musica, contravvenendo alla legislazione sul diritto di autore e non solo; diffusione di generalità false, con la garanzia dell'anonimato che internet riconosce a tutti...

Prima di chiudere, mi preme sottolineare un particolare della Lettera di Paolo ai cristiani di Corinto: l'apostolo dei pagani dichiara che la sapienza rivelata da Cristo non la si poteva intuire senza l'Incarnazione; e precisa: se fosse stato possibile conoscere la sapienza di Dio, i responsabili della morte di Cristo, non l'avrebbero messo in croce.

In occasione del discorso di Pentecoste, tenuto da Pietro alla folla accorsa davanti al cenacolo, il vicario di Cristo ribadisce che i capi del popolo, e il popolo stesso hanno agito per ignoranza (cfr. At 3,17-19).

Le affermazioni dei due apostoli non scagionano, certo, i colpevoli della morte di Gesù; del resto, il principio secondo cui "l'ignoranza non scusa" impedisce l'assoluzione da un reato commesso perché non si conosceva la legge. Tuttavia (le affermazioni dei due apostoli) rafforzano la tesi secondo la quale l'Incarnazione era, è assolutamente necessaria perché l'uomo raggiunga la piena comunione con Dio.

Il segreto della comunione è che non vi siano segreti..., né tra Dio e l'uomo, né tra uomo e uomo. Al contrario, il non-detto manda in crisi la relazione, fino a comprometterla. Tutt'al più si può trattare di rapporto tra servo e padrone: in occasione della cena di addio, Gesù dichiara apertamente: "Non vi chiamo più servi, ma amici, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone..." (Gv 15,15). Sappiamo quale valore Gesù assegni all'amicizia: per onorare la Sua amicizia con noi, il Signore non esitò a morire.

La libertà dell'amicizia impegna assai più che la costrizione della schiavitù. Conoscere la Verità, per i meriti della passione morte e risurrezione di Cristo, ci impegna a vivere la libertà dei figli di Dio. Ci rimane da riflettere ancora su un argomento, e lo faremo domenica prossima.