Maio vi dico!

don Giovanni Berti

VI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (12 febbraio 2017)

Clicca qui per la vignetta della settimana.

Gesù si contradice?

Ha appena detto: "non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli", ma poi per ben 4 volte dice "avete inteso che fu detto... ma io vi dico...". E arriva a dire che il suo discepolo nella vita religiosa deve far meglio di scribi e farisei, pur sapendo che i farisei e scribi erano famosi per la loro puntigliosità e precisione nell'applicare tutte le leggi religiose del tempo. Infatti proprio i farisei e gli scribi accuseranno più volte Gesù di trasgredire le regole religiose precise e ben consolidate, prima fra tutte quella del riposo del sabato.

Gesù dice che non è venuto ad abolire (letteralmente "distruggere") la Legge e i Profeti, ma poi tante volte con il suo comportamento e le sue parole si mostra in chiara rottura con l'ambiente religioso più ortodosso.

Gesù dice qui che non è venuto a distruggere ma a "portare compimento". Ed è questa la chiave per capire le parole di Gesù in questa pagina e tutta la sua storia.

Priama di tutto è bene sottolienare che queste parole di Gesù sono dentro il grande insegnamento iniziato sul monte delle Beatitudini.

Con le Beatitudini Gesù dà la chiave di interpretazione giusta di tutta la storia di Dio con gli uomini e di tutti gli insegnamenti precedenti, compresi i dieci comandamenti dati a Mosè sul monte Sinai.

Gesù smaschera più volte la falsa interpretazione data al suo tempo degli insegnamenti antichi di Dio, quando proprio coloro che erano chiamati ad indirizzare il popolo a Dio, in realtà erano di ostacolo con una serie di tradizioni e consuetudini che non avevano fondamento in Dio.

Quando Gesù parla di "Legge e Profeti", non intende regole religiose da osservare, ma il piano stesso di Dio sull'umanità, un piano che ha al centro la relazione da figli e non da schiavi o semplici esecutori di regole.

Gesù non è venuto a distruggere la storia di Salvezza che aveva mostrato Dio come padre che guida l'umanità alla libertà di Figli, ma al contrario a renderla ancor più universale e legata alla vita di tutti.

Gesù mostra che davvero la "legge di Dio è uguale per tutti", parafrasando il motto che si trova in tutti i tribunali italiani.

Quando dice più volte "ma io vi dico" non è per cambiare la legge, ma per renderla ancor più vera e universale.

Ad esempio quando nei comandamenti si dice di non uccidere, Gesù ricorda che si uccide anche con la parola, con la calunnia, con il pregiudizio e persino con il silenzio di chi non denuncia le ingiustizie.

E quando nella legge matrimoniale al tempo di Gesù era permesso un semplice biglietto scritto per cacciare la propria sposa, Gesù ricorda che non basterà certo un foglio di carta per ritenersi a posto con Dio e con la sposa. E facendo così riconosce il valore immenso della relazione e della parità tra uomo e donna.

Il brano dal Vangelo di Matteo è molto lungo e ricco di rimandi alla tradizione e pratica religiosa ai tempi di Gesù, e ci mostra come davvero anche per noi oggi è importante riscoprire il cuore della nostra fede e delle nostre regole religiose.

Gesù ci invita a verificare se la nostra vita di fede, anche se apparentemente fedele e devota, in realtà ci porta lontano dal Vangelo. Gesù ci ricorda ancora una volta che il punto di riferimento sono proprio le Beatitudini per poter capire se stiamo andando nella giusta direzione.

L'attenzione al povero, la ricerca della giustizia e della pace, lo stile mite e pacifico e la ricerca del bene del prossimo come prima preoccupazione, tutto questo ci rende fedeli per davvero al piano di Dio sull'umanità, e fa sì che anche noi non distruggiamo con le nostre stesse mani quella fede che pensiamo di professare, ma la portiamo a compimento, come ha fatto Gesù.

Clicca qui per lasciare un commento