Amati dal Signore, lo ascoltiamo e lo seguiamo

don Roberto Rossi

IV Domenica di Pasqua (Anno C) (17 aprile 2016)

Gesù risorto è vivo nei cieli e sempre accanto a noi come pastore buono per la nostra vita e la vita dell'umanità.

Ci sono nel breve testo del vangelo di oggi tre espressioni che esprimo e sintetizzano questo rapporto profondo tra noi e Gesù il Signore. Dice Gesù: Le mie pecore ascoltano la mia voce, Io le conosco, esse mi seguono. Noi abbiamo ascoltato la voce del Signore, ma siamo chiamati ad ascoltarla sempre di più con attenzione, gioia, amore. Nel cammino della vita cì può essere il rischio di sbagliare strada, di perdersi, di cedere alle tante tentazioni e suggestioni del male, di andar dietro a tante altre voci. Chi ci insegna la vita giusta, chi ci dà il senso vero della vita, chi ci aiuta a costruirla e realizzarla in pienezza, "in pascoli di erbe fresche"? E' il Signore, è la sua Parola. Noi possiamo sentire l'amore profondo e concreto di Gesù: Lui ci conosce, ci conosce con amore, "conosce i pensieri e i dubbi del nostro cuore, Lui ci viene a cercare, sempre. Gesù mi conosce, mi cura, mi guarisce, mi porta al sicuro, nella comunità dei credenti su questa terra, nella beatitudine dei figli di Dio nell'eternità. Gesù ripone in me tanta fiducia, sempre la rinnova e con la sua fiducia quante cose posso fare! La terza espressione dice: Le pecore mi seguono. Quanto è importante seguir Gesù, Lui è la via, la verità, la vita. Come seguirlo? Nella fede, nell'amore, nell'ascolto della sua parola, nel costruire ogni giorno la risposta alla vocazione che ci ha dato, nell'amore al prossimo e ai bisognosi, nel corpo e nello spirito, perché è nel prossimo che Gesù è presente, mi parla, mi muove a seguirlo.

Oggi la "Giornata del Buon Pastore" è la Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni, perché il Signore che ha detto "Pregate il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe", ci sono pastori e guide, sacerdoti, suore, religiosi, religiose, missionari. Nella preghiera umile, sincera, costante comprendiamo quanto è importante che le nostre comunità cristiane e le nostre famiglie siano come dei giardini preparati e pronti per accogliere le vocazioni che Dio vorrà seminare e perché siano aiutate a crescere, a svilupparsi, a maturare risposte belle e forti davanti a Dio, per la Chiesa e l'umanità intera.

"Ma Gesù a un certo punto disse, riferendosi alle sue pecore: «Il Padre mio, che me le ha date...» (Gv 10,29). Questo è molto importante, è un mistero profondo, non facile da comprendere: se io mi sento attratto da Gesù, se la sua voce riscalda il mio cuore, è grazie a Dio Padre, che ha messo dentro di me il desiderio dell'amore, della verità, della vita, della bellezza... e Gesù è tutto questo in pienezza! Questo ci aiuta a comprendere il mistero della vocazione, specialmente delle chiamate ad una speciale consacrazione. A volte Gesù ci chiama, ci invita a seguirlo, ma forse succede che non ci rendiamo conto che è Lui, proprio come è capitato al giovane Samuele... Domanda a Gesù che cosa vuole da te e sii coraggioso! Sii coraggiosa! Domandaglielo! Dietro e prima di ogni vocazione al sacerdozio o alla vita consacrata, c'è sempre la preghiera forte e intensa di qualcuno: di una nonna, di un nonno, di una madre, di un padre, di una comunità... Le vocazioni nascono nella preghiera e dalla preghiera; e solo nella preghiera possono perseverare e portare frutto" (papa Francesco)