Dobbiamo essere sempre pronti a tutto

Riccardo Ripoli

I Domenica di Avvento (Anno A) (1 dicembre 2013)

Anche voi state pronti

Un giorno di diversi anni fa avevamo in affidamento dieci bambini di età compresa tra i due ed i quattordici anni. Con Roberta ero stato a sciare in una località carinissima l'anno prima e volevamo tornarci, tanto più che avevamo trovato un appartamentino molto bellino e ad un prezzo accettabile. Non mancava nulla, se non il fragore delle risate dei nostri bimbi, la gioia di poter condividere con loro la spensieratezza di una vacanza sulla neve. Così decidemmo in gran segreto di portare alcuni dei bimbi a sciare. Solo tre perché la casina aveva solo cinque posti letto e la padrona di casa controllava in maniera ferrea. Chi portare? Atroce dilemma. Scegliemmo i tre bimbi che più stavano alle regole, quelli che andavano meglio a scuola ed avevano il comportamento migliore. Erano tutti bravi, quindi la chiave di volta fu il profitto scolastico. Non dicemmo nulla ai bimbi e la sera prima di partire, quando erano tutti a letto, preparammo loro le valige e le caricammo in macchina. Al mattino molto presto li svegliammo, per quanto possa svegliarsi un bimbo alle quattro, e li caricammo in macchina dove continuarono a dormire, ignari della destinazione. Ancora oggi mi domando cosa avranno pensato in quel momento. Agli altri sette lasciammo una lettera dove spiegavamo loro che non li avevamo avvertiti per fare una sorpresa ai bimbi prescelti, ma sopratutto per spiegare le ragioni di questo nostro gesto, da un lato motivato dalla peculiarità dell'appartamento, dall'altro dal fatto che, dovendo compiere una scelta, avevamo guardato al comportamento e all'andamento scolastico, promettendo però loro che se si fossero comportati bene e avessero fatto il loro dovere con lo studio, avremmo portato anche loro a sciare l'anno seguente. Vedeste con quanto impegno affrontarono la scuola da quel giorno in poi.

Il Signore ci avverte di essere sempre pronti, di compiere il nostro dovere perché non sappiamo quando sarà il momento in cui ci verrà richiesto indietro quanto ci è stato donato, quando verremo giudicati.

Anche coloro che non credono al Paradiso e alla vita eterna dovrebbero essere sempre pronti ad ogni evenienza e comportarsi bene in ogni momento perché certi treni nella vita passano una volta sola.

Immaginate di essere andati a fare un colloquio di lavoro per un posto importante, di aver fatto un'ottima impressione, specie per i modi cortesi ed i valori espressi. Praticamente quel posto è quasi come fosse già vostro. Una sera uscite con gli amici e vi lasciate andare, qualche versaccio, qualche parola sopra le righe, una lite a parolacce con un automobilista che aveva osato tagliarvi la strada. Immaginate che il vostro futuro datore di lavoro, o chi per lui, vi veda. Cosa potrà pensare? Che forse il vostro comportamento era dettato dalla circostanza del colloquio e voi non eravate la persona che volevate far credere di essere. Certamente la possibilità di essere assunto si ridurrà a zero.

Così nella vita, come nella fede, bisogna essere sempre pronti perché chi si comporta sempre bene non avrà sorprese, chi si comporta male verrà messo da parte.