Commento su Matteo 18 21,22

Casa di Preghiera San Biagio FMA

Martedì della III settimana di Quaresima (5 marzo 2013)

"Signore, se mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?" E Gesù gli rispose. "Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette".

Mt 18 21,22

Come vivere questa Parola?

In un breve dialogo qui il Vangelo ci presenta una delle problematiche esistenziali comuni a tutti gli uomini: vi è sottesa la fatica del perdono. In certe esistenze questa fatica si coagula in una sola occasione forte, perfino drammatica: perdonare a chi ti uccide una persona cara, a chi ti calunnia, a chi tradisce la fedeltà matrimoniale... ll risvolto prezioso della Parola di Gesù oggi riguarda la realtà di quelle occasioni di perdono che si affacciano al nostro quotidiano. Spesso è all'interno della coppia e delle relazioni familiari o amicali che scoppiano, improvvise, piccole accuse ingiustificate, parole dure, atteggiamenti aggressivi. In genere non si tratta di cattiveria ma di irritazione momentanea, risentimenti, incomprensioni varie.

E' qui che bisogna collegarsi subito con Gesù vivo e presente nel cuore. Il suo mistero di morte e risurrezione non è forse la storia antica e sempre nuova del suo perdono per tutte le volte che lo abbiamo offeso col peccato? Eppure il Signore non cessa di regalarci il perdono. E' qui che nasce una conseguenza irrefutabile: anch'io sono chiamato a perdonare. Proprio qui si gioca la scelta di essere autentico cristiano.

Signore Gesù dammi di pregare con te il Padre nostro soffermandomi in pausa meditativa sull'espressione: "Perdona a noi che ci impegniamo a perdonare ai nostri fratelli".

La voce di un grande poeta tedesco

Importante è ricordare, ma più importante è dimenticare.

Rainer Maria Rilke