Maria, la perfetta credente

don Maurizio Prandi

Assunzione della Beata Vergine Maria (Messa della Vigilia) (15 agosto 2007)

In Maria, che celebriamo in modo speciale nella Solennità dell'Assunzione, ci troviamo di fronte alla perfetta credente. Maria è la perfetta credente perché non ha lasciato cadere le domande nella sua vita, perché non ha dato niente per scontato o per acquisito, all'angelo infatti ha chiesto: come è possibile tutto questo?... aveva appena vissuto un incontro straordinario, Dio le aveva appena parlato per bocca dell'angelo eppure lei ha conservato la domanda. E' un aspetto della vita di Maria che mi pare importante per noi che spesso desideriamo un cammino di fede contornato da sicurezze e da certezze.

Beata colei che ha creduto dice Elisabetta... esiste allora la beatitudine del credere, e proprio il soffermarci su questo verbo ci permette di continuare un percorso che, come ho detto all'inizio dell'omelia, abbiamo appena cominciato. Cosa vuol dire credere? Mettendoci alla scuola di Maria credo che possiamo fare nostri sei aspetti significativi della vita del credente:

1) Credere è accogliere tramite l'ascolto della Parola di Dio. Qui sono importanti l'accoglienza e la Parola... Parola di Dio che diventa cifra, Parola di Dio che diventa criterio di lettura del nostro vissuto. La Parola di Dio che ci aiuta a leggere fatti, incontri, intuizioni. Ma prima che a leggere, prima che a capire, la Parola di Dio ci aiuta a fare spazio... se non c'è posto nella tua vita, perché tutto è occupato, tutto è programmato, la tua vita sarà in ascolto soltanto di sé stessa... Dio e gli altri restano tagliati fuori. Maria vive l'accoglienza della Parola di Dio e ce la insegna... come una madre accoglie la vita, così Maria accoglie la Parola di Dio, il verbo di Dio che in lei assume l'esistenza umana.

2) Credere è custodire la Parola accolta. Maria ci insegna a custodire, a non lasciar andare via, a non cancellare, a non perdere la Parola che è Gesù. Custodire Gesù è diventare capaci di custodire ogni parola che proviene da Dio. E' importante questo, perché tante volte lasciamo cadere, non dando nessuna importanza messaggi ed intuizioni precise ed importanti.

3) Credere è mettere Dio al primo posto. Credere è dare a Dio il suo posto nella nostra vita, e il posto di Dio è uno solo: il primo. Maria riconosce in Dio l'unica ragione del suo vivere vivendo perfettamente il comandamento dell'Ascolta Israele!: ama Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze... è bello che nel vangelo, capaci di questo primato, siano soltanto le figure femminili, una su tutte la vedova povera che getta nel tesoro del tempio tutto quello che ha. E' stata capace di commuovere Gesù perché stata capace di affidarsi a Dio completamente, regalando tutto quello che aveva per vivere.

4) Credere è far penetrare Dio in tutti gli spazi del proprio vissuto. Maria ci insegna a non dire mai: Dio non c'entra con quella parte di me, Dio non c'entra con quella dimensione privata o affettiva della mia vita... Maria ci insegna ad essere presenti con tutto noi stessi nella relazione con Dio; portiamo a lui tutta la nostra vita per non ridurre mai la fede ad un rapporto solo mentale.

5) Credere è generare alla vita. Maria ha accolto la Parola non per tenerla per sé, ma per generarla alla vita e quindi in un certo senso per renderla disponibile, fruibile, accoglibile da altri. Maria allora ci dice che generare equivale anche a donare. Gesù lei lo ha donato a tutti noi. Allora per noi c'è la responsabilità di essere, come Maria, terra in cui cade il seme della Parola: esso è accolto, custodito, lavorato dalla terra e fatto germogliare. Ogni uomo, ogni donna hanno un modo proprio di far germogliare il seme... come dire che credere è liberare la creatività e la fantasia che sono in ognuno di noi.

6) Credere non vuol dire affermare noi stessi, ma fare della propria vita un dono d'obbedienza a Dio e di servizio agli uomini. E' il Magnificat che ci dice tutto questo... sono le parole di Maria che lodano Dio per tutto quanto ha operato in lei e nella storia della salvezza: Dio si manifesta nelle parole e nei gesti concreti di una creatura umana. Chiaramente quello che è avvenuto in Maria è un fatto unico: l'Incarnazione. Ma non è un fatto isolato: a livelli diversi di profondità, la stessa esperienza si compie nella vita di ogni cristiano e in particolare dei santi. Quello che è avvenuto in Maria, è che una creatura umana è stata raggiunta dalla Parola di Dio; questa creatura ha creduto e obbedito alla Parola; in questo modo la sua vita, pur rimanendo una vita pienamente umana, è diventata anche vita "divina"; siccome è vita divina, è vita destinata alla risurrezione, alla partecipazione della pienezza di vita di Dio. Se c'è una Parola di Dio che squarcia il cerchio rigido dell'esistenza mondana autosufficiente, allora vuole dire che nel mondo c'è un luogo dove si può toccare Dio, e questo luogo è appunto il luogo dove la Parola di Dio si è fatta Parola umana.