TESTO MEMORIAL DAY DI DIO
padre Ezio Lorenzo Bono
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Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Anno A) (07/06/2026)
Vangelo: Gv 6,51-58 ![]()
«51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
52Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. 57Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. 58Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
I.
In questi giorni qui negli Stati Uniti si è celebrato il “Memorial Day”, il giorno in cui l'intera nazione si ferma per ricordare uomini e donne che hanno dato la vita per il loro Paese. Monumenti, bandiere, cimiteri militari, cerimonie pubbliche: un popolo che non fa memoria della propria storia perde anche la propria identità.
C'è poi un'altra festa molto amata dagli americani: il “Thanksgiving Day”, il Giorno del Ringraziamento. In quel giorno le famiglie si riuniscono per dire grazie per i doni ricevuti durante l'anno.
Memoria e gratitudine: sono due delle parole più importanti della vita. Perché quando dimentichiamo, diventiamo superficiali; quando smettiamo di ringraziare, diventiamo infelici.
Gli psicologi ci ricordano che le persone grate sono generalmente più serene, più ottimiste e più felici. Chi sa dire grazie vive meglio. Chi pensa solo a ciò che gli manca, invece che a ciò che ha, finisce per sentirsi sempre povero.
II.
Se dovessi spiegare a un americano che cos'è il “Corpus Domini”, probabilmente gli direi che è insieme il “Memorial Day” e il “Thanksgiving Day” dei cristiani. Gesù, durante l'Ultima Cena, ha detto: «Fate questo in memoria di me». L'Eucaristia è anzitutto memoria. Non un semplice ricordo del passato, ma il rendere presente oggi ciò che Gesù ha fatto per noi sulla croce. Ogni Messa è il memoriale dell'amore più grande della storia.
Ma l'Eucaristia è anche ringraziamento. La parola stessa Eucaristia deriva dal greco eucharistía e significa proprio «rendimento di grazie». Per questo il Catechismo afferma che l'Eucaristia è l'azione di grazie della Chiesa al Padre per tutti i suoi benefici. In ogni Messa ricordiamo e ringraziamo. Ricordiamo un amore che si è donato fino alla fine. Ringraziamo per una presenza che continua ad accompagnarci ogni giorno.
Che parole straordinarie abbiamo ascoltato nel Vangelo di questa solennità: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Colui che mangia me vivrà per me».
III.
In conclusione.
Forse il vero problema è che ci siamo troppo abituati all'Eucaristia. Entriamo in chiesa, partecipiamo alla Messa, riceviamo la Comunione e tutto ci sembra normale. Ma non c'è nulla di normale in ciò che accade sull'altare. Ogni volta si rinnova il più grande miracolo della storia: Cristo si dona a noi come cibo e bevanda di vita eterna. San Giovanni Maria Vianney diceva che se comprendessimo davvero che cosa avviene durante la Messa, moriremmo di gioia. Forse Dio ci concede una sorta di velo sul mistero, una specie di “anestesia spirituale”, altrimenti non riusciremmo a sostenerne tutta la grandezza. La Solennità del “Corpus Domini” ci invita allora a riscoprire l'incanto, a fare memoria di questo dono immenso e a ringraziare. Perché il “Corpus Domini” ci ricorda proprio questo: che il cristianesimo nasce da una memoria e vive di una gratitudine. Da una memoria che non dimentica l'amore ricevuto. Da una gratitudine che trasforma tutta la vita in un grazie.
L'Eucaristia, in fondo, significa proprio questo: ricordare e ringraziare. E ogni volta che celebriamo la Messa, il “Memorial Day” e il “Thanksgiving” di Dio si incontrano sull'altare.
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