TESTO Commento su Gl 2,12-14.18
Casa di Preghiera San Biagio FMA
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Mercoledì delle Ceneri (18/02/2026)
Brano biblico: Gl 2,12-18 ![]()
«1State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. 2Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 3Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
5E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
«16E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 17Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, 18perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Come vivere questa Parola?
Il cammino del tempo ordinario dà spazio al cammino quaresimale, un tempo forte segnato dal richiamo della Parola di Dio all'ascolto, alla conversione, alla memoria della salvezza che culmina nel Triduo pasquale. Quaranta giorni ci sono donati per riorientare - se necessario - questo nostro cammino. Per cominciare, proviamo a far risuonare in noi l'imperativo esortativo del profeta Gioele: ritornate a me..., ritornate al Signore...
Il primo indica il “come”: con tutto il cuore innanzitutto, accompagnato da alcuni gesti concreti, ripresi e spiegati anche da Gesù nel vangelo: il digiuno, l'elemosina, la preghiera (cf Mt 6,16-16-18). Il “come” di Gioele comprende anche il secondo imperativo: laceratevi il cuore... Se le vesti strappate in tempi antichi indicavano anche esteriormente la penitenza, il perno qui è sempre il cuore: il ravvedimento è necessario, e comporta una lacerazione, che può essere anche molto dolorosa, ma rimane dentro, visibile solo al Padre!
Ora il profeta indica “da chi” ritornare: dal Signore, il Dio nostro, quello a cui abbiamo detto sì nelle nostre promesse battesimali... ma che talvolta perdiamo di vista e che nella mente ce lo disegniamo giudice, severo e impaziente. Invece no: siamo invitati, in questa Quaresima, a ricordare il Dio buono, tenero, clemente, mite, benedicente, compassionevole, geloso - di ciascuno di noi. È il Padre nostro, che vede nel segreto, che con compassione veglia ogni nostro passo e risana i cuori lacerati.
O Signore, guariscimi con la forza del tuo amore.
Il mio cuore io offro a Te, risanalo e rivivrò.
La voce di un vescovo
“Come è bello questo stile di Dio, come ci riempie di speranza e gioia grande. Il nostro Dio è un Dio misericordioso e benigno, tardo all'ira e ricco di benevolenza, pietoso riguardo alla sventura”.
Mons. Carlo CIATTINI
Sr. Mimica Oblak FMA - mimica.ax@yahoo.com

