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TESTO Commento su Matteo 5,17-37

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VI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (15/02/2026)

Vangelo: Mt 5,17-37 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 5,17-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 17Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. 18In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 19Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

20Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. 22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

23Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

25Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!

27Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. 28Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.

29Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. 30E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.

31Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. 32Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

33Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. 34Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, 35né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. 36Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno.

Sia il vostro parlare si si, no no.

[il Vangelo si riferisce alla versione breve più semplice per i bambini]
Cari bambini ben trovati!

oggi sono un po' triste perché gli scorsi giorni all'oratorio sono successe alcune cose molto antipatiche. Due bambini hanno iniziato ad offendersi. Ognuno sembra che si divertisse ad offendere il suo compagno sempre di più. Poi gli stessi bambini hanno iniziato a prendere in giro alcune bambine che si sono messe a piangere. Insomma un momento veramente brutto. E per di più quando le mamme delle bambine sono andate a riprendere le loro figlie e le hanno viste piangere, i due bambini hanno negato tutto dicendo che loro non c'entravano niente con quello che era successo... come sacerdote responsabile dell'oratorio, non sapevo proprio cosa fare!

Da qualche giorno ripenso a tutto quello che è successo in oratorio per capire come si possa evitare che questo succeda ancora. Ma come fare? Oggi il Vangelo che abbiamo ascoltato mi ha aiutato a trovare la risposta! Occorre fare una cosa: educare il cuore alla scuola del Vangelo!

Nel Vangelo Gesù ci spiega come si fa ad amare veramente un nostro amico o un nostro fratello o una nostra sorella. E oggi parla di tre comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non giurare il falso!

Non uccidere non significa solo non uccidere fisicamente, cosa terribile, ma anche che non possiamo mai parlare male di un altro. Infatti quando parliamo male facciamo soffrire molto i nostri amici. La regola che Gesù ci dà è che dovremo sempre parlare bene degli altri e nemmeno dire ‘stupido' a nessuno. Possiamo anche fare notare un errore a qualcuno, ma sempre con tanto rispetto, senza offendere. Pensate che bello avere un amico o una amica che ti dice le cose, ma non ti offende mai! Quindi: sempre parlare bene degli altri!

Poi Gesù ci dice di non commettere adulterio, né di vedere gli altri come oggetti del desiderio come se dovessimo usare le persone come dei giocattoli. Quanto è brutto quando qualcuno ci vuole far fare cose che noi non vogliamo. Quindi non guardiamo mai gli altri con malizia o con cattiveria, ma sempre con bontà!

Terza cosa che Gesù ci dice è di avere il coraggio di dire la verità e non nascondersi dietro le bugie, per confondere gli altri. È brutto quando si scopre che qualcuno ti ha preso in giro, ci si sente non rispettati e non voluti bene.

Quello che rende difficile lo stare insieme è proprio il fatto che non si seguono le parole di Gesù. Le parole di Gesù ci permettono di fare una cosa bellissima che è quella che lui ha fatto con noi: volerci bene con tutto se stesso. Gesù, quando pensa a noi, anche se abbiamo fatto qualche pasticcio, non ci offende mai.

Gesù quando pensa a noi è sempre per farci sentire il suo amore.

Gesù è la verità stessa e davanti a Lui tutte le bugie spariscono.

Se solo potessimo provare a vivere come Lui! il nostro oratorio certamente cambierebbe, ma cambierebbe anche la nostra famiglia, la nostra classe.

Uno che ha provato a vivere in questo modo è stato un ragazzo dell'oratorio di don Bosco. Si chiamava Domenico Savio. Lui non ha mai risposto male a nessuno. Un giorno dei compagni per farlo arrabbiare minacciarono di picchiarlo. Si avvicinarono minacciosi al suo banco durante la ricreazione, ma lui li precedette e disse loro: Tanto sapete che io sono cristiano e seguo i consigli di don Bosco. Se mi picchiate, non risponderò!

Domenico aveva deciso di mettere in pratica in oratorio il Vangelo. Un giorno due dei suoi compagni litigarono furiosamente e uno dei due sfidò l'altro a fare a sassate. Domenico capì che la cosa sarebbe andata a finire molto male e decise di seguirli. L'atmosfera era molto cupa e l'odio sembrava aver accecato quei due giovani dell'oratorio. Quando i due, insieme ad altri che gli accompagnavano, stavano per iniziare la terribile sfida, Domenico fece una mossa inaspettata: corse in mezzo e si mise davanti ai due dicendo ad alta voce: Non fatevi del male, per carità, se proprio dovete colpire qualcuno colpite me!

Dopo un momento di silenzio, che sembrava non finire mai, i due giovani, che sapevano che Domenico era uno che aveva sempre aiutato tutti, si arresero. Poggiarono i sassi e chiesero scusa. Poi Domenico li convinse a riappacificarsi e anche a pregare!

Domenico Savio aveva compreso il Vangelo, aveva compreso che non bisogna parlare o pensare male neanche di chi sembra essere il tuo nemico, e che la preghiera allarga il cuore e insegna ad amare.

Oggi il Signore ci chiede se vogliamo imparare ad amare come Lui, almeno a provarci!

Per favore fermiamoci un momento in silenzio e rispondiamo con sincerità, come ci ha insegnato Lui! E diciamo: Si, si Signore aiutaci ad amare come te ci hai amato! È una piccola preghiera che possiamo ripetere, e con il suo aiuto ci riusciremo!
Commento a cura di Dario Gervasi

 

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