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TESTO Purezza di linguaggio e di sguardo

don Michele Cerutti

VI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (15/02/2026)

Vangelo: Mt 5,17-37 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 5,17-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 17Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. 18In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 19Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

20Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. 22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

23Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

25Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!

27Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. 28Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.

29Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. 30E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.

31Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. 32Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

33Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. 34Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, 35né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. 36Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno.

Abbiamo aperto la celebrazione eucaristica con questa preghiera di colletta:

O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola, rendici degni di diventare tua stabile dimora.

La lettura continua del discorso della montagna si pone su questo orizzonte che è quello di aiutare il credente a vincere una sorta di ipocrisia spirituale che si limita a un rispetto formale e non cerca di andare oltre questa rendendo però difficile a Dio stesso di operare e di diventare quel luogo sicuro in cui Lui può abitare.

Siamo ancora sul monte delle Beatitudini anche questa domenica e il discorso ci spinge ancora più in là su vette ancora più alte.

Gesù ci dice che Lui non è venuto per abolire la Legge antica. Matteo che si rivolge a comunità provenienti dal giudaismo e che ora abbracciano la fede cristiana vengono garantite che quello che ora cercano di vivere si pone in continuità con l'Antico Testamento, ma con una luce nuova.

Non basta accontentarsi di rimanere sulla lettera della legge antica.

Questa costituisce una sorta di cartellonistica stradale per evitare di sbandare. Quello che ci viene proposto questa domenica è ancora più impegnativo: dare ai comandamenti un'anima.

Quello che in un altro passo del Vangelo consegna a quel tale che, si avvicina sicuro di quello che fa e in cerca di gratificazioni, chiede al Maestro cosa debbo fare per avere la vita eterna?

Gesù dicendogli va e vendi tutto quello che hai e donalo ai poveri vuol dire cerca di andare oltre l'etichetta e non limitarti alla forma, ma cerca di volare alto.

Quindi non uccidere non vuol dire solo non ammazzare, vuole dire non spellare il prossimo con le parole che lo denigrano. Oggi con le piazze virtuali abbiamo maggiori occasioni di uccidere un fratello mettendolo in cattiva luce facendogli magari degli sgambetti per occupare un posto.

Non commettere adulterio non consiste solo nel non mantenere fede al proprio matrimonio o al proprio fidanzamento, ma ad avere quello sguardo rivolto ad altro. Oggi con le immagini che scorrono non solo in televisione, ma anche su Internet le occasioni di commettere adulterio aumentano perché siamo indotti a desideri ulteriori che debbono essere sempre più appaganti.

Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti vuol dire a tenere come riferimento la nostra coscienza. Parlare con rettitudine è l'invito che ci fa Gesù evitando lo spreco di parole su cui Satana si inserisce benissimo.

Davanti a questi inviti di Gesù ad andare in profondità l'esame di coscienza ci spinge a chiederci come è il mio parlare? Edificante del fratello oppure lo mette a nudo?
Il mio sguardo è puro? Oppure è bramoso?

Difendiamo la verità o mascheriamo la menzogna con un parlare poco chiaro?

Una liturgia della Parola quindi che, come già domenica scorsa, ci conduce ancora una volta alla dimensione del nostro parlare che deve costruire non distruggere, che deve difendere la verità non cercare sotterfugi e una ricerca della purezza che ci impedisce di possedere l'altro.

Questi versetti ci portino a vivere il tempo di Quaresima con una sobrietà della Parola e con un digiuno di sguardi che diventa sicuramente più impegnativo di ogni altra astinenza.

 

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