PERFEZIONA LA RICERCA

FestiviFeriali

Parole Nuove - Commenti al Vangelo e alla LiturgiaCommenti al Vangelo
AUTORI E ISCRIZIONE - RICERCA

Torna alla pagina precedente

Icona .doc

TESTO I MESTIERI PIÙ FELICI DEL MONDO (S.Paola Elisabetta Cerioli)


padre Ezio Lorenzo Bono   Home Page

padre Ezio Lorenzo Bono è uno dei tuoi autori preferiti di commenti al Vangelo?
Entrando in Qumran nella nuova modalità di accesso, potrai ritrovare più velocemente i suoi commenti e quelli degli altri tuoi autori preferiti!

III Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (25/01/2026)

Vangelo: Mt 4,12-23 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 4,12-23

12Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, 13lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, 14perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:

15Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,

sulla via del mare, oltre il Giordano,

Galilea delle genti!

16Il popolo che abitava nelle tenebre

vide una grande luce,

per quelli che abitavano in regione e ombra di morte

una luce è sorta.

17Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

18Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 19E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». 20Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. 21Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. 22Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

23Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

 

Forma breve (Mt 4,12-17)

12Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, 13lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, 14perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:

15Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,

sulla via del mare, oltre il Giordano,

Galilea delle genti!

16Il popolo che abitava nelle tenebre

vide una grande luce,

per quelli che abitavano in regione e ombra di morte

una luce è sorta.

17Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

I.


Qualche anno fa l'Università di Chicago ha condotto una ricerca sui mestieri che rendono più felici. I risultati furono sorprendenti e vennero in seguito confermati da una ricerca governativa in Gran Bretagna e da studi analoghi in altri Paesi, compresa l'Italia. Il primo dato significativo è che ciò che rende felice un lavoratore non è il salario: nella lista non compaiono mestieri superpagati, né quelli che garantiscono fama o prestigio. Tra i nove mestieri indicati dallo studio compaiono, partendo dal basso: ingegneri, educatori speciali, psicologi, scrittori, artisti, insegnanti, fisioterapisti, vigili del fuoco e - al primo posto - sacerdoti e religiosi consacrati. Dalla ricerca risulta che oltre il 90% dei sacerdoti si dichiara felice del proprio lavoro (secondo altri studi si arriva al 94%). Com'è possibile trovare nella stessa lista professioni così diverse? Secondo i ricercatori, ciò che le accomuna è il fatto di essere mestieri legati alla cura dell'altro, all'educazione, alla protezione, al dono di sé. Quando si pensa a una professione per diventare ricchi, per la propria autorealizzazione o per il proprio piacere, difficilmente si pensa alla professione che rende davvero felici.
Un altro studio dell'Università di Harvard, che dura da decenni, mostra che anche se inizialmente molti pensano che la felicità dipenda da ricchezza e fama, col passare degli anni risultano più felici non i più ricchi, ma coloro che hanno costruito relazioni solide e significative. Nel caso di sacerdoti e religiosi, alla donazione di sé agli altri si aggiunge la sequela di Cristo: stare con Lui, la preghiera, la meditazione quotidiana, lo studio della Parola. Tutto questo dà bellezza e senso alla loro vita.

II.


Ecco perché non ci sorprende il Vangelo di questa domenica. Alla chiamata di Gesù - «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini» - i primi discepoli subito lasciarono le reti e lo seguirono. Subito. Cosa c'era da aspettare? Seguire Gesù e prendersi cura degli altri (“pescatori di uomini”) è ciò che di più grande si possa desiderare. Quei pescatori erano giovani, avevano un lavoro, una casa, una fede; alcuni avevano già una famiglia. Eppure lasciarono tutto. Se fossero rimasti nella barca, oggi non conosceremmo neppure i loro nomi, come non conosciamo quello del giovane ricco che non ebbe il coraggio di seguire Gesù. Gesù prese la loro vita e ne fece molto di più. E dopo duemila anni siamo ancora qui a parlare di loro, e siamo cristiani anche grazie a loro. Lasciarono tutto e incontrarono molto di più: la felicità.

III.


Nella vita a volte è necessario avere il coraggio di cambiare. In realtà la nostra vita è un continuo cambiamento. Come ricorda Sloterdijk: «Devi cambiare la tua vita». Cambiamo ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo; oggi parliamo giustamente di apprendimento lungo tutto l'arco della vita (lifelong learning). Gesù ha cambiato la vita di quei pescatori e vuole cambiare anche la tua. Ancora oggi il Signore chiama, e se senti la sua voce, mettiti subito alla sua sequela.

Gesù ci chiama innanzitutto a stare con Lui: pregare, meditare, ascoltare e studiare la sua Parola. Non a caso oggi celebriamo la Domenica della Parola di Dio.


In secondo luogo, ci chiama a diventare pescatori di uomini. Anche oggi abbiamo delle reti: tra queste, una molto potente è la rete informatica. In mezzo a tante cose inutili, un messaggio bello, una parola di senso, una preghiera possono fare una grande differenza. Non servono discorsi lunghi: basta poco. Gesù stesso all'inizio della sua predicazione dice solo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Poche parole che dicono tutto.

Concludo con la testimonianza di Santa Paola Elisabetta Cerioli, fondatrice dell'Istituto della Sacra Famiglia (la cui festa liturgica ricorre il 23 gennaio). Dopo la morte dei figli e del marito, cambiò totalmente vita, abbandonò ricchezze e privilegi e si consacrò a Dio, diventando “pescatrice di uomini” donando la vita a orfani e figli di contadini. Alcuni la giudicarono pazza. Lei rispose: “Vedete come parla il mondo e qual ne è il suo spirito? Quando si opera da pazzi si è reputati da senno: e quando si fa il bene si è stolti. Andiamo a ringraziare il Signore che ce l'ha fatto intendere... Purtroppo lo ero anch'io, schiava delle massime del mondo” (Manoscritto Longoni, Memorie, pag. 70).


Forse i ricercatori si sono stupiti scoprendo che i sacerdoti e i religiosi/e risultano tra i più felici. In realtà siamo noi a stupirci della loro meraviglia.

_______

Ti invito a guardare (e se ti piace metti un like o scrivi un commento) il videomessaggio settimanale di 30 secondi (in italiano, portoghese, inglese, francese e spagnolo) ispirato al Vangelo della Domenica, che puoi trovare (generalmente verso il fine settimana) sul mio profilo Facebook , Instagram e TikTok, sul mio canale Youtube e sul mio canale Whatsapp. Il testo del commento al Vangelo lo puoi trovare anche sulla mia WebPage, oltre che su Qumran2 e su lachiesa.

Questo invito è aperto a tutti, ma in modo particolare ai fratelli sacerdoti: se desideri condividere un pensiero, un saluto, un commento, una parola di incoraggiamento o anche una critica costruttiva - per migliorare le mie riflessioni o semplicemente per avviare un dialogo fraterno e uno scambio di esperienze - sarò felice di leggerti. Puoi scrivermi a questo indirizzo: eziolorenzobono@hotmail.com

 

Ricerca avanzata  (57523 commenti presenti)
Omelie Rituali per: Battesimi - Matrimoni - Esequie
brano evangelico
(es.: Mt 25,31 - 46):
festa liturgica:
autore:
ordina per:
parole: