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TESTO Il fuoco dell' entusiasmo

don Andrea Varliero

II Domenica di Avvento (Anno A) (07/12/2025)

Vangelo: Mt 3,1-12 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 3,1-12

1In quei giorni venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea 2dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».

3Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse:

Voce di uno che grida nel deserto:

Preparate la via del Signore,

raddrizzate i suoi sentieri!

4E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico.

5Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui 6e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

7Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? 8Fate dunque un frutto degno della conversione, 9e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. 10Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. 11Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. 12Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

Ogni anno ci viene scattata una fotografia. Un fermo immagine di famiglia, l'Italia anno dopo anno. È il rapporto CENSIS presentato proprio ieri a Roma: un'Italia dal ceto medio sempre più impoverito, che ha perso completamente la fiducia nei partiti, che ha visto polverizzarsi il sogno collettivo. Un'Italia sempre più anziana, più povera, che fa fatica ad arrivare a fine mese, sia economicamente che emotivamente. Un'Italia che legge sempre meno, eppure desiderosa di vivere esperienze culturali coinvolgenti, in prima persona. Un'Italia che, assieme all'Europa, si sente ormai ai margini del potere del mondo. Un'Italia che cerca un uomo forte, un'Italia che pone fiducia nella persona di Papa Leone. A questa Italia, a questo mondo, ha ancora molto da dire la Parola di questo Avvento.

Ci viene incontro la persona forte di Giovanni Battista, uomo senza mezze misure, vestito di miele e di essenzialità, volto scavato dal vento. Anche se abita lontano dalla città, gli vanno incontro, lo cercano. Hanno tutto, eppure sono così inquieti, sentono che qualcosa deve rimettersi in movimento, fuori e dentro di loro. Affrontano la fatica di un viaggio, si rimettono in discussione. E allora ben venga questo viaggio nel deserto, questo desiderio di Giovanni Battista nelle nostre vite, di essere coerenti e onesti con noi stessi, questo battesimo di giustizia.

Eppure, quel battesimo di onestà non basta. La sete e il desiderio ardono ancora. Giovanni il battezzatore lo sa, vede all'orizzonte che viene uno ancora più forte, battezzerà in Spirito e fuoco. Frate fuoco. È pericoloso il fuoco, è indomabile. È vivo il fuoco, respira ossigeno come ogni essere vivente. È caldo il fuoco, riempie una casa e una chiesa vuota, riempie il buio più nero. È il fuoco dello Spirito, è il fuoco dell'entusiasmo.

Entusiasmo, «en Theou asmòs», nel respiro di Dio: da quando ne ho compreso il significato così potente, me la ripeto ogni giorno, senza paura. È un esame di coscienza a fine giornata: con quanto entusiasmo ho vissuto questo giorno? L'entusiasmo che mi spinge a cercare nelle piccole cose di ogni giorno, nell'incontrare le persone, per un'idea, nel lavoro, in un progetto. Rispondere, a chi mi toglie la vita, con più vita, con maggiore entusiasmo. Quando incontro una persona entusiasta, mi sento a casa; ho paura e sento di aver fallito, quando spengo un entusiasmo in nome del quieto vivere. «E allora dillo pure che sei offeso, da chi spegne un entusiasmo», ripete una canzone.

Giovanni Battista ci chiede di entrare in contatto non con la nostra paura, ma con il nostro entusiasmo. Dio può far nascere persino dalle pietre dure e scheggiate nuovi figli di Abramo. Ci chiede di portare frutto, un'etica del molto frutto. Sarebbe molto più facile una morale di dovere e di responsabilità, seguire una grigia vita onesta; ma no, chiede il rischio e l'avventura, chiede la fatica e le lacrime, chiede la passione del frutto. Chiede un'etica del dono. Penso ai genitori che incontro, alle mamme e ai papà: se si fermassero a ciò che è giusto e sbagliato, non amerebbero. Penso a chi vive il proprio lavoro con entusiasmo: non hanno fatto conto delle ore dedicate. Brucerà di fuoco inestinguibile tutte le nostre pagliuzze, tutta la paglia che a nulla più serve. Mi ritornano in mente le parole di Papa Francesco alla Giornata Mondiale della Gioventù del 2023: «Non siate amministratori di paure, ma imprenditori di sogni». Ecco, Giovanni Battista ci indica un fuoco che non mi fa paura, non mi spaventa. È il fuoco che mi appassiona, mi riconnette con l'entusiasmo che abita dentro di me, mi indica a rialzarmi e a portare frutto, come un imprenditore e un artigiano, come un artista e un creativo di sogni. Sarebbe bello, in questo tempo di Avvento, riconnetterci con il nostro entusiasmo, con il nostro fuoco interiore: va custodito e ascoltato, va alimentato e difeso.

È l'entusiasmo che anche un profeta, Isaia, vede da lontano: è un entusiasmo bambino, che muove il mondo, che fa abitare insieme lupi e agnelli, serpenti e leoni. È un bambino entusiasmo a reggere il mondo nuovo. E dunque a me, anziano e stanco, è affidato un compito essenziale: riportare il mondo alla misura di quel bambino, che tutte le mie scelte e le mie azioni possano lasciare un mondo migliore al bambino che verrà.

 

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