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TESTO Lascia lì il tuo dono davanti all'altare

Movimento Apostolico - rito ambrosiano  

IV domenica dopo Pentecoste (Anno C) (07/07/2019)

Vangelo: Mt 5,21-24 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 5,21-24

21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. 22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

23Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Nell'Antico Testamento il culto doveva essere celebrato o nell'amicizia con Dio o in vista della riconciliazione con Lui. Quando si era in pace con Dio, perché si ritornava nella Legge dell'alleanza, si era anche in comunione con gli uomini, perché veniva rispettata la Legge nei loro confronti. Tutti i Comandamenti della seconda tavola, dal terzo al decimo, regolano le relazioni dell'uomo con l'uomo. Osservando i Comandamenti, si passava dal male al bene, dall'ingiustizia alla giustizia verso tutti.

«Perché mi offrite i vostri sacrifici senza numero? - dice il Signore. Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di pingui vitelli. Il sangue di tori e di agnelli e di capri io non lo gradisco. Quando venite a presentarvi a me, chi richiede a voi questo: che veniate a calpestare i miei atri? Smettete di presentare offerte inutili; l'incenso per me è un abominio, i noviluni, i sabati e le assemblee sacre: non posso sopportare delitto e solennità. Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste; per me sono un peso, sono stanco di sopportarli. Quando stendete le mani, io distolgo gli occhi da voi. Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue. Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova». «Su, venite e discutiamo - dice il Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del Signore ha parlato» (Is 1,11-20).

Il profeta Malachia attesta che Dio mai ascolterà una sola preghiera, se l'uomo non rinnova l'alleanza non solo con Lui, ma in modo particolare con la propria moglie. Ha stipulato con essa un'alleanza, è divenuto con essa un solo alito di vita, non può più scioglierlo. Se vuole essere ascoltato nelle sue preghiere, deve essere fedele al patto.
Un'altra cosa fate ancora: voi coprite di lacrime, di pianti e di sospiri l'altare del Signore, perché egli non guarda all'offerta né l'accetta con benevolenza dalle vostre mani. E chiedete: «Perché?». Perché il Signore è testimone fra te e la donna della tua giovinezza, che hai tradito, mentre era la tua compagna, la donna legata a te da un patto. Non fece egli un essere solo dotato di carne e soffio vitale? Che cosa cerca quest'unico essere, se non prole da parte di Dio? Custodite dunque il vostro soffio vitale e nessuno tradisca la donna della sua giovinezza. Perché io detesto il ripudio, dice il Signore, Dio d'Israele, e chi copre d'iniquità la propria veste, dice il Signore degli eserciti. Custodite dunque il vostro soffio vitale e non siate infedeli (Mal 2,13-16).

Gesù insegna che la riconciliazione va offerta sempre prima di celebrare il culto. Il fratello ha peccato contro di noi, siamo noi che gli dobbiamo offrire la riconciliazione, la pace, il perdono, l'amicizia. Gesù ci vuole a sua immagine e ad immagine del Padre suo. Lui, il Maestro, prima di andare in Cielo, sulla croce, chiede perdono a Dio per i suoi carnefici. Il Padre ha dato Cristo per la nostra riconciliazione eterna con Lui.

Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

San Pietro insegna che la dolcezza del marito verso la moglie rende dolce presso il Padre ogni sua preghiera. Il marito deve evitare ogni parola che nuoce alla comunione.

Così pure voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più debole, e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così le vostre preghiere non troveranno ostacolo (1Pt 3,7).

Per il Vangelo non c'è riconciliazione con Dio se non c'è riconciliazione con gli uomini.

Madre di Dio, Angeli, Santi, aiutateci a vivere una vita nella perenne riconciliazione.

 

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