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TESTO Non sapeva che fosse Gesù

Movimento Apostolico - rito ambrosiano  

Domenica di Pasqua (16/04/2017)

Vangelo: Gv 20,11-18 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

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11Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». 14Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». 16Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». 17Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». 18Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Per l'Apostolo Giovanni la fede nella sola Parola non è sufficiente a sorreggere una vita di fede. La Chiesa intera, dopo la risurrezione di Gesù, fondata unicamente sull'annunzio della Parola, stava perdendo la sua identità, verità. Anche la sua speranza stava per crollare. Gesù viene si manifesta al suo apostolo Giovanni, si rivela nella sua verità, in questa verità celeste si fa anche vedere, tutto il processo della fede viene rivitalizzato. La visione del Cristo della gloria raccontata nel Libro dell'Apocalisse è per la Chiesa più che un fiume di acqua viva per un assetato che cammina in un deserto. La storia è più che deserto arido e infuocato. Consuma ogni energia di fede.

Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette candelabri d'oro e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d'uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro. I capelli del suo capo erano candidi, simili a lana candida come neve. I suoi occhi erano come fiamma di fuoco. I piedi avevano l'aspetto del bronzo splendente, purificato nel crogiuolo. La sua voce era simile al fragore di grandi acque. Teneva nella sua destra sette stelle e dalla bocca usciva una spada affilata, a doppio taglio, e il suo volto era come il sole quando splende in tutta la sua forza. Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: «Non temere! Io sono il Primo e l'Ultimo, e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi. Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle presenti e quelle che devono accadere in seguito. Il senso nascosto delle sette stelle, che hai visto nella mia destra, e dei sette candelabri d'oro è questo: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese, e i sette candelabri sono le sette Chiese (Ap 1,12-20).

Pietro e Giovanni credono nella risurrezione per la Parola della Scrittura, quella dell'Antico Testamento. Questa fede non è sufficiente per reggere il cammino di un uomo sino alla fine. Ad essa sempre si deve aggiungere il contatto vivo con il Risorto. Maria di Magdala da Giovanni viene posta al centro del racconto della risurrezione di Gesù proprio per indicare, manifestare, rivelare questa esigenza della fede. La Parola è l'inizio della fede. Ma essa non è sufficiente. Non basta per portare a compimento il cammino di essa. L'Antico Testamento non si chiude con Abramo. Vi sono quasi altri due secoli di interventi puntuali del Signore nel cammino della fede da Abramo fino a Cristo Signore. Ma tutta la storia della Chiesa è fondata su questi interventi puntuali.

Maria invece stava all'esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove l'hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: "Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro"». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Maria di Magdala è la fede che cerca Cristo Gesù perché è solo in Cristo, per Cristo, con Cristo che essa si potrà vivificare, rinnovare, verificare, aggiornare. La ricerca di Gesù Signore, l'incontro con Lui, che è il Vivente, è sempre necessario. La Sacra Scrittura ci attesta che è stato sempre il Signore ad intervenire per dare nuova freschezza alla fede, aggiornandola, purificandola, migliorandola, accrescendola, elevandola. La vera fede è sempre a rischio di idolatria e di immoralità. Il cammino in essa sempre stanca e affatica. Viene il Signore, si manifesta nella sua verità e potenza, e la fede riprende vita. Gli Atti degli Apostoli ci rivelano che la Chiesa vive di questa presenza rivelatrice di Gesù Signore. Maria di Magdala ci dice che non si deve attendere che Gesù venga. Ci invita a cercarlo senza concedere pace al proprio cuore finché Cristo Signore non sia trovato. Si trova Cristo, si riprende la missione. Vivificata dalla presenza del Cristo Risorto, la fede può riprendere la sua corsa nella storia.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci cercatori di Cristo Gesù.

 

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