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TESTO Non sono degno di slegare il laccio del sandalo

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2 Gennaio (02/01/2016)

Vangelo: Gv 1,19-28 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

I Pastori parlano di Cristo e dalla storia vista e osservata. Giovanni l'Apostolo riferisce di Cristo dalla sua visione e contemplazione. La Vergine Maria narra di Lui dalla meditazione di ogni più piccolo gesto di Gesù. Nessun frammento della sua vita dovrà cadere a vuoto, invano. Tutto dovrà essere raccolto. Questa verità vale anche per ogni cristiano. Ogni più piccolo dettaglio del Vangelo è rivelatore della verità di Cristo. Anche in una parola, che a noi appare semplice, povera, misera, è nascosto un tratto del suo mistero. Per questo ogni parola del Vangelo va presa, messa nel cuore, custodita gelosamente, meditata senza alcuna interruzione.

Ora è giusto che ci chiediamo: come Giovanni il Battista riferisce, parla di Gesù Signore. Anche il suo metodo rivela una via che sempre dovrà essere percorsa. È la via dell'onestà, dell'umiltà, della conoscenza di se stesso. Giovanni sa che lui non è il Profeta che deve venire. Non è Elia che deve ritornare sulla terra. Non è il Cristo, il Messia del Signore. Lui non è queste persone. Lui è semplicemente: "Voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia". Lui è un profeta, una voce di Dio, che deve invitare i suoi figli alla conversione, perché ritornino nell'obbedienza e nella fedeltà alla sua Parola.

Perché allora lui battezza, cambia cioè la religione dei padri, se non è né il profeta che deve venire, né Elia, né il Cristo di Dio? Perché questa altissima potestà di cambiare modalità di rapportarsi con il peccato e la sua remissione, se non ha alcuna potestà di farlo, essendo un semplice profeta? La risposta di Giovanni è immediata. Il suo battesimo è ben poca cosa. È solo un segno di un pentimento avvenuto nel cuore, nella coscienza. È attestazione di una volontà che vuole cambiare vita. La sua predicazione non è cambiamento della religione. Chi cambierà la religione, perché cambierà la fede è un altro, che è infinitamente più grande di lui. Dinanzi a questa persona che loro non conoscono Lui non è degno di slegare il laccio del sandalo. Non si tratta di dignità morale, di santità, giustizia, crescita nelle virtù, potenza di luce e di verità, altissima responsabilità nella missione. La dignità è un'altra. È di essenza divina. Chi viene dopo di lui è prima di lui e si tratta di un prima eterno, divino. Chi viene dopo di Lui è semplicemente Dio. Giovanni è semplicemente un uomo.

Se ogni uomo, ogni fondatore di religione parlasse all'uomo dalla sua onestà, dicesse la verità: "Io ho semplicemente pensato il mio Dio. Voi dovete andare oltre il mio pensiero", il mondo camminerebbe verso la verità, non sarebbe prigioniero di menzogne e falsità su Dio. Questa onestà si addice anche ad ogni discepolo di Cristo Gesù. Anche lui deve essere così umile da dire ad ogni suo fratello: "Quanto ti dico, lo dico perché lo Spirito me lo ha rivelato. Tu ascolta lo Spirito. Anche a te vorrà rivelare la verità di Cristo e di Dio". Se avessimo questa grande umiltà e onestà, la rivelazione sarebbe sempre avvolta da una grande luce e tutti insieme cammineremmo di luce in luce. Invece spesso anche noi cristiani siamo prigionieri di frasi fatte, di concetti vecchi, di parole che non parlano più, di idee che erano utili un tempo ma che oggi sono fuori moda e fuori contesto culturale. Umiltà è lasciare lo spazio allo Spirito Santo.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci umili di mente e di cuore.

 

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