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TESTO Egli era, in principio, presso Dio

Movimento Apostolico - rito romano  

31 Dicembre - VII giorno fra l'Ottava di Natale (31/12/2014)

Vangelo: Gv 1,1-18 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Se leggiamo la rivelazione più alta dell'Antico Testamento sulla sapienza, dobbiamo concludere che ancora la verità di essa è ben lontana. Si intravede però qualcosa. La sapienza è con Dio, ma ancora non è Dio. Manca della personalità, della divinità, dell'eternità. Ancora è pensata come creata da Dio.

Il Signore mi ha creato come inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, all'origine. Dall'eternità sono stata formata, fin dal principio, dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi, io fui generata, quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d'acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io fui generata, quando ancora non aveva fatto la terra e i campi né le prime zolle del mondo. Quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull'abisso, quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell'abisso, quando stabiliva al mare i suoi limiti, così che le acque non ne oltrepassassero i confini, quando disponeva le fondamenta della terra, io ero con lui come artefice ed ero la sua delizia ogni giorno: giocavo davanti a lui in ogni istante, giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell'uomo. Ora, figli, ascoltatemi: beati quelli che seguono le mie vie! Ascoltate l'esortazione e siate saggi, non trascuratela! Beato l'uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte, per custodire gli stipiti della mia soglia. Infatti, chi trova me trova la vita e ottiene il favore del Signore; ma chi pecca contro di me fa male a se stesso; quanti mi odiano amano la morte» (Sap 8,1-36).

Nel Siracide viene identificata con la Parola che esce dalla bocca dell'Altissimo, come la stessa Legge divina. Manca sempre dell'eternità, della divinità, della personalità.

La sapienza fa il proprio elogio, in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria. Nell'assemblea dell'Altissimo apre la bocca, dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria: «Io sono uscita dalla bocca dell'Altissimo e come nube ho ricoperto la terra. Io ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi. Ho percorso da sola il giro del cielo, ho passeggiato nelle profondità degli abissi. Sulle onde del mare e su tutta la terra, su ogni popolo e nazione ho preso dominio. Fra tutti questi ho cercato un luogo di riposo, qualcuno nel cui territorio potessi risiedere. Allora il creatore dell'universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: "Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele". Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creato, per tutta l'eternità non verrò meno. Nella tenda santa davanti a lui ho officiato e così mi sono stabilita in Sion. Nella città che egli ama mi ha fatto abitare e in Gerusalemme è il mio potere. Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore è la mia eredità (Sir 24,1-12).

Il Prologo di Giovanni ci dona la Perfezione del Logos, della Sapienza, della Parola. Il Verbo è eterno, il Verbo è Dio, è vero Dio, è Persona divina, è Figlio Unigenito, si fa carne, viene ad abitare in mezzo a noi, ci fa dono della grazia e della verità, ci introduce nella perfetta rivelazione del Padre, è la luce vera e la vita di ogni uomo.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, dateci la vera scienza di Cristo Gesù. Fateci veri e pieni di grazia in Lui, così adoreremo il Padre in spirito e verità.

 

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