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TESTO E anche a te una spada trafiggerà l'anima

Movimento Apostolico - rito romano  

Beata Vergine Maria Addolorata (15/09/2012)

Vangelo: Lc 2, 33-35 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 19,25-27

25Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. 26Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». 27Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Maria è vera immagine dell'umanità sofferente, affranta, fatta a brandelli dal peccato dei suoi figli. Il pianto di Gerusalemme perché ridotta in macerie è nulla per rapporto al dolore della Madre di Gesù. Il Figlio suo è l'Innocente, il Santo, l'Immacolato. È la Santità di Dio e dell'uomo. Eppure il mondo lo ha crocifisso per invidia e stoltezza.

Come sta solitaria la città un tempo ricca di popolo! È divenuta come una vedova, la grande fra le nazioni; la signora tra le province è sottoposta a lavori forzati. Piange amaramente nella notte, le sue lacrime sulle sue guance. Nessuno la consola, fra tutti i suoi amanti. Tutti i suoi amici l'hanno tradita, le sono divenuti nemici. Giuda è deportato in miseria e in dura schiavitù. Abita in mezzo alle nazioni, e non trova riposo; tutti i suoi persecutori l'hanno raggiunto fra le angosce. Le strade di Sion sono in lutto, nessuno si reca più alle sue feste; tutte le sue porte sono deserte, i suoi sacerdoti sospirano, le sue vergini sono afflitte ed essa è nell'amarezza. I suoi avversari sono suoi padroni, i suoi nemici prosperano, perché il Signore l'ha afflitta per i suoi misfatti senza numero; i suoi bambini sono andati in esilio, sospinti dal nemico. Dalla figlia di Sion è scomparso ogni splendore. I suoi capi sono diventati come cervi che non trovano pascolo; camminano senza forze davanti agli inseguitori. Gerusalemme ricorda i giorni della sua miseria e del suo vagare, tutti i suoi beni preziosi dal tempo antico, quando il suo popolo cadeva per mano del nemico e nessuno le porgeva aiuto. I suoi nemici la guardavano e ridevano della sua rovina. Gerusalemme ha peccato gravemente ed è divenuta un abominio. Quanti la onoravano la disprezzano, perché hanno visto la sua nudità. Anch'essa sospira e si volge per nasconderla. La sua sozzura è nei lembi della sua veste, non pensava alla sua fine; è caduta in modo inatteso e nessuno la consola. «Guarda, Signore, la mia miseria, perché il nemico trionfa». L'avversario ha steso la mano su tutte le sue cose più preziose; ha visto penetrare nel suo santuario i pagani, mentre tu, Signore, avevi loro proibito di entrare nella tua assemblea. Tutto il suo popolo sospira in cerca di pane; danno gli oggetti più preziosi in cambio di cibo, per sostenersi in vita. «Osserva, Signore, e considera come sono disprezzata! Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c'è un dolore simile al mio dolore, al dolore che ora mi tormenta, e con cui il Signore mi ha afflitta nel giorno della sua ira ardente. Dall'alto egli ha scagliato un fuoco, nelle mie ossa lo ha fatto penetrare. Ha teso una rete ai miei piedi, mi ha fatto tornare indietro. Mi ha reso desolata, affranta da languore per sempre. S'è aggravato il giogo delle mie colpe, dalla sua mano sono annodate. Sono cresciute fin sul mio collo e hanno fiaccato la mia forza. Il Signore mi ha messo nelle loro mani, non posso alzarmi. (Cfr. Lam 1,1-22).

Maria è invocata nella Chiesa con il titolo di Regina dei Martiri. Mai vi potrà essere dolore umano simile al suo a motivo che non vi potrà essere nel mondo un altro figlio simile al suo. Non solo perché Gesù è il Santo, l'Innocente, l'Immacolato, il senza peccato, ma perché suo Figlio è Dio, il Creatore dell'uomo, colui che lo ha fatto. Colui che ha dato vita all'uomo, dall'uomo è stato posto nella morte. Colui che ha innalzato l'uomo, dall'uomo è stato abbassato. Colui che viene per dare gloria all'uomo, dall'uomo è stato disonorato, infangato, disprezzato, vilipeso.

Il dolore di Maria è differente di ogni altro dolore perché Lei è senza macchia di peccato, con cuore purissimo, corpo immacolato, non soggetto alla durezza e insensibilità del peccato, con mente ricolma di Spirito Santo, con intelligenza che supera ogni altra intelligenza creata circa le cose di Dio. Per fare un paragone: noi siamo come blocchi di bronzo dinanzi alla luce. Maria è in tutto simile ad una pellicola fotografia. È sensibilissima ad ogni dolore. In Lei vi è la somma verità, la somma sapienza, la somma saggezza che vede il Figlio suo Crocifisso e per la sua altissima sensibilità lo fa tutto suo. È come se lei stesso fosse sulla croce al posto del Figlio suo. Più si cresce in santità e più aumenta il dolore. Maria è santissima nel suo dolore.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, dateci la vera fede nel dolore.

 

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