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TESTO Commento Lc 24,45-48

Casa di Preghiera San Biagio FMA  

Giovedì fra l'Ottava di Pasqua (27/03/2008)

Vangelo: Lc 24,35-48 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Dalla Parola del giorno

Allora aprì loro le menti all'intelligenza delle letture e disse: "Così sta scritto. Il Cristo dovrà soffrire e risuscitare il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati. E di questo voi siete testimoni."

Come vivere questa Parola?

In concomitanza col testo evangelico della liturgia di ieri, anche oggi viene sottolineato il fatto che non da soli, ma in forza del Signore Gesù, le menti si aprono a intendere qualcosa di quell'abissale mistero d'amore che è il mistero pasquale: passione morte e resurrezione di Cristo Gesù.

Infatti se il nostro approccio non è a una parola qualsiasi di saggezza (anche se profonda e bella) ma è alla Parola Persona viva di Gesù operante in noi, necessariamente sorge in noi quella volontà di convertirci che va di pari passo con la nostra convinzione di essere uomini/donne sempre perdonati perché infinitamente amati.

Quello che però non va disatteso è il dire di Gesù: di questo voi siete testimoni.

Una vita buona, vera e felice perché scaturisce ogni giorno dal contatto vitale con Gesù Parola diventa necessariamente testimonianza. Il che non ha niente a che fare col proselitismo o con un ossessivo desiderare di far crescere il numero di noi credenti.

Oggi, nella mia pausa contemplativa, decido di essere nel cuore un vero spazio di ascolto del Signore Gesù e della Parola ogni giorno, per poter diventare anche spazio di ascolto, di dialogo, di sereno confronto con fratelli e sorelle, dentro e fuori la Chiesa.

Signore, tu m'insegni che quello che sono conta più di quello che dico. Rendimi, nella quotidianità, testimone del tuo mistero pasquale.

La voce di un testimone

Teniamoci stretto il potere di collocare dei segni sulla strada a scorrimento veloce che il mondo ha imboccato. Noi siamo delle frecce stradali,, delle frecce che indicano l'ulteriorità, spine dell'inappagamento conficcate nel fianco del mondo per richiamare il mondo: "Ma su che strada stai camminando?". Abbiamo soltanto il potere dei segni!
Tonino Bello

 

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