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31 agosto 2014
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TESTO

1. L'amore evangelico (in noi si dovrà trovare tutto)   1

Madeleine Delbrel, Indivisibile amore, Piemme 1994, p. 155

In noi si dovrà trovare tutto
il bicchiere d'acqua, il cibo per chi ha fame,
tutto il vero cibo per tutti i veri affamati,
tutti i veri cibi e tutti i veri mezzi per distribuirli,
l'alloggio per i senza tetto,
il pellegrinaggio alle carceri ed agli ospedali,

la compassione per le lacrime, quelle che si devono versare insieme
e quelle di cui occorrerebbe eliminare le cause,
l'amicizia per ogni peccatore,
per coloro che sono malvisti,
la capacità di mettersi al livello di tutte le piccolezze,
di lasciarsi attrarre da tutto ciò che non conta,

e tutto avrà il suo orientamento, la sua pienezza, nella parola "fraterno".

Infatti i nostri beni, se diventano i beni degli altri, saranno il segno della nostra vita donata per gli altri, come assimilata di diritto alla loro, e che, in realtà, non deve più far parte dei nostri interessi.

Il cristiano che vivrà in questo modo nella città, sperimenterà con tutto il suo essere la forza dell'amore evangelico. La realtà di questo amore risplenderà in torno a lui come una evangelizzazione e in lui come una illuminazione.

Sperimenterà che agire è illuminare, ma anche essere illuminati, sperimenterà che, se pregare è lasciarsi fare da Dio, è però anche imparare a compiere l'opera di Dio.

Un cristiano simile renderà grazie, perché tutti i suoi gesti diventeranno l'espressione di un amore che non conosce né limiti né eccezioni, un amore del quale soltanto Cristo ha detto agli uomini che lo devono e ricercare e donare.

amorecaritàservizioevangelizzazionevita donatadonogratuità

Valutazione: 0 voti

inviato da Michele Ferretti, inserito il 14/04/2014

TESTO

2. Una donna che diventa madre

Madre Teresa di Calcutta

Una donna che diventa madre d'un bambino nato da un'altra donna è come acqua che evapora e si fa nube, volando in cielo per portare acqua a un albero nel deserto.

madrefiglifamigliaadozioneaffidamentogratuità

Valutazione: 4.0/5 (2 voti)

inviato da Cinzia Novello, inserito il 18/03/2013

TESTO

3. Dio ama ciò che è perduto   3

Dietrich Bonhoeffer, Riconoscere Dio al centro della vita

Dio non si vergogna della bassezza dell'uomo, vi entra dentro (...) Dio è vicino alla bassezza, ama ciò che è perduto, ciò che non è considerato, l'insignificante, ciò che è emarginato, debole e affranto; dove gli uomini dicono "perduto", lì egli dice "salvato"; dove gli uomini dicono "no", lì egli dice "sì".

Dove gli uomini distolgono con indifferenza o altezzosamente il loro sguardo, lì egli posa il suo sguardo pieno di amore ardente e incomparabile. Dove gli uomini dicono "spregevole", lì Dio esclama "beato".

Dove nella nostra vita siamo finiti in una situazione in cui possiamo solo vergognarci davanti a noi stessi e davanti a Dio, dove pensiamo che anche Dio dovrebbe adesso vergognarsi di noi, dove ci sentiamo lontani da Dio come mai nella vita, proprio lì Dio ci è vicino come mai lo era stato prima.

Lì egli vuole irrompere nella nostra vita, lì ci fa sentire il suo approssimarsi, affinché comprendiamo il miracolo del suo amore, della sua vicinanza e della sua grazia.

amore di Diovicinanza di Diomisericordia di Diogratuitàvicinanza

Valutazione: 3.5/5 (4 voti)

inviato da Qumran2, inserito il 23/09/2012

TESTO

4. Ho imparato   6

Ho imparato che nessuno è perfetto... finché non ti innamori.
Ho imparato che la vita è dura... ma io di più!

Ho imparato che le opportunità non vanno mai perse... quelle che lasci andare tu, le prende qualcun altro.

Ho imparato che quando serbi rancore e amarezza... la felicità va da un'altra parte.

Ho imparato che bisognerebbe usare sempre parole buone... perché domani forse si dovranno rimangiare.

Ho imparato che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.

Ho imparato che non posso scegliere come mi sento... ma posso sempre farci qualcosa.

Ho imparato che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno... ti ha agganciato per la vita.

Ho imparato che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.

Ho imparato che è meglio dare consigli solo in due circostanze: quando sono richiesti e quando è in gioco la vita.
Ho imparato che meno tempo spreco e più cose faccio.
Ho imparato a godermi le cose!
Ho imparato ad accettare le sconfitte, le delusioni.

Ho imparato che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. Per questo bisogna che tu la perdoni.

Ho imparato che ci vogliono anni per costruire la fiducia, e pochi secondi per distruggerla.

Ho imparato che non dobbiamo cambiare amici se comprendiamo che gli amici cambiano.

Ho imparato che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo sempre responsabili di noi stessi.
Ho imparato che la pazienza richiede molta pratica.

Ho imparato che ci sono persone che ci amano, ma semplicemente non sanno come dimostrarcelo.

Ho imparato che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno ad alzarti.

Ho imparato che solo perché qualcuno non ti ama come vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.

Ho imparato che non si deve mai dire ad un bambino che i sogni sono sciocchezze, sarebbe una tragedia se lo credesse.

Ho imparato che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno, nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.

Ho imparato che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si sia spezzato, il mondo non si ferma aspettando che lo ripari.
...E dopo tutto ciò, avrò imparato a vivere?

viveresaggezzavitasenso della vitagratuitàmisericordiacomprensioneforza interiore

Valutazione: 2.4/5 (7 voti)

inviato da Qumran2, inserito il 23/09/2012

TESTO

5. Ama di più   2

San Pio da Pietrelcina

Quando pensi di aver fatto abbastanza nell'esercizio della carità, spingiti ancora più avanti: ama di più.

Quando sei tentato di arrestarti di fronte alle difficoltà nell'esercizio della carità, sforzati di superare gli ostacoli: ama di più.

Quando il tuo egoismo vuol farti rinchiudere in te stesso, esci dal tuo ripiegamento: ama di più.

Quando per riconciliarti aspetti che l'altro faccia il primo passo, prendi tu l'iniziativa, ama di più.

Quando ti senti spinto a protestare contro ogni ingiustizia di cui sei stato vittima, sforzati di mantenere il silenzio: ama di più.

Amoregratuitàlibertà interiorelibertàgenerositàcarità

Valutazione: 5.0/5 (1 voto)

inviato da Padre Pier Luca Bancale, inserito il 20/09/2012

TESTO

6. Lezione di vita   3

Francisco Candido Xavier

Che Dio non mi permetta di perdere il romanticismo,

anche sapendo che le rose non parlano...

Che Dio non mi permetta di perdere l'ottimismo,

anche sapendo che il futuro che ci aspetta non è tanto allegro...

Che io non perda la voglia di vivere,

anche sapendo che la vita è, in molti momenti, dolorosa...

Che io non perda la voglia di avere grandi amici,

anche sapendo che, con il giro del mondo, anche loro vanno via dalle nostre vite...

Che io non perda la voglia di aiutare le persone,

anche sapendo che molte di loro sono incapaci di vivere, di vedere, riconoscere e compensare questo aiuto...

Che io non perda la voglia di amare,

anche sapendo che la persona che io più amo può non provare lo stesso sentimento verso di me...

Che io non perda la luce e la lucentezza degli occhi,

anche sapendo che molte cose che vedrò nel mondo oscureranno i miei occhi...

Che io non perda la forza,

anche sapendo che la sconfitta e la perdita sono due avversari estremamente pericolosi...

Che io non perda la ragione,

anche sapendo che le tentazioni della vita sono molte e attraenti...

Che io non perda il sentimento di giustizia,

pur sapendo che il pregiudicato possa essere io stesso...

Che io non perda il mio abbraccio forte,

anche sapendo che un giorno le mie braccia saranno fiacche...

Che io non perda la bellezza e la gioia di vedere,

anche sapendo che molte lacrime scorreranno dai miei occhi e finiranno nella mia anima...

Che io non perda l'amore per la mia famiglia,

anche sapendo che molte volte essa mi chiederà degli sforzi incredibili per mantenere la sua armonia...

Che io non perda la voglia di essere grande,
anche sapendo che il mondo è piccolo...

E soprattutto...
Che io non dimentichi mai che Dio mi ama infinitamente,

che un piccolo grano di allegria e di speranza dentro ciascuno è capace di cambiare e trasformare qualsiasi cosa, poi...

La vita è costruita sui sogni
e realizzata nell'amore!

vitasenso della vitagratuitàgenerositàimpegnovitalitàsperanzaottimismoforzavoglia di vivere

Valutazione: 4.2/5 (5 voti)

inviato da Qumran2, inserito il 20/09/2012

TESTO

7. Parlami d'Amore (versione 2)   1

Michel Quoist, Parlami d'amore, Sei, Torino 1987, pp. 104-107

L'amore non è la folgorazione della bellezza
davanti a un volto che d'improvviso s'illumina per te,
perché la vera bellezza è il riflesso dell'anima,

ma l'anima è oltre, e la cerchi tremando.

L'amore non è seduzione di un'intelligenza viva e sciolta
che scorre in parole e idee per piacerti,
perché l'intelligenza può splendere di mille barbagli

senza essere autentico diamante nascosto nelle profondità dell'amato.

L'amore non è l'emozione di fronte a un cuore
che batte per te
più di quanto non batta per gli altri,
né quella meraviglia d'essere scelto, eletto,
senza motivo ai tuoi occhi
che valga questa follia,
perché un cuore può un giorno turbarsi per un altro,
e lasciarti sanguinare, in lacrime,

senza che il tuo amore muoia.

L'amore non è voglia di catturare, di afferrare
l'oggetto del tuo desiderio,
sia esso cuore, corpo, mente o tutti e tre insieme,
perché l'altro non è "oggetto";
e se lo prendi per te, lo mangi e lo distruggi,

è te che ami credendo di amare l'altro.

Folgorazione e seduzione, fame e fremiti,
emozione e sgorgare di desideri,
tutto ciò è bello e necessario, nell'uomo, nella donna,

ma soltanto per aiutare ad amare chi accetta di amare.

E' la porta socchiusa e le finestre spalancate,
è il vento che entra a folate,
è il richiamo del largo, è il mormorio di Dio
che invitano a uscire dalla casa sbarrata
per andare verso un altro
che hai scelto per colmare la tua vita

perché lo ami e lo vuoi amare.

Amare è volere l'altro libero e non sedurlo,
è liberarlo dai suoi lacci se ne rimane prigioniero,
perché anche lui possa dire: ti amo,

senza esservi spinto dai suoi desideri non domati.

Amare è con tutte le forze volere il bene dell'altro,
anche prima del tuo,

è fare di tutto perché l'amato cresca, e poi sbocci e fiorisca
diventando ogni giorno l'uomo che deve essere
e non quello che tu vuoi modellare

sull'immagine dei tuoi sogni.

Amare è dare il tuo corpo, e non prendere il suo,
ma accogliere il suo quando si offre per essere condiviso,
è raccoglierti, arricchirti,

per offrire all'amato più che mille carezze e folli abbracci,

la tua vita intera raccolta nelle braccia del tuo "io".

Amare è offrirti all'altro,
anche se questi ad un certo momento si rifiuta,
è dare senza tenere il conto di quello che l'altro ti dà,
pagando il prezzo alto senza mai reclamare il resto,
ed è supremo amore perdonare
quando l'amato purtroppo si sottrae,

tentando di consegnare ad altri ciò che ti aveva promesso.

Amare è credere nell'altro e dargli fiducia,
credere nelle sue forze nascoste, nella vita che ha in sé;
e quali che siano le pietre da tagliare
per appianare la strada,
è decidere da uomo ragionevole

di avviarsi coraggiosamente per il viaggio del tempo.

Non per cento giorni, per mille, e neppure per diecimila,
ma per un pellegrinaggio che non finirà,
perché è un pellegrinaggio che durerà
"sempre"…

Se amare è questo, come potrò riuscirci?
Ero scoraggiato…
Non avevo ancora capito…
che l'amore era un fine da raggiungere
e non un punto di partenza
e che, per cercare di riuscirci,
bisognava lottare per tutto il tempo della vita.
Io volevo tutto e subito.

Questo era il mio errore.
Dovevo accettare di adottare
il passo lento e regolare,

il passo dell'autentico montanaro.

Clicca qui per un altro testo di Michel Quoist sullo stesso tema.

amoreinnamoramentoamaredonarsigratuitàlibertàcrescerematurità

Valutazione: 3.0/5 (1 voto)

inviato da Qumran2, inserito il 20/09/2012

TESTO

8. Bontà

Don Luigi Orione

Non è buono chi non sa essere buono con chi è cattivo.

bontàgratuitàmagnanimità

Valutazione: 0 voti

inviato da Qumran2, inserito il 27/08/2012

TESTO

9. Essere buono   2

1. Essere buono è dimenticare se stessi per pensare agli altri.

2. Essere buono è perdonare sempre, pensando che la debolezza umana è più grande della cattiveria.

3. Essere buono è avere pietà della debolezza altrui, pensando che noi non siamo diversi dagli altri e che, nelle loro condizioni, forse saremmo stati peggiori.

4. Essere buono è chiudere gli occhi davanti all'ingratitudine.

5. Essere buono è dare anche quando non si riceve, sorridendo a chi non comprende o non apprezza la nostra generosità.

6. Essere buono è sacrificarsi, aggiungendo al peso delle nostre pene di ogni giorno, quello delle pene altrui.

7. Essere buono è tenere ben stretto il proprio cuore, per riuscire a soffocare le sofferenze e a sorridere costantemente.

8. Essere buono vuol dire accettare il fatto poco simpatico che più doneremo, più ci sarà domandato.

9. Essere buono è acconsentire a non avere più nulla riservato a noi stessi, tranne la gioia della coscienza pura.

10. Essere buono è riconoscere con semplicità che davvero buono è solo Dio.

bontàgenerositàmisericordiamagnanimitàsacrificiosorrisogratuità

Valutazione: 5.0/5 (1 voto)

inviato da Don Giuseppe Ghirelli, inserito il 23/08/2012

TESTO

10. Amare Dio   2

Soren Kierkegaard

Fino a quando si ama il proprio amico, non si può ancora dire se si ama Dio; ma quando si ama il proprio nemico, allora sì che è chiaro che si ama Dio.

perdononemicogratuitàamare Dio

Valutazione: 1.0/5 (1 voto)

inviato da Qumran2, inserito il 25/07/2012

TESTO

11. Innamorato di Dio   1

San Giovanni della Croce

Chi è innamorato di Dio non pretende né guadagno né premio, ma desidera solo perdere se stesso e ogni cosa per amore di lui, riponendo in ciò il suo vantaggio.

amore di Diogratuità

Valutazione: 0 voti

inviato da Qumran2, inserito il 07/04/2012

TESTO

12. Ascoltatemi   1

Michel Quoist

Ascoltami ancora, si dice infatti che dalla bocca dei bambini viene la verità;

se sono un bambino sfuggito dal carnaio notturno, trattenuto da un filo d'amore lanciato da chissà dove.

Se sono un bambino caduto dal nido, abbandonato da padre e madre, rapiti o mortalmente feriti alle sbarre della loro gabbia.

Se sono un bambino nudo, senza panni d'amore o con panni imprestati, ma col diritto di vivere, perché sono vivo.

E se nello stesso istante persone innamorate piangono davanti a una culla vuota, consumati nel desiderio di accarezzare un bambino.

Se sono ricchi d'amore che ritengono sprecato, e vogliono gratuitamente donarlo, perché cresca e fiorisca ciò che non hanno piantato.

Allora voglio che vengano silenziosamente a chiedermi se desidero adottarli come miei genitori. Ma non voglio dei fanatici del bambino, come collezionisti d'arte che cercano il pezzo raro che manca alla loro vetrina. Non voglio clienti che hanno fatto l'ordinazione e, pagata la fattura reclamano il loro bebè prefabbricato. Perché non sono fatto per salvare genitori dalle membra amputate, ma loro sono stati fatti, misterioso percorso, magnifico progetto, per salvare dei bambini dal cuore malato, forse anche condannato. E sarà come addormentarci l'un l'altro.

Io berrò il latte di cui ignoravo il sapore, ascolterò musiche sconosciute, imparerò nuove canzoni, sulle vostre dita, sulle vostre labbra genitori adottati, decifrerò lentamente l'alfabeto della tenerezza.

E l'amore sconosciuto per me prenderà il volo alla luce dei vostri occhi. Voi innesterete le vostre vite sulla mia crescita e grazie a voi io rinascerò una seconda volta.

Così sarò ricco di quattro genitori, due lo saranno della mia carne e due del mio cuore e della mia carne cresciuta. Voi non giudicherete i miei genitori sconosciuti, li ringrazierete e mi aiuterete a rispettarli. Perché dovrò riuscire lo so, ad amarli nell'ombra, se un giorno vorrò poterli amare nella luce.

E se in una sera di tempesta, adolescente focoso, impacciato di me stesso, io vi rimprovererò di avermi accolto, non vi addolorate, ma amatemi ancor di più: lo sapete, perché un innesto prenda ci vuole una ferita e, chiusa la ferita, rimane la cicatrice.

Ma io sogno. Io sogno perché non sono che un bambino in viaggio, lontano dalla terra ferma, la mia parola è muta e il canto senza musica.

Ciò che vi dico piano non potrò urlarlo, se non il giorno in cui, avendomi voi adottato, mi avreste messo in cuore tanto amore e autentica libertà, sulle mie labbra parole sufficienti, perché possa dire: papà, mamma, io vi scelgo e vi adotto allora saprete che il vostro amore è dono, e che è riuscito.

adozionefigligenitoriamoregratuitàdonazione

Valutazione: 5.0/5 (1 voto)

inviato da Emanuela Pandini, inserito il 11/01/2012

TESTO

13. Il Profumo del Lunedì Santo   1

testo personale

Il tuo profumo
o Donna misteriosa
è un profumo che non ha prezzo
per noi che siamo abituati a calcolare.

Il tuo profumo è
profumo di ascolto,

per noi che abbiamo il cuore e le orecchie indurite.

Il tuo profumo è
profumo di pace
per noi che siamo abituati a litigare.

Il tuo profumo è
profumo di accoglienza per noi
che non sempre sappiamo aprire le porte.

Il tuo profumo è
profumo di riconoscenza per noi
che abbiamo solo debiti.

Il tuo profumo è
profumo di fede per noi

che pensiamo di credere molto ma crediamo poco.

Il tuo profumo è
profumo di speranza per noi

che non sappiamo guardare lontano.

Il tuo profumo o Donna misteriosa è
profumo di Amore autentico

per noi che siamo impastati di amore falso.

Insegnaci a sprecare ogni tanto un po' del tuo Profumo
gratuitamente
e inondaci di esso
in ogni Lunedì Santo della nostra vita.

lunedì santounzioneamore gratuitodonazionegratuitàfede

Valutazione: 0 voti

inviato da Roberta, inserito il 06/07/2011

TESTO

14. Essere come te, Signore

Don Angelo Saporiti

Signore Gesù, facci essere come te:
sciolti e fermi quando si tratta amare senza condizioni.
Fa' che accarezziamo senza trattenere.
Fa' che amiamo senza incatenare.
Fa' che abbracciamo senza soffocare.
Fa' che ascoltiamo senza giudicare.
Fa' che consigliamo senza imporre.
Fa' che doniamo senza pretendere.
Fa' che il nostro amare sia una danza gioiosa e leggera
che ci fa sentire sulla pelle e nel cuore
i brividi della tua presenza meravigliosa in mezzo a noi.
Amen.

amoreserviziodonodonareascoltogratuità

Valutazione: 0 voti

inviato da Don Angelo Saporiti, inserito il 19/04/2011

TESTO

15. Lo specchio di chi ama

Carlo De Ambrogio

Chi è buono dona un poco,
chi ama vive per donare.
Chi è buono sopporta l'offesa,
chi ama dimentica.
Chi è buono ha compassione,
chi ama aiuta.
Chi è buono sorride,
chi ama fa sorridere.
Chi è buono comincia e finisce,
chi ama comincia per non finire mai.
Chi è buono fa quel che può,
chi ama fa l'impossibile.
Chi è buono aiuta chi sta vicino,
chi ama sempre sta vicino per aiutare.
Chi è buono misura il suo aiuto,
chi ama aiuta senza misura.

amoredonodonarecondivisionegratuità

Valutazione: 0 voti

inviato da Vanna Lo Re, inserito il 11/08/2010

TESTO

16. L'amore e la gioia

John Wu

L'amore è legato alla gioia.
Se avete un grammo di amore,
avrete anche un grammo di gioia.
Ma se il vostro amore è senza misura,
così sarà la vostra gioia.

amoredaredonaregratuitàsenso della vita

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inviato da Vanna Lo Re, inserito il 22/12/2009

TESTO

17. Le due sorgenti   2

Tomás Spidlík, Il professor Ulipispirus e altre storie

La montagna si eleva verso il sole. Ma la montagna pesa. E' fatta di sassi. In qualche recesso delle sue viscere nacquero un giorno due piccole sorgenti d'acqua limpida, che cercavano di uscire all'aperto. Ma la montagna non cedeva: le opprimeva, le soffocava.

Dopo un bel po' di tempo le sorgenti, facendosi largo a poco a poco, riuscirono a venire alla luce ai piedi della montagna.
Com'erano stanche! Ma non c'era tempo per riposarsi.

Erano appena scaturite dalla terra quando sentirono delle grida provenienti dal muschio, dall'erba, dai fiorellini, dalle rose alpine: "Dateci da bere! Dateci da bere!"

"Fossi matta!", disse la prima sorgente. "Ho faticato tanto senza sosta laggiù, sottoterra, mentre voi, pigri, ve ne stavate al sole. Non vi darò proprio niente!"

"Non ci darai niente?", disse il muschio piccato. "E allora noi non ti lasceremo passare."

"Ti sbarreremo la strada con le nostre numerose radici", dichiarò l'erba.

"Ti copriremo così nessuno ti troverà", minacciarono i cespugli di rose alpine e di rovi.

La seconda sorgente fu condiscendente: "Bevi, sorella erba, però fatti da parte perché io possa proseguire il mio cammino!" Bevvero un poco anche i cespugli ma si tennero fuori dalla corrente e così il muschio e la rosa alpina.

La sorgente correva. Dava da bere a tutte le piante e tutte le cedevano il passo.(...) La sua acqua era fresca e limpida come cristallo. (Lei stessa non sapeva come. Le piante l'amavano e lasciavano che altre sorgenti si unissero a lei.(...) Alla fine arrivò al mare. Quando giunse alla foce, l'azzurro padre Oceano la prese fra le braccia e la baciò sulla fronte. "E dov'è tua sorella sorgente?le chiese."

"Ah, Padre! Purtroppo è diventata paludosa, marcia e puzzolente."
"Così è la vita, figliola mia", disse padre Oceano.

"Tua sorella non voleva dare agli altri ciò che ha ricevuto. Vedi? Anch'io oggi ti ricevo in restituzione del vapore che da me è salito verso la montagna. La vita è dare. Tenere per sè è la morte."

daredonaresenso della vitagratuitàvita

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inviato da Maria Carmela Moretti, inserito il 22/12/2009

TESTO

18. Il profumo delle rose   1

Bruno Ferrero, 365 piccole storie per l'anima, Elledici 2007

Due monaci coltivavano rose. Il primo si perdeva nella contemplazione della bellezza e del profumo delle sue rose. Il secondo tagliava le rose più belle e le donava ai passanti.

"Ma che fai?", lo rimproverava il primo; "come puoi privarti così della gioia e del profumo delle tue rose?".

"Le rose lasciano molto profumo sulle mani di chi le regala!", rispose pacatamente il secondo.

C’è una gioia incredibile nel donare. E anche un buon guadagno.

donodonaregratuità

Valutazione: 0 voti

inviato da Angela Magnoni, inserito il 10/12/2009

TESTO

19. Siete disposti?   1

Henry Van Dyke

Siete disposti a dimenticare quel che avete fatto per gli altri

e a ricordare quel che gli altri hanno fatto per voi?

A ignorare quel che il mondo vi deve

e a pensare a ciò che voi dovete al mondo?

Ad accorgervi che i vostri simili esistono come voi,
e a cercare di guardare dietro i volti

per vedere il cuore avido di gioia?

A capire che probabilmente
la sola ragione della vostra esistenza
non è ciò che voi avrete dalla vita,

ma ciò che darete alla vita?

A non lamentarvi per come va l'universo
e a cercare intorno a voi
un luogo in cui potrete seminare

qualche granello di felicità?

Siete disposti a fare queste cose

sia pure per un giorno solo?

Allora per voi Natale durerà per tutto l'anno.

nataleconversionegratuitàdaredonareimpegnoresponsabilità

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inviato da Qumran2, inserito il 24/11/2009

TESTO

20. Semina

Semina sorriso fin dal mattino,
e nel tempo fiorirà un giardino.
Semina grani di certa speranza
ci sarà molta esultanza.
Semina nella fede e con l'ardore
e l'angolo più grigio avrà colore.
Semina parole e fatti d'amore
e nel mondo avrà senso il cuore.
Semina entusiasmo e semplicità
e sarà facile la felicità.
Semina sempre con forza e coraggio
e la paura avrà nuovo linguaggio.
Semina in pazienza e perseveranza
e la terra avrà frutti in abbondanza.
Semina gesti di vera dolcezza
perché la violenza genera tristezza.
Semina dovunque germi di pace
e di certo l'urlo di guerra tace.
Semina, semina il bene: crescerà
ed ogni seme nuova vita darà.

seminareamorepacetestimonianzagratuitàsperanzaperseveranza

Valutazione: 0 voti

inviato da Albamaria Bianchi, inserito il 22/06/2009

Pagina 1 di 3