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5 ottobre 2014
XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Vangelo: Mt 21,33-43

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TESTO

1. Risorgere

Susanna Tamaro

Il Risorto ci chiede di risorgere. E il risorgere riguarda noi, la nostra vita in ogni istante. In ogni istante devo distaccarmi dal mio piccolo io raggrinzito e prepotente per far vivere un Tu più grande.

risorgereresurrezionecambiamentonuova vitapasqua

Valutazione: 0 voti

inviato da Qumran2, inserito il 16/09/2014

PREGHIERA

2. Per la domenica delle palme

C. M. Martini

Ti chiediamo, Signore Gesù,
di guidarci in questo cammino
verso Gerusalemme e verso la Pasqua.
Ciascuno di noi intuisce che tu,
andando in questo modo a Gerusalemme,
porti in te un grande mistero,
che svela il senso della nostra vita,
delle nostre fatiche e della nostra morte,
ma insieme il senso della nostra gioia
e il significato del nostro cammino umano.
Donaci di verificare sui tuoi passi
i nostri passi di ogni giorno.

Concedici di capire, in questa settimana che stiamo iniziando,
come tu ci hai accolto con amore,
fino a morire per noi,
e come l'ulivo vuole ricordarci
che la redenzione e la pace da te donate
hanno un caro prezzo,
quello della tua morte.
Solo allora potremo vivere nel tuo mistero
di morte e di risurrezione,
mistero che ci consente di andare
per le strade del mondo
non più come viandanti
senza luce e senza speranza,
ma come uomini e donne
liberati della libertà dei figli di Dio.

Palmepasquasettimana santa

Valutazione: 0 voti

inviato da Cesarina Volonte', inserito il 13/04/2014

RACCONTO

3. Ma Gesù è morto o vivo?   6

"Ma Gesù è morto o vivo?", chiese la piccola Lucia alla nonna. A dire il vero, era un po' che le frullava in testa questa domanda, il parroco era arrivato alla scuola materna e aveva spiegato a lungo che Gesù era stato crocifisso e sepolto.

La nonna capì molto bene la domanda della sua nipotina, andò ad aprire il vangelo, le lesse alcuni fatti: le donne erano andate al sepolcro il mattino dopo il sabato e avevano trovato il sepolcro vuoto! E proprio lì stava un angelo ad annunciare che Gesù era vivo! E' risorto, è glorificato dal Padre che non l'ha lasciato nella tomba! E Lucia era piena di gioia.

Qualche giorno dopo, la nonna si recò con Lucia alla messa domenicale. C'era in mezzo all'altare un prete e tra i banchi poca gente, un po' triste e un po' annoiata. Anche le canzoni che una donna dal primo banco intonava erano basse, lente, cantate da pochi e senza convinzione. Allora Lucia, dopo essersi guardata ben bene in giro, disse alla nonna: "Ma loro lo sanno che Gesù è risorto?".

risortorisurrezioneresurrezionegioiapasqua

Valutazione: 4.5/5 (13 voti)

inviato da Qumran2, inserito il 25/03/2013

TESTO

4. Sulle orme degli Apostoli   2

Agata Fernandez Motzo, Mio tutto - Oltre la morte

E' morto in croce
ma è vivo in tutto il mondo...
E' vivo nel sacerdote,
che nella sua vigna
si prodiga ogni giorno
in mezzo a tante ortiche...
E' vivo nei missionari
che sono le sue mani,
spesso sanguinanti...
E' vivo negli occhi
di chi negli ospedali
lo guarda in croce
sul camice bianco
di una suora
che si aggira fra i lebbrosi
o assiste pietosa
chi è vicino a morire
o sfinito soccombe
sotto il peso dei malanni...
E' vivo nella mano operosa
di chiunque
per l'umanità sofferente
è pronto anche a patire
la passione di Cristo,
per dare ai fratelli
un cuore nuovo...
E' morto in croce
ma è vivo in tutto il mondo...
Fino a lontani orizzonti,
dove i servitori fedeli
sulle orme degli Apostoli
arrivano
e con sudate opere
e sacrifici immani
ne portano ovunque la voce...
E' morto in croce
ma è vivo in tutto il mondo...

crocifissorisurrezioneresurrezionepasqua

Valutazione: 5.0/5 (1 voto)

inviato da Agata Fernandez Motzo, inserito il 12/08/2012

TESTO

5. Pasqua   1

Comunità di San Biagio, Subiaco

Pasqua è Gesù che ha detto:
Io sono la risurrezione e la vita.
È una parola che ti sorprende anche oggi;

anche oggi, se credi, rinnova i tuoi giorni.

Pasqua è Gesù che vince la morte:

ogni tipo di morte.

Pasqua è gridare con la Chiesa delle origini:

"O morte, dove è la tua vittoria?".

Pasqua è questa certezza:
"Noi siamo più che vincitori"
con Cristo Risorto.

Pasqua è la forte chiamata
a far morire l'egoismo

perché risorga l'amore.

Pasqua è dunque comprensione e compassione
misericordia e perdono
pazienza e longanimità
empatia e simpatia
accoglienza e dono di te,

azzerando ogni titubanza e paura.

Pasqua è la pietra dell'indifferenza
ribaltata dal cuore

e gettata lontano, molto lontano dal tuo vissuto.

Pasqua è la primavera dell'umile amore
che germoglia in preghiera
e promette i frutti dello Spirito:
gioia - soprattutto - e bontà.

Risorto ora con Cristo,
hai di nuovo il coraggio di sperare
cantando la vita
alla sua perenne sorgente
che è perenne novità.

Pasqua è far morire ogni morte
perché con Cristo Signore
tutta la vita risorga
in fede speranza e carità.

pasquarisurrezioneresurrezionesperanzarinascita

Valutazione: 5.0/5 (1 voto)

inviato da Marcello Rosa, inserito il 24/06/2012

TESTO

6. Schiavi o liberi?   3

Schiavi quando pensiamo di fare da soli, quando contiamo solo sulle nostre forze.

Schiavi quando le nostre competenze, la nostra cosiddetta esperienza, sono la nostra sicurezza.

Schiavi quando crediamo che la nostra ragione debba essere affermata e non confrontata.

Schiavi quando le nostre azioni si basano sul nostro poter fare e spesso sulle incapacità degli altri.
Schiavi quando nemmeno ce ne rendiamo conto di esserlo.

Schiavi proprio quando ci sentiamo liberi di affermare che non siamo schiavi di nessuno.

Schiavi quando guardiamo male l'obbedienza, l'umiltà dei servi, la sofferenza che toglie dignità.

Schiavi quando ci ripugna l'agnello immolato, lo scandalo e la stoltezza della croce.

Il nostro Mar Rosso, il nostro passaggio è il giardino del Getsemani.

L'abbandono nell'amore del Padre, il primato della volontà di Dio,

l'accettazione del calice, essere fatti partecipi della stessa cena, ci dona libertà.

Liberi di sentirci amati.

Liberi di saperci accolti per quello che siamo e non per quello che ci piacerebbe essere senza riuscirci.

Liberi di aderire al Signore sciogliendo ogni vincolo che non ci permette di seguirlo.

Liberi perfino di sbagliare e di sentirci amati anche per questo.
Liberi di rendere grazie.
Liberi di partecipare al progetto di Dio.

Liberi di affrontare la sofferenza senza sapere prima come fare.
Liberi di vivere una fede che è dono e non conquista.

Liberi di abbandonarci conoscendo l'ampiezza delle braccia che ci accoglieranno.

Liberi di gioire davanti ad un sepolcro che è rimasto vuoto per sempre.

Liberi di annunciare a tutti che ci possiamo fidare di Lui.

Gesù risorto è la verità che ci rende liberi, colui che nella sua vita di figlio

ha inserito anche noi perché possiamo sentirci nuovamente liberi e amati dal Padre.

pasqualibertàschiaviùpeccatoredenzione

Valutazione: 5.0/5 (1 voto)

inviato da Marcello Barbieri, inserito il 06/05/2012

TESTO

7. L'assoluzione del ladrone

Ambrogio di Milano, Inno 9,1-4

Questò è il vero giorno di Dio,
radioso di santa luce
nel quale il sangue divino
lavò i turpi peccati del mondo,
ridando fiducia ai peccatori,

iluminando la vista dei ciechi.

Chi non libera dal grave timore
l'assoluzione del ladrone
il quale, con un breve atto di fede conquistò Gesù,
mutando la croce in premio, e, con celere passo,

precedette i giusti nel regno di Dio?

Persino gli angeli rimangono stupiti
davanti a quest'opera,
osservando il supplizio del corpo
e vedendo il peccatore,
con la sua adesione a Cristo,
conquistare la vita beata.

Pasquaresurrezionerisortoperdonomisericordia di Diobuon ladrone

Valutazione: 1.0/5 (1 voto)

inviato da Qumran2, inserito il 09/04/2012

TESTO

8. Auguri pasquali di Don Tonino bello   3

Tonino Bello

Cari amici,

come vorrei che il mio augurio, invece che giungervi con le formule consumate del vocabolario di circostanza, vi arrivasse con una stretta di mano, con uno sguardo profondo, con un sorriso senza parole!

Come vorrei togliervi dall'anima, quasi dall'imboccatura di un sepolcro, il macigno che ostruisce la vostra libertà, che non dà spiragli alla vostra letizia, che blocca la vostra pace!

Posso dirvi però una parola. Sillabandola con lentezza per farvi capire di quanto amore intendo caricarla: "coraggio"!

La Risurrezione di Gesù Cristo, nostro indistruttibile amore, è il paradigma dei nostri destini. La Risurrezione. Non la distruzione. Non la catastrofe. Non l'olocausto planetario. Non la fine. Non il precipitare nel nulla.

Coraggio, fratelli che siete avviliti, stanchi, sottomessi ai potenti che abusano di voi.
Coraggio, disoccupati.

Coraggio, giovani senza prospettive, amici che la vita ha costretto ad accorciare sogni a lungo cullati.
Coraggio, gente solitaria, turba dolente e senza volto.

Coraggio, fratelli che il peccato ha intristito, che la debolezza ha infangato, che la povertà morale ha avvilito.

Il Signore è Risorto proprio per dirvi che, di fronte a chi decide di "amare", non c'è morte che tenga, non c'è tomba che chiuda, non c'è macigno sepolcrale che non rotoli via.

Auguri. La luce e la speranza allarghino le feritoie della vostra prigione.
Vostro
don Tonino, vescovo

Pasquaresurrezionerisortocoraggiosperanzafiducia

Valutazione: 5.0/5 (4 voti)

inviato da Laura Sardonini, inserito il 07/04/2012

TESTO

9. Passione di Cristo, passione dell'uomo

Giuseppe Impastato S.I.

Da quando l'Innocente fu tradito
e il Benefattore rinnegato;
da quando il Maestro fu schiaffeggiato
e il Pastore abbandonato;
da quando il Liberatore fu rifiutato
e il Signore sputato e flagellato,
da quando il Santo fu preferito ad un criminale

nella Passione si rinnova la storia dell'uomo.

Non sprecare le tue lacrime per il Re,
perché altre lacrime rigano i volti
e cuori bambini sono nell'angoscia.
Tergi il sudore di sangue degli umiliati,
metti sulle tue spalle le croci dei condannati,
accogli madri senza figli e figli senza padri.
Fatti compagno di strada agli scoraggiati,
corri là dove la paura chiude i timorosi
e annunzia che la tomba è vuota
e Cristo Gesù non è schiacciato e vinto
dal dolore del mondo,
ma è il Vincitore di ogni morte.

sofferenzapassionepasquaumanitàdolorecondivisionesolidarietà

Valutazione: 4.7/5 (3 voti)

inviato da Giuseppe Impastato S.I., inserito il 07/04/2012

TESTO

10. Pasqua: due giorni di troppo   1

Giuseppe Impastato S.I.

Poteva tutto concludersi
quel venerdì santo!
Ci saremmo limitati a piangerti, Gesù,
per gratitudine e compassione,
a ricordare i giorni trascorsi con te,
ad aiutare le donne a imbalsamarti...

Ma tu sei risorto!
e questo inquieta, scuote, butta giù dal letto
e rivela limiti, riserve, tentennamenti, miserie...
Tu sei risorto e questo ci scomoda!
Ognuno di noi scopre le conseguenze:
c'è da accogliere, farsi impregnare di novità,
dobbiamo ricostruirci, cambiare progetti
per far maturare nel mondo la tua risurrezione.
E poi dobbiamo uscire dai nostri gusci,
perché la tua tomba svuotata è impegnativa:
devo anch'io annunziare, in modo credibile,

c'è da costruire un mondo di chiamati a risorgere...

Tommaso, perché non te ne restavi,
impaurito come gli altri, nel cenacolo,
o almeno quieto, senza contestare?!
Quante belle scuse avremmo accampato,
quanta Psicologia e Sociologia avremmo scomodato
per giustificare paure, pigrizie,
il nostro contentarci di orizzonti ristretti,
il nostro guardare quaggiù...

PasquarisurrezioneimpegnoTommasosperanzaresponsabilitàaperturacoraggio

Valutazione: 4.0/5 (1 voto)

inviato da Giuseppe Impastato S.I., inserito il 07/04/2012

TESTO

11. Risorgi   1

S. Agostino, Commento al Vangelo di Giovanni, om. 22,7

Risorgi nel tuo cuore, esci fuori dal tuo sepolcro. Perché quando eri morto nel tuo cuore, giacevi come in un sepolcro, ed eri come schiacciato sotto il peso della cattiva abitudine. Risorgi e vieni fuori!

Pasquaresurrezionerisurrezioneconversionecambiamento

Valutazione: 0 voti

inviato da Leonardo Sellitri, inserito il 07/04/2012

TESTO

12. I piedi del Risorto   2

Tonino Bello, Dalla testa ai piedi

Carissimi,

Io non so se nell'ultima cena, dopo che Gesù ebbe ripreso le vesti, qualcuno dei dodici si sia alzato da tavola e con la brocca, il catino e l'asciugatoio si sia diretto a lavare i piedi del maestro. Probabilmente no. C'è da supporre comunque che dopo la sua morte ripensando a quella sera, i discepoli non abbiano fatto altro che rimproverarsi l'incapacità di ricambiare la tenerezza del Signore.

Possibile mai, si saranno detti, che non ci è venuto in mente di strappargli dalle mani quei simboli del servizio, e di ripetere sui suoi piedi ciò che egli ha fatto con ciascuno di noi? Dovette essere così forte il disappunto della Chiesa nascente per quella occasione perduta, che, quando Gesù apparve alle donne il mattino della risurrezione, esse non seppero fare di meglio che lanciarsi su quei piedi e abbracciarli. "Avvicinatesi, gli cinsero i piedi e lo adorarono". Ce lo riferisce Matteo, nell'ultimo capitolo del suo Vangelo. Gli cinsero i piedi. Non gli baciarono le mani o gli strinsero il collo. No.

Gli cinsero i piedi! Erano già bagnati di rugiada. Glieli asciugarono, allora con l'erba del prato e glieli scaldarono col tepore dei loro mantelli. Quasi per risarcire il maestro, sia pure a scoppio ritardato, di una attenzione che la notte del tradimento gli era stata negata. Gli cinsero i piedi. Fortunatamente avevano portato con sé profumi per ungere il corpo di Gesù. Forse ne ruppero le ampolle di alabastro e in un rapimento di felicità riversarono sulle caviglie del Signore gli olii aromatici che furono subito assorbiti da quei fori: profondi e misteriosi, come due pozzi di luce.

Gli cinsero i piedi. Finalmente! Verrebbe voglia di dire. Ma chi sa in quel ritardo ci doveva essere anche tanto pudore. Forse la chiesa nascente rappresentata dalle due Marie prima di cadergli davanti nel gesto dell'adorazione aveva voluto aspettare di proposito che Gesù riprendesse davvero le vesti. Non quelle che aveva momentaneamente deposto prima della lavanda. Ma quelle veramente inconsutili del suo corpo glorioso. Carissimi fratelli, oggi voglio dirvi che la Pasqua è tutta qui. Nell'abbracciamento di quei piedi. Essi devono divenire non solo il punto di incontro per le nostre estasi d'amore verso il Signore, ma anche la cifra interpretativa di ogni servizio reso alla gente, e la fonte del coraggio per tutti i nostri impegni di solidarietà con la storia del mondo.

Non c'è da illudersi. Senza questa dimensione adorante, espressa dal gruppo marmoreo di donne protese dinanzi al risorto, saremo capaci di organizzare solo girandole appariscenti di sussulti pastorali. Se non afferriamo i piedi di Gesù, lavare i piedi ai marocchini, o agli sfrattati, o ai tossici, non basta.

Non basta neppure lavarsi i piedi a vicenda, tra compagni di fede. Se la preghiera non ci farà contemplare speranze ultramondane attraverso quei fori lasciati dai chiodi, battersi per la giustizia, lottare per la pace e schierarsi con gli oppressi, può rimanere solo un'estenuante retorica. Se, caduti in ginocchio, non interpelleremo quei piedi sugli orientamenti ultimi per il nostro cammino, giocarsi il tempo libero nel volontariato rischia di diventare ricerca sterile di sé e motivo di vanagloria. Se l'adorazione dinnanzi all'ostensorio luminoso di quelle stigmate non ci farà scavalcare le frontiere delle semplici liberazioni terrene, impegnarsi per le promozione dei poveri potrà sfiorare perfino il pericolo dell'esercizio di potere. Non basta avere le mani bucate. Ci vogliono anche i piedi forati. E' per questo che quando Gesù apparve ai discepoli la sera di Pasqua "mostrò loro le mani e i piedi".

E poi, quasi per sottolineare con la simbologia di quei due moduli complementari che senza l'uno o l'altro, ogni annuncio di risurrezione rimarrà sempre mortificato, aggiunse: "Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io".

Mani e piedi, con tanto di marchio! Ecco le coordinate essenziali per ricostruire la carta d'identità del risorto. Mani bucate. Richiamo a quella inesauribile carità verso i fratelli, che si fa donazione a fondo perduto. Piedi forati.

Appello esigente a quell'amore verso il Signore, che ci fa scorgere il senso ultimo delle cose attraverso le ferite della sua carne trasfigurata.

pasquaresurrezionerisortorisurrezioneserviziovolontariato

Valutazione: 5.0/5 (3 voti)

inviato da Qumran2, inserito il 07/04/2012

TESTO

13. Il Risorto nella nostra storia

Monaci Benedettini Silvestrini, Auguri pasquali 2011

Quando senti i terremoti violenti scuotere la terra, quando in preda allo spavento vedi lo tsunami dare morte alle persone inermi e travolgere tutto nella distruzione, quando vedi il fuoco bruciare la tua casa, quando vedi infuriare i venti e scatenarsi la tempesta che schianta la foresta dì a te stesso: "Credo che la terra tornerà nella sua immobilità, le acque si calmeranno, la foresta si rifarà e io ricostruirò la mia casa e soprattutto la vita continuerà a vivere perché Cristo è risorto ed è lui l'autore dell'immortalità, lui l'autore della vita".

Quando vedi con terrore che una fonte di energia inventata dagli uomini, diventa contagio, terrore e morte per gli uomini dì a te stesso: "Da quella fonte Cristo era stato escluso e l'umana intelligenza inventa, ma non salva e talvolta diventa il suo sepolcro".

Quando il peccato ti stringe alla gola e ti senti soffocato e finito, dì a te stesso: "Cristo è risorto dai morti e io risorgerò dal mio peccato, per questo si è immolato sulla croce, per questo io spero il suo perdono".

Quando la vecchiaia o la malattia tenterà di amareggiare la tua esistenza, dì a te stesso: "Cristo è risorto dai morti e ha fatto cieli nuovi e terra nuova. È lui la mia eterna giovinezza, lui può fare nuova la mia anima".

Quando vedrai tuo figlio fuggire da casa in cerca di avventura e ti sentirai sconfitto nel tuo sogno di padre o di madre, dì a te stesso: "Mio figlio non sfuggirà a Dio e tornerà perché Dio lo ama, perché lo attende da sempre nella tua casa per abbracciarlo e fare festa con te e con lui per il suo ritorno".

Quando vedrai spegnersi la carità attorno a te e vedrai gli uomini come impazziti nel loro peccato e ubriacati dai loro tradimenti, dì a te stesso: "Toccheranno il fondo, ma torneranno indietro perché lontano da Dio non si può vivere e la nostalgia del Padre celeste è irrefrenabile per tutti i figli di Dio".

Quando il mondo ti apparirà come sconfitta di Dio e sentirai la nausea del disordine, della violenza, della litigiosità continua, del terrore, della guerra dominare sulle piazze e la terra ti sembrerà il caos, dì a te stesso: "Gesù è morto e risorto proprio per salvare e, se la imploriamo, la sua salvezza è già presente tra di noi".

Quando tuo padre o tua madre, tuo figlio o tua figlia, la tua sposa, il tuo amico più caro, ti saranno dinanzi sul letto di morte e tu li fisserai nell'angoscia mortale del distacco, dì a te stesso e a loro: "Ci rivedremo nel Regno eterno, ora io intraprendo la via del Risorto, coraggio!".

Questo significa credere nella Resurrezione. Questo significa superare la tentazione, assai frequente ai nostri giorni, di fissare lo sguardo sulla superficie torbida degli eventi e magari incolpare il buon Dio dei terremoti, degli tsunami, dei lutti, delle violenze e di tutto il male che ci circonda, ci umilia e ci affligge, ignari e impenitenti dei nostri peccati.

Significa invece accorgersi con motivata preoccupazione che noi uomini abbiamo abbassato con la colpevole dimenticanza dell'Eterno, con le nostre frivole umane stupidità le dighe e le barriere e ci siamo privati delle corazze personali che formano gli argini e le difese dal male, da quel terribile male che si oppone a Dio e a noi e vorrebbe tutto e tutti chiudere per sempre in un sepolcro di morte e di definitiva distruzione, quelli argini e quelle divine difese, che invece ci difendono, ci aprono alla luce del bene, ci rischiarano la notte dei tempi e ci orientano verso la Luce di quel radioso mattino che illumina tutti i nostri giorni e sempre ci indirizza verso la vita vera, verso la definitiva risurrezione.

Ecco il grande, immenso dono del Cristo risorto, ecco la pasqua di quest'anno e la pasqua di ogni giorno, quella che potremmo chiamare l'albore e la speranza della Vita, la nostra fede. i doni del Risorto, quelli che noi monaci imploriamo e auguriamo con gioia a tutti e a ciascuno di voi.

I Monaci Benedettini Silvestrini del Monastero san Vincenzo Bassano Romano

pasquaresurrezionerisurrezionesperanzafiducia

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inviato da Monaci Benedettini Silvestrini Di Bassano Romano, inserito il 07/04/2012

TESTO

14. Coraggio, fratello   2

Tonino Bello, Il parcheggio del calvario, in Omelie e scritti quaresimali, vol. 2, p. 307, Luce e Vita

Coraggio, fratello che soffri.
C'è anche per te
una deposizione dalla croce.
C'è anche per te una pietà sovrumana.
Ecco già una mano forata
che schioda dal legno la tua...
Coraggio.
Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio.
Tra poco, il buio cederà il posto alla luce,
la terra riacquisterà i suoi colori
e il sole della Pasqua
irromperà tra le nuvole in fuga.

crocesofferenzadoloresperanzarisurrezioneresurrezionevenerdì santopasqua

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inviato da Monaci Silvestrini Benettini - Bassano Romano (VT), inserito il 07/04/2012

TESTO

15. Pasqua nel sepolcro

Giuseppe Impastato S.I.

Può restare immobile
in un sepolcro
chi va in cerca di una pecorella smarrita

e sulla croce spalanca le braccia?

Può restare al buio e muto
in un sepolcro
chi dà la vista al cieco e la parola ai muti
e svela il luminoso volto di Dio?

Può restare prigioniero
in un sepolcro
chi libera gli uomini dalle loro carceri

e riporta a vita paralizzati e schiavi?

No. Non può restare ad ammuffire
in un sepolcro
chi si inginocchia per lavare i piedi

e spezza agli uomini pane d'amore!

E non può attendere meste lacrime
in una tomba
il chicco di grano bagnato di sangue
che pulsa di vita e si vuole donare.

Gesù risortopasquaresurrezionevitarisurrezione

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inviato da Giuseppe Impastato S.I., inserito il 23/01/2012

TESTO

16. Irrompe la Pasqua!   1

Tonino Bello

Coraggio! Irrompe la Pasqua!

E' il giorno dei macigni

che rotolano via dall'imboccatura dei sepolcri.

E' il tripudio di una notizia
che si temeva non potesse giungere più
e che corre di bocca in bocca

ricreando rapporti nuovi tra vecchi amici.

E' la gioia delle apparizioni del Risorto

che scatena abbracci nel cenacolo.

E' la festa degli ex-delusi della vita,

nel cui cuore all'improvviso dilaga la speranza.

Che sia anche la festa in cui
il traboccamento della comunione
venga a lambire le sponde
della nostra isola solitaria.

pasquaresurrezionegioiasperanza

Valutazione: 4.0/5 (4 voti)

inviato da Qumran2, inserito il 22/04/2011

TESTO

17. Partecipi della Pasqua di Cristo

San Gregorio di Nazianzo, Discorso 45, 23-24

Saremo partecipi della Pasqua, presentemente ancora in figura,

ma fra non molto ne godremo di una più trasparente e più vera,

quando il Verbo festeggerà con noi la nuova Pasqua nel regno del Padre.

Offriamo ogni giorno a Dio noi stessi e tutte le nostre attività.

Con le nostre sofferenze imitiamo le sofferenze, cioè la passione di Cristo.

Siamo pronti a patire con Cristo e per Cristo.

Se sei Simone di Cirene, prendi la croce e segui Cristo.

Se sei il ladro e se sarai appeso alla croce, se cioè sarai punito,
fai come il buon ladrone e riconosci onestamente Dio,
che ti aspettava alla prova.

Egli fu annoverato tra i malfattori per te e per il tuo peccato,

e tu diventa giusto per lui.

Se sei Giuseppe d'Arimatèa, richiedi il corpo a colui che lo ha crocifisso,

assumi cioè quel corpo e rendi tua propria, così, l'espiazione del mondo.

Se sei Nicodemo, il notturno adoratore di Dio,
seppellisci il suo corpo e ungilo con gli unguenti di rito,

cioè circondalo del tuo culto e della tua adorazione.

E se tu sei una delle Marie, spargi al mattino le tue lacrime.
Fa' di vedere per prima la pietra rovesciata,

vai incontro agli angeli, anzi allo stesso Gesù.

Ecco che cosa significa rendersi partecipi della Pasqua di Cristo.

pasquaresurrezionerapporto con Gesùrisurrezione

Valutazione: 0 voti

inviato da Qumran2, inserito il 19/04/2011

TESTO

18. Inno Pasquale

Asterio, vescovo di Amasea, 410 d.C.

O notte più chiara del giorno!

O notte più luminosa del sole!

O notte più bianca della neve,
più illuminante delle nostre fiaccole,
più soave del Paradiso.

O notte che non conosce tenebre;
tu allontani il sonno,

e ci fai vegliare con gli Angeli.

O notte, terrore dei demoni,

notte pasquale, attesa per un'anno!

Notte nuziale della Chiesa
che dai la vita ai nuovi battezzati

e rendi innocuo il demonio intorpidito.

Notte in cui l'Erede introduce
gli eredi nell'eternità.

pasquaveglia pasqualerisurrezioneresurrezione

Valutazione: 5.0/5 (3 voti)

inviato da Qumran2, inserito il 19/04/2011

TESTO

19. Siamo vicini al Venerdì santo e alla Pasqua

Dietrich Bonhoeffer

Siamo vicini al Venerdì santo e alla Pasqua,
ai giorni delle azioni strapotenti
compiute da Dio nella storia;

delle azioni nelle quali il giudizio di Dio e la grazia di Dio
divennero visibili a tutto il mondo:
giudizio in quelle ore,
in cui Gesù Cristo,
il Signore, pendette dalla croce.
Grazia in quell'ora,
in cui la morte fu inghiottita dalla vittoria.
Non gli uomini hanno fatto qui qualcosa,
no, soltanto Dio lo ha fatto.
Egli ha percorso la via verso gli uomini
con infinito amore. Ha giudicato
ciò che è umano.
E ha donato grazia
al di là del merito.
(11 marzo 1928)

pasquavenerdì santomisericordiagrazia

Valutazione: 4.0/5 (1 voto)

inviato da Qumran2, inserito il 19/04/2011

TESTO

20. Una settimana fuori dal tempo: settimana santa   1

P. Gianni Fanzolato

Lunedì Santo: orto degli ulivi

Gesù non sei solo nell'orto degli ulivi della storia; quanti calici ricolmi,

stanno sudando sangue con te i martiri moderni, i senza voce, i migranti,

gli schiavi del potere, i poveri forzati, i bimbi affamati e le donne umiliate.

Martedì santo: il processo dei processi

Il mondo è un grande scenario dove si consumano i processi più assurdi.

Molti puntano il dito per condannare, distruggere, consumare, come il diavolo che divide.

Cristo non ha mai condannato, ha sempre recuperato chi era perduto, perché ci crede.

Mercoledì santo: lavarsi le mani

Troppi si lavano le mani per paura, per non sporcarsi, per non compromettersi, perché è comodo.

Le mani sembrano pulite, ma ti rimane il rimpianto di non aver messo il tuo granello, il tuo mattone,

il cuore rimane ingolfato, sporcato nei meandri del tuo egoismo e ti rode il rimorso dentro.

Giovedì santo: lavare i piedi

Il tuo sacrificio, la tua Messa, la tua offerta al Padre hai voluto arricchirla

con un gesto inedito di servizio al fratello e di carità profonda. Nessuno l'aveva fatto prima.

È il tuo testamento: solo lavando i piedi ai fratelli saremo autentici testimoni del tuo amore.

Venerdì santo: Dio muore nasce l'uomo

Dalla tua morte, è rinato l'uomo nuovo della speranza e dello spirito, l'uomo della resurrezione.

Sabato santo: il grande silenzio

Abbiamo bisogno di fare silenzio, è urgente trovare un po' di deserto nel nostro giorno,

silenzio degli occhi, silenzio di parole, sottrarsi dal frastuono per contemplare il mistero.

Scopriremo il miracolo di un Dio che agisce nel raccoglimento e fa risorgere dalle macerie.

Domenica di pasqua: il trionfo della vita

Tutto tende a te, tutti guardano a te con speranza, giorno senza tramonto, giorno della vita.

Dalla prima pasqua parte un'onda positiva che travolge e contagia di eternità l'esistenza.

Sei il perno della storia, dell'avventura di un Dio che si è giocato tutto credendo nell'uomo.

Loreto, Pasqua 2011

pasquasettimana santa

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inviato da P Gianni Fanzolato, inserito il 19/04/2011

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