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TESTO

1. Realizziamo un sogno

Dio sogna che tutti possano possedere e vivere senza che qualcuno sia nella privazione o altri sprechino. Dio sogna in grande e chiede di soccorrere, incontrare, aiutare e pregare per quelli che ti hanno fatto del male, ignorato o neppure preso in considerazione. Il sogno di Dio arriva a chiedere di perdonare quando si ha la certezza di essere nella ragione, di dare la propria vita anche per i nemici, perché, li stà il massimo dell'amore che uno può realizzare. Il sogno personale e intimo di Dio è stato nascondersi per nove mesi nel ventre di sua Madre e cercarsi un padre per far capire al mondo quanto sia brutta la solitudine, quanto sia triste rimanere orfani.

E' talmente grande il sogno di Dio, da non poter fare a meno di ognuno di noi: diversi, unici, irripetibili, e insostituibili. Il sogno di Dio è il bene dell'uomo, ovunque egli sia, viva, lavori, si batta e soffra sotto le bandiere più diverse. Dio sogna l'uomo libero, perché lui lo ha creato così. E' quello di un Padre, il sogno di Dio, che vuole incontrare ogni suo figlio ma, soprattutto gli smarriti, gli emarginati, gli abbandonati, gli ultimi.

Che ogni uomo possa vivere da uomo per sempre, questo è il sogno di Dio e tu solo puoi aiutarlo a realizzare questo sogno.

sognosognareultimipovertàcondivisionedisponibilitàapertura verso gli altriegoismoaltruismo

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 11/08/2010

TESTO

2. Dov'è il tuo Dio   1

Rabindranath Tagore, Gitanjali n°11

Chi preghi in questo cantuccio scuro del tempio dalle porte chiuse?

Apri gli occhi del cuore e guarda: Il tuo Dio non ti è d'innanzi.
Egli è la, dove il contadino stà arando la nuda terra.

Lungo la strada dove è lo spaccapietre. Sotto il sole e la pioggia con i poveri e le sue vesti sono coperte di polvere. Levati quel manto di perbenismo e sacralità e scendi con lui sulla strada.

preghierapovertàimpegnopresenza di Dio

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 11/08/2010

TESTO

3. Partire

Partire, andare, lasciare tutto, uscire da noi stessi, spaccare la corteccia dell'egoismo che ci rinchiude nel nostro piccolo io.

E' smetterla di girare attorno a noi stessi, come se fossimo noi il centro del mondo e della vita.

E' non lasciarsi intrappolare dai problemi del mondo piccino cui apparteniamo.

E' partire continuamente anche senza percorrere chilometri di strada.

E' soprattutto accorgersi degli altri, scoprirli, incontrarli, come fratelli e sorelle.

E se, per incontrarli e amarli, è necessario solcare i mari della nostra indifferenza, volare per i cieli dei nostri sogni, allora la strada è partire e raggiungere i confini del mondo.

incontroincontrarepartirestradacamminoapertura verso gli altrichiusura

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 22/12/2009

TESTO

4. Poesia del pane   1

Gianni Rodari

Se io facessi il fornaio vorrei cuocere un pane così grande da sfamare tutta la gente che non ha da mangiare. Un pane più grande del sole, dorato, profumato come le viole.

Un pane così verrebbero a mangiarlo dal Brasile, dall'India, dall'Africa, da tutto il mondo, i poveri, i bambini, i vecchietti, gli uccellini.

Sarà una data da studiare a memoria: un giorno senza fame, il più bello della storia.

amorecondivisionepanegenerositàdonodonare

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 10/12/2009

TESTO

5. Lasciarsi afferrare dalla Parola

Pierre Talec

Nella preghiera non si tratta di dire delle parole, ma di lasciarsi afferrare dalla Parola.

preghierarapporto con DioParola di Dio

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 10/12/2009

TESTO

6. Trovare Dio   1

Jean Cardonnel

Dio non si trova mai al termine dei miei ragionamenti o delle mie costruzioni mentali. Si trova al termine del mio impegno.

fedeimpegnoricerca di Diorapporto con Dio

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 10/12/2009

TESTO

7. L'umorismo

Charles M. Schultz

L'umorismo è prova di fede. Prova che nonostante tutto, con Dio andrà tutto bene.

sorrisoumorismofede

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 10/12/2009

TESTO

8. Le beatitudini del bambino   2

Beato il bambino che inizia la vita incontrando un sorriso.
Beato il bambino che ha più attenzioni dell'auto pulita.

Beato il bambino che è circondato da tanto amore più che da tante cose.
Beato il bambino che non è guastato da eccesso di facilità.

Beato il bambino che non è ubriacato dalla televisione e dalla pubblicità.

Beato il bambino che non è "asfissiato", ma può andare a giocare in cortile.

Beato il bambino che non è obbligato a leggere a tre anni, a ballare a quattro, a suonare a cinque, a essere campione a sei.
Beato il bambino che può essere un bambino.
Beato il bambino che può vivere e giocare da bambino.

Beato il bambino che si sente sussurrare la sera prima di addormentarsi e al mattino al risveglio:
Amore mio ti affido al buon Dio.

beatitudinifigliogenitorifamigliaeducareeducazionebambini

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 10/12/2009

TESTO

9. Saggezza e sciocchezza

Proverbio iraniano

Un uomo può essere considerato un saggio se ricerca la saggezza, ma se crede di averla trovata è uno sciocco.

saggezzasciocchezzaricerca

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 10/12/2009

TESTO

10. Abitudine

Bruce Marshall

La vera nemica della Chiesa non è l'odio, ma l'abitudine.

abitudinechiesa

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 10/12/2009

TESTO

11. E il cuore?

Alessandro Pronzato, La girandola

A che scopo cuocere le vivande se la pentola è sporca?

A che cosa sevono le pratiche religiose se il cuore non è pulito?

religiositàcultopreghierainterioritàesteriorità

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 09/12/2009

TESTO

12. Dove sono gli ombrelli?

Alessandro Pronzato, La girandola

Fratelli e sorelle, siete venuti qui a pregare perché piova. Vorrei sapere una cosa: dove sono gli ombrelli?

fede

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 09/12/2009

TESTO

13. Amare non è donare

Raoul Follereau

Amare non è donare, ma condividere.

amareamoredonare

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 08/12/2009

ESPERIENZA

14. Consigli per avvicinarsi all'ammalato

Questo non vuole essere un prontuario o delle istruzioni all'uso, ma dei semplici consigli che ognuno deve interiorizzare e portare nel cuore. Per capire gli ammalati bisogna mettersi al loro posto: cosa molto difficile. Se però non ti sforzerai di farlo, sarà inutile tentare di comunicare con loro. Dire che Dio ama gli ammalati è una cosa molto graziosa e anche vera. Non è l'amore di Dio che devi portare al malato ma il tuo e per questo non bastano solo le parole. Dio non è una persona che va o che viene, lui è fedele e resta. Sarà percepito più o meno dalle condizioni in cui si trova l'ammalato e non solo quelle fisiche. Sforzarti di aiutare l'ammalato su un piano umano e in modo umano: Dio si manifesterà a suo tempo, i tempi di Dio non sono i tempi dell'uomo. Riempiti di Dio e poi va dagli ammalati come se esistessero solo loro, così senza che per te sia uno scopo primario, sarai strumento dell'amore di Dio.

Ama gli ammalati, ma non farlo solo in riferimento a Dio: amali per se stessi, in se stessi.

Coloro che si occupano degli ammalati soltanto per amor di Dio e con una certa freddezza professionale nei loro comportamenti, fanno pensare che gli ammalati siano per loro solo dei modi per proseguire la propria santificazione. Il miglior aiuto che puoi dare ad un ammalato è di aiutarli a ritrovare se stessi. Il tuo deve essere un rapporto d'amore su una base reale, non menzognera o fittizia: sarebbe come costruire sulla sabbia. Anche se il malato ha perso molto, gli rimane sempre qualche cosa, su questo qualche cosa si tratta di costruire con la fede e l'esperienza sorretta dall'amore. Il dolore affina la sensibilità e, se loro vedranno in te, la semplicità, la delicatezza dell'amore di Dio, ti racconteranno la loro storia. Non fare domande, non limitarti a sentire, ascolta con il cuore: sarai sempre tu a ricevere qualcosa. Forse ti sentirai impotente a rimuovere il peso che portano, ma nel loro cuore l'avrai alleggerito sicuramente. Il malato. l'handicappato, non vogliono pietismo. Non chiederti: cosa posso dire, ma sorridi, sii sempre ottimista, allegro, non esiste un ponte più sicuro di una bocca sorridente e anche nei momenti di dolore più acuto e di disperazione più profonda ci sarà uno spiraglio per lasciar passare la speranza e un solco per seminare la gioia. Può essere che il dolore unisca a Dio più che la gioia: limitati a suggerirlo, non con le parole, immagini o sentimenti, ma con il tuo esempio. Qualche volta sarà necessario venire incontro alle loro necessità materiali, far loro qualche dono. E Cristo che ha bisogno di te, vuole che tu doni te stesso come lui si è donato a noi e si dona a noi tutti i giorni senza chiedere nulla in cambio: solo Amore.

amoremalattiamalatoassistenzagratuitàamore di Diosolidarietà

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inviato da Forner Fortunato Babbo Lupo, inserito il 06/12/2009

PREGHIERA

15. Credo

Credo in Dio Padre
che creò la donna e l'uomo a sua immagine e somiglianza
e consegnò ai due la cura del mondo:
e vide che questo era molto buono;
che chiese il consenso ad una donna
per realizzare la sua opera di salvezza.
Credo in Gesù nato da una donna;
che ascoltava e valorizzava le donne
e le proteggeva contro le accuse degli uomini.
Che aveva donne discepole che lo seguivano e servivano.
Che apparve per primo a Maria Maddalena ed altre donne
e le invia per prime ad annunciare

la buona novella della sua Resurrezione proprio ai suoi discepoli.
Credo nello Spirito Santo,
soffio e principio di vita che è disceso
sopra uomini e donne nel giorno della Pentecoste

e che spinge la comunità della Chiesa verso l'uguaglianza.

donnamariamadonnaSpirito SantoDio Padre

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 25/11/2009

TESTO

16. Quello che tu puoi fare

Albert Schweitzer

Quello che tu puoi fare è solo una goccia nell'oceano,
ma è ciò che da significato alla tua vita.

senso della vitaricerca di sensoimpegnoresponsabilitàimportanza del singoloumiltà

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 17/06/2009

TESTO

17. Bontà

Ogni giorno lungo i sentieri della vita c'è sempre qualcuno che ne elemosina un tantino, perché la bontà è la sola cosa che riempie, dà pace, non mette in imbarazzo nessuno e non si esaurisce in chiacchiere.

Per essere buoni basta togliere la scorza dell'animo, acquietare i litigi e la rabbia, sotterrare l'orgoglio, aprire la porta e dire: "Entra in questa casa, è tua".

Bontà è mettere l'altro al primo posto, è ricordarsi che non vale la pena essere cattivi, per quel poco che si vive.

E' un po' di perdono la bontà, è andare verso gli ultimi; non usare violenza, farsi un po' piccoli, magari un po' ingenui, un po' poeti.
Bontà è essere puri di cuore, ignorando la partita doppia.

Bontà è far scoprire il cuore agli uomini, è far ritornare il sorriso sul viso di un bimbo.

amorebontàsemplicitàaccoglienzaumiltà

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 17/06/2009

TESTO

18. Sorriso   1

Proverbio cinese

Quando incontri un uomo troppo stanco per offrirti il suo sorriso, lasciagli il tuo. Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso quanto colui che non lo sa più donare.

donarefelicitàcondivisionesorrisogioiaapertura verso gli altri

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 17/06/2009

TESTO

19. Ascolto

C. Morley

C'è una sola regola per essere un buon conversatore: imparare ad ascoltare.

ascoltofraternitàamiciziacomprensione

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 17/06/2009

TESTO

20. Aver paura

Gina Sertorio, Un mondo nuovo. Poesie, Di Stefano Editore

E' assurdo aver paura della morte.
E' come dire che hai paura del vento
e della stessa aria impenatrabile.
E' come dire di aver paura
della vita.

Dio, quando mi creò, mi colmò di mille doni
ma il mondo ladro mi derubò d'ogni cosa
e sono arrivata a Dio completamente spoglia.

Lui solo pensò a rivestirmi.

Tratte dal libro di poesie di Gina Sertorio (di Genova) morta in un incidente stradale a 19 anni.

pauravitamorterapporto con Dio

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inviato da Forner Fortunato, inserito il 05/06/2009