Paolo Curtaz

Sabato della XXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno I) (12 settembre 2009)

Non si raccoglie uva da un rovo! Gesù chiede di giudicare noi stessi e le persone che ci stanno accanto dai frutti che portiamo. Non basta professare la propria fede, declamare i princìpi, affermare con forza le scelte evangeliche se poi siamo delle pessime persone. E, ahimé, quante volte ho visto avverarsi questa tristissima situazione! Cristiani impegnati, religiosi addirittura, comportarsi in maniera disumana nei confronti del proprio confratello ammalato o rispetto ai propri dipendenti... E, viceversa, vedere persone sé dicenti non credenti o agnostiche, comportarsi con una correttezza e una compassione che difficilmente ho trovato fra noi discepoli. Gesù è molto realista e aperto allo stupore: non siamo noi a dire a Dio cosa deve fare, è lui che suscita torrenti di bene anche in persone all'apparenza lontane dalla fede. Guardiamo ai frutti allora, anche se provengono da alberi all'apparenza rinsecchiti o belli contorti, e, quando ci mettiamo alla presenza del Signore, alla luce del Vangelo, misuriamo la nostra crescita spirituale dalle buone opere di giustizia e di misericordia che sappiamo fare, perché abbiamo costruito la casa sulla roccia...