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Parole Nuove Commenti al Vangelo e alla Liturgia a cura di www.qumran2.net |
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Commento su Luca 4,21-30
Eremo San Biagio 
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Dalla Parola del giorno
Tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. Ma Egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.
Come vivere questa Parola?
Gesù è nella sinagoga di Nazareth, sua patria. Ha appena dichiarato solennemente che la profezia messianica d'Isaia si è adempiuta nella sua persona. Quelli che l'hanno ascoltato sono afferrati e scossi da questa notizia. Si aprono cerchi di ammirato consenso. Poi, ecco la domanda inquietante: "Non è il figlio di Giuseppe?". Gesù raccoglie queste parole e va oltre. Penetra cioè nelle intenzioni dei suoi compaesani e lo dice: si è destata in loro la molla segreta dell'interesse. Questo uomo, che si dice il Messia, a Cafarnao (città da secoli rivale di Nazareth), ha compiuto miracoli di guarigione, perché non accaparrarlo perché li compia qui nel suo, nel loro paese? In sostanza perché non farne un vanto e soprattutto una facile e ricca fonte di guadagno? Ma Dio, attraverso Gesù, non la pensa così. Perché non ha ghetti né frontiere. Non svende il suo Amore... al mercato degli interessi personali o di clan o di potenze internazionali. L'amore di Dio opera con infinita libertà, trasgressivo delle leggi dettate da interessi egoistici. Ecco perché Elia è stato mandato ad una vedova ma in terra straniera, non a Sion. Ecco perché ad esser guarito da Eliseo fu mandato Naaman, uno della Siria e non d'Israele. Questa verità è talmente ostica che Gesù viene rincorso a sassate e rischia di esser fatto precipitare in un burrone.
Oggi, nella mia pausa contemplativa domenicale, riposo più profondamente e per più tempo accanto a Gesù. Ne contemplo la stupenda libertà. E chiedo, imploro, d'essere anch'io libero da qualsiasi gioco d'interessi che non collimino con gl'interessi del Regno di Dio.
La voce di un antico Padre
L'amore di un uomo per un altro uomo che abbia come motivo un interesse temporale, si muta col tempo in feroce inimicizia.
Abate Elia di Scete