Parole Nuove
Commenti al Vangelo e alla Liturgia
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Tutti invitati al banchetto della vita
padre Romeo Ballan  

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XXVIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (09/10/2005)
Vangelo: Mt 22,1-14   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Mt 22,1-14)

Riflessioni
Dalla vigna del Signore al banchetto dei popoli: dopo tre domeniche con il tema della vigna, oggi il messaggio delle letture bibliche è centrato sul banchetto della vita, al quale Dio invita tutti i popoli. Questo progetto del Padre appare chiaramente già nel Primo Testamento, fin dalla creazione, quando Dio prepara un giardino per i suoi figli e figlie. Il profeta Isaia (I lettura), usando un linguaggio apocalittico proiettato al futuro, parla di un banchetto di grasse vivande e di vini eccellenti, per tutti i popoli (v. 6). Umiliazione, morte, lacrime, schiavitù saranno cose del passato! È solo un sogno, un'illusione? No! È il progetto del Padre della vita, per tutte le genti (v. 7), che si va realizzando gradualmente nel cammino verso il Regno definitivo. Per cui è doveroso rallegrarsi ed esultare per la salvezza che ci viene da Dio (v. 9). Pur in mezzo alle tribolazioni dell'esistenza, Egli, che è il Pastore buono, non ci fa mancare nulla: assicura cibo e acqua, prepara una mensa abbondante per tutti (Salmo responsoriale).

Il banchetto è una realtà molto familiare nelle azioni e insegnamenti di Gesù: i suoi "segni" cominciano proprio nel festino di nozze a Cana; poi i pranzi offerti da Matteo e Zaccheo, da Simone il lebbroso e dall'amico Lazzaro, le moltiplicazioni dei pani, l'ultima cena, la tavola di Emmaus, la colazione in riva al lago; e poi gli insegnamenti di Gesù sui posti a tavola, il digiuno, la vigilanza delle donzelle per entrare alla festa di nozze, e altri come la parabola odierna del banchetto di nozze per il figlio del re (Vangelo).

Nell'icona del banchetto (immagine e realtà) emerge il progetto del Padre per la vita del mondo. Il suo invito non è solo a lavorare nella vigna (vedi le parabole delle domeniche precedenti), ma a entrare con gioia nel banchetto di nozze del Figlio: cioè diventare figli nel Figlio, fratelli e sorelle di tutti, mediante il battesimo; partecipare al banchetto dell'Eucaristia; avere parte attiva nel progetto del Regno e portarne la bella notizia anche ad altri (condivisione missionaria). Tutto ciò, prima di essere un impegno, è una dignità, una festa. Essere cristiani e missionari del Vangelo è molto più di una disciplina: è motivo di gioia e di speranza, è un servizio al Regno. La gioia di essere cristiani e comunicarlo agli altri è uno dei temi più ricorrenti nei discorsi del nuovo Papa Benedetto XVI. E non solo per i giovani.

Questo piano salvifico di Dio è per tutti i popoli, il suo Regno ha dimensioni universali, senza restrizioni, come si deduce dalla parabola: il Padre invita tutti, vuole la casa piena con tutte le sue figlie e figli, raccolti da tutte le strade del mondo (v. 9). Egli è sensibile al rifiuto dei primi invitati, ma non si scoraggia. "Il piano di Dio non viene sospeso, l'offerta non si spegne, anzi risuona con più intensità per degli strani personaggi che l'ebreo si sarebbe ben guardato dal far accedere alla sua mensa purificata e ritualmente ineccepibile. È tutto un mondo di poveri, di sofferenti, di emarginati dispersi per le strade del mondo. Alla tronfia autosufficienza di coloro che si sentivano depositari dell'elezione e della salvezza... subentra la nuova comunità delle Beatitudini" (G. Ravasi).

Per far parte di tale comunità, occorre l'abito nuziale (v. 12), cioè deporre le abitudini dell'uomo vecchio, rinnovarsi nello spirito e rivestire l'uomo nuovo (Ef 4,22-24), secondo l'esortazione di Paolo, il quale si è adattato a tutto (II lettura), "alla sazietà e alla fame"; ormai si fida solo di Dio: "tutto posso in colui che mi dà la forza" (v. 12-13). "Rivestitevi del Signore Gesù Cristo" esorta ancora Paolo (Rom 13,14). E S. Gregorio Magno commenta: "La carità è la veste nuziale, perché il nostro Redentore ne era rivestito quando venne per unire a sé come sposa la sua Chiesa. È l'amore di Dio che spinse il Figlio unigenito ad unire a sé gli eletti". Abbiamo qui un messaggio che illumina l'impegno di ogni cristiano e di ogni comunità anche in questo ottobre missionario. Sia per annunciare il Vangelo di Gesù, sia per aiutare gli altri commensali al banchetto della vita. *

Parola del Papa
* "Voi dovete procurare di far abbondare quanto basti il pane per la mensa dell'umanità; non già favorire un artificiale controllo delle nascite, che sarebbe irrazionale, per diminuire il numero dei commensali al banchetto della vita".
Paolo VI
Discorso all'ONU, New York, 4.10.1965

Sui passi dei Missionari
- 9/10: S. Giovanni Leonardi (1541-1609), fondatore dei Chierici Regolari della Madre di Dio; con il prelato spagnolo G.B. Vives, fondò a Roma una scuola per futuri missionari ad gentes, precorritrice del Collegio di Propaganda Fide.
- 9/10: S. Ludovico Bertràn (1526-1581), sacerdote domenicano spagnolo, missionario in Colombia, dove evangelizzò i popoli indigeni e ne prese le difese davanti agli oppressori.
- 10/10: S. Daniele Comboni (1831-1881), primo vescovo Vicario apostolico dell'Africa Centrale; elaborò un Piano per salvare l'Africa per mezzo degli Africani e fondò due istituti missionari. Morì a Khartoum (Sudan).
- 11/10: B. Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli, 1881-1963), il "papa buono", che convocò (1959) e inaugurò il Concilio Vaticano II l'11 ottobre 1962.
- 12/10: Memoria di ben 4966 martiri e confessori (+483) durante una persecuzione dei Vandali del re ariano Unnerico nell'Africa settentrionale.
- 15/10: S. Teresa di Gesù (d'Avila, 1515-1582), riformatrice del Carmelo e fondatrice di nuovi monasteri, dottore della Chiesa per la sua profonda esperienza del mistero di Dio.

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