Parole Nuove
Commenti al Vangelo e alla Liturgia
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Perdono e non ti dimentico!
don Nazareno Galullo (giovani)  

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XXIV Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (11/09/2005)
Vangelo: Mt 18,21-35   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Mt 18,21-35)

"Perdono ma non dimentico!" Ho sentito dire questa frase più di una volta, da qualche "buon cristiano". Buon cristiano sei tu, che stai leggendo, che la domenica non ti fai sfuggire la messa (e fai solo bene), che non ti vergogni della tua fede anche sul posto di lavoro o a scuola.
Ma, quella frase "perdono ma non dimentico", non può appartenere a chi è un "buon cristiano". Eppure..., io l'ho sentita.

L'ho sentita sulla bocca di qualcuno: è triste sentire una frase del genere. È ancora più triste quando a dirla è un genitore nei confronti di un figlio che ha sbagliato. Peggio, quando è un figlio nei confronti di un genitore che ha sbagliato.

Ma c'è qualcosa di più triste e sconvolgente: è la situazione in cui questa frase non viene detta, si mantiene la "bella faccia perbenista" con un'apparenza tutta cristiana...ma nel cuore si serba rancore ed odio...dimenticando del tutto la persona che ha sbagliato

Forse non sono stato chiaro, lo ammetto. Beh, parlerò per esempi. Ci sono persone che non diranno mai "perdono ma non dimentico", ma agiranno come se l'avessero detta. O peggio, ci sono persone che "annullano" del tutto la presenza di una persona che ha sbagliato. Ho sentito una volta una persona dire male della propria famiglia, con la quale aveva litigato, in un modo assolutamente sconvolgente. Diceva così: "la mia ex-madre, il mio ex-fratello..., ecc.ecc.".

Questo modo di dire esprime quello che volevo dire: si può dire: "io perdono"...ma spesso questo non corrisponde a verità nel momento in cui si annienta una persona. Perdonare non è "annientare" l'altro, che corrisponde, né più né meno ad "uccidere".

Che cosa vuol dire uccidere, se non annientare la presenza di una persona? E come di uccide? Soltanto con una pistola, o anche con la lingua? Soltanto con la lingua o pure con l'annientare una persona ignorandola?

Attenzione, amici, sono consapevole che perdonare 70x7 è difficile, vuol dire "sempre". E qui sta la differenza tra chi si riconosce "figlio di Dio", "seguace di Gesù Cristo" e chi invece non lo è o non lo è più!

Perdonare è l'atto più nobile di una persona: è ristabilire non solo la pace (che può esserci anche senza perdono, con quello che dicevo prima: mi dimentico di te, faccio finta che non esisti più...e sono in pace!!!) ma è anche ridare dignità a chi è "persona", non cosa, animale, oggetto.

Puoi disfarti di un oggetto che ti ha fatto incazzare, butti dalla finestra un libro stupido e cretino che ti ha mezzo rincoglionito...ma non puoi gettare una persona che ha sbagliato nei tuoi confronti.

I rapporti con chi ha sbagliato possono non ritornare uguali a prima, ma il perdono va fatto lo stesso: è un qualcosa di "spirituale", che prima di tutto toglie un macigno nella coscienza di chi ha ricevuto un torto.

Pensaci un po': qualcuno ti ha fatto del male, e tu non perdoni. Chi soffre? Tu. Al male che hai ricevuto, si aggiunge quello che ti autoprovochi non perdonando.
Come fare, quindi? Il perdono non è cosa facile ed immediata, ma la prima cosa che si può e si deve fare è pregare per quella persona. Pregare vuol dire, chiedere al Signore tutto il bene possibile per quella persona.
Quando la logica umana dice: vendicati di quella persona, falla fuori, falla pagare...quella cristiana invece dice: amala, e se non puoi ristabilire i rapporti che avevi prima, prega per lei, chiedi per lei il bene.

Altro che odio!
Ciao a tutti.

Naza

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