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Commento su Luca 19,1-10
padre Paul Devreux
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Conosciamo tutti bene la storia di Zacchéo; un uomo piccolo, che decide di diventare grande tramite il potere e la ricchezza. E' interessante perché ci mette davanti i due vangeli che questa vita ci offre: quello della ricchezza e quello che propone Gesù. Zaccheo ha sperimentato tutti e due, e ha fatto la sua scelta.
Per anni Zaccheo ha perseguito la prima via. E' diventato un uomo famoso, ricco e temuto. Unico neo è che non sa chi gli è amico veramente, e quindi è solo. Se vuole vedere Gesù è perché vede che tutti desiderano stare con lui e lui accoglie tutti. E' curioso.
La chiamata di Gesù risveglia in lui la nostalgia di un'accoglienza e di un'amicizia gratuita. D'ora in poi metterà al primo posto non più il guadagno, ma l'amicizia. Per arrivarci ha avuto bisogno di Gesù e della sua mano tesa.
Abbiamo tanto parlato di fede e di preghiera. In fondo tutto nasce e va avanti grazie alla scoperta di questa mano tesa di Gesù.
Tutti i giorni la vita mi mette davanti questi due vangeli, sono alla radice di tutte le scelte che devo fare continuamente. Ogni attimo devo decidere se è meglio amare o schiacciare l'altro. Chi schiaccia vince lì per lì, ma poi rimane solo. Chi ama costruisce amicizie e crea solidarietà, ma non è sempre facile perché significa rimetterci lì per lì.
Il motore di questo secondo vangelo è Gesù; cioè colui che ha la forza di ricominciare sempre e di ristendere la mano per primo. Perciò, per chi ha capito che l'amicizia è la ricchezza più grande, è importante la preghiera e il cammino di fede; perché è in lui che ogni mattina trovo la forza di ricominciare ad amare.