Parole Nuove
Commenti al Vangelo e alla Liturgia
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Rivestirsi di sorpresa
don Elio Dotto  

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XXVIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (13/10/2002)
Vangelo: Mt 22,1-14   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Mt 22,1-14)

"Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita" (Sal 22,6).

E' davvero bella questa espressione del salmo 22 che sentiremo cantare nella liturgia di domenica. Un'espressione bella, ma anche distante dalla nostra esperienza quotidiana: perché i giorni della nostra vita hanno spesso per compagne tristezza e noia, piuttosto che bontà e grazia. Soprattutto, sentiamo quanto manchi ai giorni della nostra vita quella capacità di trepidazione e di sorpresa che, invece, traspare con chiarezza dalle parole del salmo. "Felicità e grazia mi saranno compagne" - dice il salmista; e intanto nel cuore ha la meraviglia dei piccoli, la sorpresa di chi si sente protetto e amato, di chi non teme alcun male perché sa che Dio è con lui per tutti i giorni della sua vita.

Senza sorpresa invece accadono spesso i giorni della nostra vita. Tutto ci sembra normale e scontato, al punto che fatichiamo a trovare motivi di vera gioia. La nostra famiglia, i nostri amici, il nostro lavoro, addirittura i nostri divertimenti ci appaiono prevedibili e noiosi. Forse siamo davvero troppo sazi di beni e di comodità; o forse sono davvero troppe le occupazioni e le scadenze che affollano i nostri giorni. Le ragioni possono essere tante e diverse, ma la realtà rimane sempre quella: spesso tutto ci sembra normale e scontato, anche le cose più belle e promettenti.

Appunto così avvenne agli invitati alle nozze della parabola che Gesù racconta nel Vangelo di domenica (Mt 22,1-14). Bello e promettente appariva l'invito del re: "Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze" (Mt 22,4). Un tale invito avrebbe dovuto suscitare sorpresa e gioia negli invitati. E invece essi "non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari" (Mt 22,5). Forse erano già troppo sazi di beni e di comodità; o forse erano già troppo presi da occupazioni e scadenze. Le ragioni sembravano tante e diverse, ma la realtà era per tutti la stessa: nessuna sorpresa aveva scaldato il loro cuore, nessuna trepidazione. E fu così che non parteciparono alla gioia delle nozze.

Perché soltanto chi è capace di sorprendersi può gustare le gioie della vita senza noia. Soltanto chi ha custodito la trepidazione dei piccoli può attendere con fiducia i giorni che verranno. A questo "molti sono chiamati" - diceva Gesù concludendo la parabola: molti - tutti - sono chiamati alla pienezza della vita. Ma purtroppo "pochi sono eletti"; e cioè pochi sono capaci di indossare l'abito nuziale, il vestito bello di chi sa gustare e custodire le sorprese di ogni giorno. Accade invece che tanti rimangano impigliati nella dispersione e nelle fatiche quotidiane, ritenendo così tutto normale e scontato.

Forse tra questi ultimi ci riconosciamo anche noi, oggi, in questo preciso momento della nostra esistenza. E allora vogliamo davvero invocare il Padre con le parole del salmo 22 perché la sua grazia ci preceda e ci accompagni sempre, risvegliando in noi la sorpresa e la trepidazione dei piccoli: affinché non ci succeda più di dissipare quelle cose belle e promettenti che la vita ci riserva; e ci accada invece di gustare per lunghissimi anni la dolcezza che viene da Dio.

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