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Commento su Matteo 11,27-30
Movimento Apostolico - rito ambrosiano  

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VI domenica dopo Pentecoste (Anno B) (08/07/2012)
Vangelo: Mt 11,27-30   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Mt 11,27-30)

Imparate da me, che sono mite e umile di cuore

La mediazione universale di Cristo Gesù nella creazione, redenzione, rivelazione, rigenerazione, è mirabilmente manifesta nel Prologo del Vangelo secondo Giovanni.

"In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato" (Gv 1,1-18).

Cosa aggiunge il Vangelo odierno a questa mediazione che di per sé è già perfetta, dal momento che tutto ciò che avviene nel mondo il Padre lo opera per mezzo del suo Figlio Unigenito? Questo Vangelo attribuisce a Gesù la stessa qualità divina in ordine al dono di una vera risurrezione spirituale che si chiama consolazione, abbondanza e pienezza di vita, ristoro, sollievo, pace interiore ed esteriore. Non c'è stanchezza né affaticamento né oppressione che da Gesù non possa essere vinta e superata. Quanto veniva attribuito a Dio nell'Antico Testamento ora Cristo lo attribuisce a sé.

O voi tutti assetati, venite all'acqua, voi che non avete denaro, venite, comprate e mangiate; venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte. Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. Porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete. Io stabilirò per voi un'alleanza eterna. Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri (Is 55,1-9).

Cristo Gesù è veramente l'unica e sola via attraverso la quale il Signore riversa tutto il suo amore di salvezza ai suoi figli. Solo Lui è questa via e nessun altro.

Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Altra mediazione di Gesù Signore è questa: Lui è il solo modello da imitare. Da Lui dobbiamo imparare tutti la mitezza e l'umiltà. Con la mitezza dichiariamo il nostro Dio unico Giudice e Signore della nostra vita, ponendola interamente nelle sue mani. Con l'umiltà accogliamo la sua volontà come unica e sola volontà che deve guidare la nostra storia anche nei più piccoli ed insignificanti dettagli. Imparando da Lui e prendendo su noi la sua Legge, il suo giogo che è un giogo di carità e grande misericordia, pietà e infinita compassione, perdono e pietà, la nostra anima trova ristoro. Entra nella vera pace. Sente ritornare in lui tutta la pienezza del suo essere.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, edificateci in Cristo Signore.

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