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Commento su Giovanni 15,24-27
Movimento Apostolico - rito ambrosiano  

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SS. Trinità (Anno B) (03/06/2012)
Vangelo: Gv 15,24-27   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Gv 15,24-27)

Ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio

Un uomo è riconosciuto nella sua verità o falsità, giustizia o ingiustizia, santità o peccato, bontà o cattiveria, dalle opere che compie. Il Vangelo secondo Giovanni trova il fondamento della verità di Gesù sulle opere che nessuno ha mai fatto prima.

Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio (Gv 3, 21). Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete meravigliati. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato (Gv 5,20. 36). Rispose Gesù: "Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare (Gv 9,3- 4). Gesù rispose loro: "Ve l'ho detto e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza. Gesù rispose loro: "Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?". Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre" (Gv 10, 25.32.37.38). Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse (Gv 14, 10-11). In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre (v 14, 12). Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che nessun altro mai ha fatto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio (Gv 15, 24).

Queste opere attestano che Gesù è dal Padre. Chi dalla opere non giunge alla verità di Cristo Signore è solo per cattiva volontà, per il peccato che dilania il suo cuore, per la cecità che ottenebra la sua mente, per la malizia che distrugge la sua volontà. È il peccato del cuore che impedisce di credere in Cristo Gesù come vero inviato del Padre. Ma sempre il peccato aggiunge altro peccato. Qual è il nuovo peccato dei Giudei? Quello di aver odiato Cristo Gesù condannandolo alla crocifissione senza alcuna ragione storica. Le loro sono solo ragioni di peccato, che è in essi cattiveria, malvagità, invidia, superbia, stoltezza, insipienza, ostinazione e impenitenza.

Salvami, o Dio: l'acqua mi giunge alla gola. Affondo in un abisso di fango, non ho nessun sostegno; sono caduto in acque profonde e la corrente mi travolge. Sono sfinito dal gridare, la mia gola è riarsa; i miei occhi si consumano nell'attesa del mio Dio. Sono più numerosi dei capelli del mio capo quelli che mi odiano senza ragione. Sono potenti quelli che mi vogliono distruggere, i miei nemici bugiardi: quanto non ho rubato, dovrei forse restituirlo? (Sal 69 (68),2-5).

Gesù non ha rubato la gloria a Dio, attribuendosi qualcosa che non gli fosse stato donato. Tutto Lui ha ricevuto da Dio e tutto vive per Lui nella perfetta comunione di grazia, verità, sapienza, intelligenza, fortezza, consiglio, pietà e timore del Signore. Tutta la storia di Gesù attesta che mai Lui ha lavorato per la sua gloria. Sempre invece ha glorificato il Padre in ogni sua Parola, opera, pensiero. Questa certezza di coscienza è vera professione di fede in Cristo Signore. Lui ha onorato il Padre sempre.

Se non avessi compiuto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai compiuto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. Ma questo, perché si compisse la parola che sta scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione. Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

Il discepolo di Gesù ha bisogno di possedere una certezza indistruttibile nel suo cuore: Cristo è dal Padre. Chi gli darà questa certezza lungo tutto il corso della storia? Lo Spirito Santo. Questi dovrà perennemente testimoniare al cristiano la verità di Gesù.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, dateci lo Spirito Santo.

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