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Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?
Movimento Apostolico - rito ambrosiano 
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Gesù viene a Gerusalemme per celebrare la festa di Pasqua e vi rimane, mentre i suoi genitori riprendono la via del ritorno, senza accorgersene di nulla. È giusto che ci chiediamo: perché la Vergine Maria, Donna prudentissima, sapientissima, sempre solerte e accorta, e Giuseppe, anche lui uomo giusto, prudente, vigilante, custode fedele di Gesù, neanche sospettano che Gesù non sia con loro nella carovana? Come è stato possibile tutto questo, considerato lo spessore di santità di Maria e Giuseppe? La risposta è una sola: con i santi, in modo particolare con Gesù, che è santissimo, che ogni giorno cresce in età, sapienza e grazia, nulla è scontato, perché Lui vive di immediata, pronta, istantanea, attuale obbedienza al Padre suo che è nei cieli. Maria e Giuseppe conoscono la serietà di Gesù e sanno che mai è venuto meno ad un solo suo obbligo verso di essi. Loro sono più che certi che Gesù sia nella carovana assieme agli altri ragazzi e per questo motivo il loro cuore è nella pace. Sui santi non si può contare. Ciò che hanno fatto fino a ieri non è regola di azione per oggi, perché oggi il Signore potrebbe manifestare loro la sua volontà ed essi la compiono senza alcun ritardo. Nell'istante in cui il Signore comanda, loro sono già in opera, in obbedienza, in perfetto ascolto. Il comportamento di un santo non va mai presunto.
I santi sono sempre nuovi nella loro vita perché l'obbedienza è sempre nuova, sempre attuale, sempre pronta e immediata. Il Padre dice a Gesù di fermarsi nel tempio di Gerusalemme e Lui si ferma. Lo invita a porsi in dialogo con i dottori e Lui interroga e risponde. Il Padre vuole che Lui manifesti la potenza della sua luce di verità e lui obbedisce. Maria e Giuseppe nulla sanno di questa relazione personalissima di Gesù con il Padre suo. Lo pensano perso, smarrito. Gesù però non è né perso e né smarrito. Lui sta semplicemente obbedendo ad un comando divino. Perché allora il Padre non gli ha comandato di avvisare Maria e Giuseppe? Perché tre giorni di sofferenza a Maria e a Giuseppe sono necessari perché loro apprendano che Gesù non appartiene loro. Lui è tutto del Padre, sempre, in ogni istante e del Padre sempre deve rimanere.
I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
Maria e Giuseppe dopo questo giorno, anche se ancora non lo hanno compreso appieno, sanno che sono loro in perenne obbedienza a Cristo Gesù e non il contrario: Cristo Gesù in obbedienza al loro volere. Cristo appartiene al Padre, alla sua voce, ad ogni suo comando. L'obbedienza in Lui dovrà essere sempre istantanea. Neanche una frazione di tempo dovrà trascorrere tra l'ascolto e la realizzazione. Se per un attimo tutte le famiglie della terra pensassero che anche loro devono porsi a totale disposizione della vita che è nata da esse o che nascerà, scopriremmo all'istante cosa è l'amore. I figli hanno la preminenza su tutto e tutto si deve fare per la loro crescita santa. Divorziare quando vi è un figlio in una famiglia è commettere un duplice peccato: contro il sacramento dell'amore e contro il sacramento della vita.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, inseriteci in questo mistero.