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Parole Nuove Commenti al Vangelo e alla Liturgia a cura di www.qumran2.net |
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Dio ha fiducia in noi
Gaetano Salvati
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L'atteggiamento del Signore, riportato nella parabola narrata da san Matteo, può sembrare duro, senza pietà. In realtà, il Dio rivelato da Gesù, padrone di ogni cosa e che potrebbe fare a meno di noi, si comporta nei nostri confronti come lo sposo della prima lettura: "in lei confida il cuore del marito e non verrà mai a mancargli il profitto" (Pr 31,12). Questo è il messaggio odierno del Vangelo: Dio ha fiducia in noi. Ma, non una fiducia priva di libertà, quasi che il credente sia oppresso dall'ansia del padrone nel veder disperse le sue proprietà. La prova della fiducia risiede nel suo starsene lontano da noi, nel suo non essere assillante, né sospettoso o timoroso delle nostre azioni. La fiducia di Dio, allora, è la rivelazione dell'amore autentico che nutre nei nostri confronti. È l'amore libero e liberante. Libero, perché quando Egli ama (esempio, la morte del Figlio), non pretende il medesimo amore, questo sarebbe impossibile; invita, invece, alla volontaria adesione alla legge d'amore. Liberante, perché nel Suo parlare silenzioso, nel Suo essere apparentemente distante, suscita in noi la nostalgia dell'Eterno, il distacco da tutti i meccanismi che ci impediscono di raggiungere la Gloria.
In che modo il Signore esprime la Sua fiducia? Mediante i doni, i talenti descritti dalla parabola. Tali doni, indispensabili per poter scorgere i segni della presenza amorosa di Dio in mezzo a noi, sono la fede, la speranza e la carità. Ci fa dono della fede, perché possiamo essere coinvolti, con serenità, al piano di salvezza attuato da Cristo; della speranza, perché possiamo superare l'oscurità del domani; infine, della carità, perché possiamo esprimere con la vita le nostre convinzioni più profonde, e testimoniare l'Amore di Dio nel mondo.
Fratelli, come riusciremo a rimanere sereni? A mettere in pratica i doni?
Innanzitutto, se Cristo è la nostra fede, l'origine della speranza e dell'Amore, infine, il senso del nostro essere credenti, non dobbiamo avere paura di sfruttare i doni gratuiti (talenti); neppure cadere nelle tenebre dello sconforto o dell'errore. Bensì, bisogna sforzarsi di vivere nella gioia della Sua silenziosa presenza, approfittare della fiducia di Dio e vivere giorno per giorno nel suo nome. Ancora, se il Signore elargisce i suoi doni in mezzo alla comunità, trasformando le fragilità, le ansie, in canti di lodi, in armonie perfette, non vi è più spazio per la depressione, per la malinconia. Vi è spazio solo per la pace, quella vera; la sola in grado di esaudire le nostre necessità. Solo se avremo la pace di Cristo, riusciremo a rimuovere la cortina che ci impedisce di scorgere la volontà di Dio nelle azioni della vita, e mettere in pratica i suoi doni. Amen.